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13:41 23 Luglio 2019
L'URSS

Gli USA hanno spiegato i motivi della “mano morta” sovietica

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Il sistema di comando automatico dell’arma nucleare di massa “Perimetr” (conosciuto in Occidente come Dead Hand, “mano morta”) doveva funzionare in caso di attacco da parte degli USA.

Il sistema fu creato in relazione alle possibilità limitate dell’Unione Sovietica di rintracciare l’eventuale messa in funzione dei razzi balistici intercontinentali USA. Lo scrive l’esperto Pavel Podvig nel blog Russian Nuclear Forces Project.

Lo specialista spiega che la componente cosmica del sistema di avvertimento in caso di attacco missilistico non dava particolare vantaggio all’URSS rispetto alla componente terrestre per quanto riguarda i tempi a disposizione per prendere una decisione su un attacco di difesa. La strategia statunitense, invece, prevedeva di prendere tale decisione basandosi sui dati di entrambe le componenti.

Per questo, scrive l’esperto, i leader sovietici non pensavano di poter prendere una decisione in modo abbastanza operativo da organizzare un attacco di prevenzione, e si concentravano piuttosto su un possibile attacco di risposta (o di prevenzione e risposta). Secondo Podvig questo attacco di risposta poteva essere garantito dal sistema “Perimetr” che si sarebbe attivato all’occorrere di condizioni specifiche, probabilmente in caso di perdita di contatto con il comando centrale e di esplosione nucleare causata dagli americani in territorio sovietico.

L’esperto inoltre suppone che, nonostante la Russia abbia modernizzato il sistema di comando automatico dell’arma nucleare di massa come strumento di difesa, sia poco probabile che il paese oggi possa prendere operativamente la decisione di un attacco di prevenzione in propria difesa.

“Non vedo ragioni per cui oggi i principi base di comando e controllo debbano distinguersi da quelli di ieri”, conclude Podvig.

Nel gennaio scorso Konstantin Sivkov, vice presidente dell’Accademia russa delle scienze missilistiche e dell’artiglieria (RARAN), dottore di ricerca in scienze militari, ha ammesso che il “Perimetr” non è in grado di garantire totalmente l’esecuzione di un attacco di risposta o di risposta e prevenzione disarmante nei confronti degli americani.

A novembre 2018 Viktor Esin, ex capo del centro direttivo delle truppe missilistiche a destinazione strategica, aveva detto che in caso di necessità il sistema “Perimetr” può attivare un numero di missili limitato.

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militare, guerra fredda, USA, Russia, URSS
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