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06:39 17 Settembre 2019

Fermato il golpe di Guaidó in Venezuela: ecco i dettagli (VIDEO)

© Sputnik . Magda Gibelli
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Contro il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó e le 70 persone in tenuta militare che lo accompagnavano sono stati utilizzati lacrimogeni.

AGGIORNAMENTO: Venezuela, l'esercito resta dalla parte di Maduro

AGGIORNAMENTO: Maduro invita tutti alla mobilitazione

AGGIORNAMENTO: Caracas: Manifestazione dei sostenitori di Maduro vicino al palazzo di Miraflores

La vicenda ha avuto luogo vicino alla base aerea di La Carlota nella capitale Caracas. Il Ministro dell’Informazione del Venezuela Jorge Rodriguez aveva precedentemente comunicato che proprio in questo luogo si era raccolto il gruppo di militari in rivolta.

Il presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela Diosdado Cabello ha inoltre dichiarato che l’opposizione non è riuscita ad accedere alla base aerea a Caracas. Il Ministero della Difesa ha confermato che l’esercito è leale alle autorità attualmente al potere.

Il 30 aprile Juan Guaidó, circondato da persone in uniforme militare, è apparso in un video in cui esortava i militari a ribellarsi e rivoltare il presidente Nicolás Maduro. Il politico ha dichiarato che l’esercito si è schierato dalla sua parte e che è giunta “la fase finale dell’operazione Libertà”. Nel video oltre a Guaidó è apparso un altro influente politico dell’opposizione, Leopoldo Lopez, che prima si trovava in stato d’arresto e, secondo le sue stesse parole, è stato liberato dai militari.

VIDEO: L'azione di sostegno del presidente Nicolas Maduro vicino al palazzo di Miraflores a Caracas

 


Qualche ora dopo la pubblicazione del video messaggio di Guaidò, Maduro ha affermato di aver parlato con i comandanti di diverse unità strutturali (REDI e ZODI), che gli hanno mostrato la loro "completa fedeltà" e assicurato che resteranno fedeli al Popolo, alla Costituzione e alla Patria.

"Nervi d'acciaio. Ho parlato con i comandanti di tutte le Regioni di difesa strategica integrale (REDI) e le Zone di operazione di difesa integrale (ZODI) e mi hanno dichiarato la loro completa fedeltà al popolo, alla costituzione e alla patria. Ho fatto appello alla massima mobilitazione popolare per affermare la vittoria della pace. Vinceremo", ha scritto Maduro su Twitter.


Il ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha affermato su Twitter che il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, è responsabile del tentato colpo di stato in Venezuela, per aver dichiarato l'appoggio statunitense a Juan Guaidò e ai suoi sostenitori.

"Il vicepresidente Pence ha ammesso il suo ruolo di guida del tentato golpe. In nome di Dio, chiede violenza, distruzione e morte. E questo sarebbe un buon cristiano? Il popolo del Venezuela e le sue forze armate bolivariane sono una garanzia di pace e rispetto della costituzione", ha scritto Arreaza.


Il ministero degli Esteri russo, attraverso una nota ufficiale, ha fatto appello alla comunità internazionale per sostenere lo sviluppo pacifico della situazione in Venezuela.

"Riaffermiamo la posizione di principio a favore della via politica e civile per risolvere i disaccordi interni da parte degli stessi cittadini venezuelani. Facciamo appello a tutti i membri della comunità internazionale per riaffermare l'adesione alla Carta delle Nazioni Unite, alle norme e ai principi del diritto internazionale, per sostenere il ritorno del Venezuela verso uno sviluppo stabile e progressivo attraverso il dialogo di tutte le forze politiche locali", si legge nella nota.


L'esercito venezuelano rimane fedele al presidente legittimo Nicolas Maduro, ha dichiarato oggi su Twitter il ministro della difesa venezuelano Vladimir Padrino.

Egli ha osservato che la situazione nelle caserme e nelle basi militari è rimasta normale e non si sono registrati casi di insubordinazione. I militari hanno respinto gli appelli alla rivolta, ha aggiunto Padrino, e promettono di proteggere l'ordine e la pace nel paese.

"I leader pseudo-politici che si sono messi alla testa di questo movimento sovversivo hanno usato la polizia militare e armata per creare panico e terrore", ha detto il ministro.


Il movimento Cinque Stelle è preoccupato di ciò che sta accadendo in Venezuela. Lo ha reso noto il partito in una nota.

“Quel che sta accadendo è gravissimo e siamo preoccupati, soprattutto per gli italiani che vivono nel Paese. Auspichiamo una soluzione pacifica del conflitto, il M5S è dalla parte di chi vuole e sostiene la democrazia. Crediamo che l’unica vittima di tutto questo caos sia il popolo venezuelano. Si avvii un processo di riconciliazione nazionale che porti quanto prima ad elezioni libere e trasparenti”, si dice in una nota.

Il vicepremier Matteo Salvini ha affermato che si augura una soluzione pacifica della crisi.

"Per il bene del popolo venezuelano e dei tantissimi italiani che da anni soffrono per colpa di uno degli ultimi regimi comunisti sulla faccia della terra ci auguriamo una soluzione pacifica e non violenta della crisi che porti a libere elezioni e all’allontanamento del dittatore Maduro che sta affamando, incarcerando e torturando il suo popolo. Sono vicino al popolo venezialenano, all’assemblea nazionale e al suo presidente Guaidò", ha detto lui.


Gli Stati Uniti esortano la Russia a non interferire negli eventi in Venezuela, ha dichiarato oggi ai giornalisti il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense John Bolton.

"Specialmente in questo momento... ci aspettiamo che la Russia non interferisca in ciò che sta accadendo in Venezuela", ha detto Bolton.

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in precedenza, ha affermato che Mosca non interferisce negli affari interni del Venezuela e si aspetta che anche gli altri paesi facciano altrettanto. E, soprattutto, ha aggiunto Peskov, non dovrebbero curarsi delle relazioni che la Russia tesse con gli altri paesi.


La situazione in Venezuela si è aggravata il 23 gennaio, quando sullo sfondo delle azioni di protesta generale Juan Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim. La legittimità della sua posizione è stata riconosciuta dagli USA e da diversi paesi europei e dell’America Latina. La Russia invece ha appoggiato il presidente in carica Nicolás Maduro.

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Juan Guaidó, Venezuela
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