22:43 07 Dicembre 2019
Naruhito, il figlio dell'imperatore nipponico Akihito

In Giappone comincia una nuova era

© AFP 2019 / Ludovic Marin/ POOL
Mondo
URL abbreviato
161
Seguici su

Il 30 aprile l’imperatore Akihito che ha governato per 30 anni abdicherà al trono in favore del figlio Naruhito. Si tratta di un caso senza precedenti nella storia del Giappone contemporaneo. Il primo maggio in Giappone comincerà una nuova era detta Reiwa. Sarà la 248a era e Naruhito diventerà il 126o imperatore. Sputnik vi spiega cosa significhi questo momento per la vita politica e sociale del Paese.

Un caso unico

Negli ultimi 100 anni sono diversi gli imperatori ad aver abdicato. Una delle prime abdicazioni avvenne nel 1936 in Gran Bretagna: il re Edoardo VIII abdicò al trono britannico per sposare Wallis Simpson, una donna americana divorziata. Nel novembre 1964 la granduchessa Carlotta di Lussemburgo abdicò in favore del figlio Giovanni che, a sua volta, abdicò nel 2000 lasciando il trono al figlio Enrico. Norodom Sihanouk, re della Cambogia tra il 1941 e il 1955 e tra il 1993 e il 2004, rinunciò al trono per ben due volte. Vi è poi un caso piuttosto recente: nel 2013 il re belga Alberto II in un discorso alla nazione dichiarò pubblicamente la sua intenzione di abdicare. La ragione era la stessa di quella del monarca giapponese: in virtù dell’età avanzata preferì passare i poteri alla generazione successiva.

Gli esempi riportati testimoniano il fatto che fra i monarchi l’abdicazione sia un evento del tutto normale. Ma allora perché quella di Akihito viene considerata senza precedenti?

Secondo Vitaly Shvydko, esperto di Giappone, l’esempio nipponico è unico nel suo genere: “È in corso una violazione delle tradizioni nel momento in cui in Giappone vi è un imperatore in carica e l’altro a riposo. La vita non si ferma e la situazione potrebbe ripetersi. Per questo, sorgono varie controversie piuttosto accese. Alcuni parlamentari sostengono la necessità di una legge ad hoc per il nuovo imperatore. Altri insistono sul fatto che serva una legge universale applicabile in futuro in una situazione analoga (in occasione dell’abdicazione di Akihito è stata approvata una legge riguardante esclusivamente il caso concreto, ma i dibattiti sono continuati perché non si può escludere che in futuro l’imperatore voglia abdicare a sua volta, NdR)”.

Il popolo è pro o contro?

Ma che importanza hanno queste sfumature per i comuni sudditi? I sondaggi rivelano che l’opinione pubblica, soprattutto quella giovanile, sostiene in generale la decisione di Akihito: più dell’85% degli interpellati si è espresso a favore della legalizzazione dell’abdicazione. Ma le fasce più conservatrici della società nipponica e, in particolare, i sostenitori dell’attuale primo ministro Abe, insistono sulla necessità di una legge formulata esclusivamente per Akihito. Quanto alla possibile abdicazione del nuovo imperatore, secondo un recente sondaggio del giornale Asahi, il 61% ha votato a favore, mentre il 35% ha avuto difficoltà a rispondere affermando che ogni caso andrebbe analizzato separatamente.

Cambiamenti

Una delle questioni principali legata all’abdicazione di Akihito riguarda la possibilità che si presentino cambiamenti con il nuovo imperatore. Anatoly Koshkin, membro dell’Associazione russa degli storici della Seconda guerra mondiale, ritiene che i poteri dell’imperatore potrebbero venire ampliati:

“La destra nipponica ha interesse a vedere nell’imperatore non solo un simbolo della nazione. Vorrebbe ristabilire i suoi vecchi poteri. Questo, secondo loro, contribuirebbe a rendere più coesa la nazione. Perciò, l’arrivo di un nuovo imperatore potrebbe essere accompagnato da tentativi in tal senso. Quanto poi saranno questi concreti è difficile a dirsi poiché andrebbero a toccare gli articoli fondamentali della Costituzione giapponese. Ma, del resto, Abe sostiene una revisione della Costituzione, quindi tutto è possibile…”.

A condividere questo punto di vista è Viktor Kuzminov, collaboratore del Centro di studi giapponesi, il quale si è così espresso: “Se l’imperatore Hirohito veniva associato dai giapponesi alla Seconda guerra mondiale, Akihito ha fatto di tutto perché durante il periodo postbellico si rimarginassero le ferite e perché nei cuori dei giapponesi e dei vecchi avversari dominassero la pace e la tranquillità. Visitò più volte le città e i Paesi teatro delle più sanguinose battaglie della guerra, incluse le isole Saipan, Palau e le Filippine dove il monarco pregò per i caduti. Akihito divenne il simbolo della lotta per la pace. Ora i tempi stanno cambiando: con l’arrivo di un nuovo imperatore comincia una nuova era. E questo darà la possibilità di propugnare nuove idee”.

Simotomai Nobuo, professore della Hosei University, invece, sostiene che il ruolo dell’imperatore non cambierà: “L’imperatore Akihito con cui è iniziata l’era Heisei, ha sempre cercato di ottenere la pace a livello nazionale e con i vicini asiatici facendo visita più volte a Okinawa. Il grande traguardo dell’era Heisei è stata l’assenza di guerre. Ma si sono verificati cataclismi naturali e antropogenici, come l’incidente della centrale nucleare di Fukushima e il terribile terremoto. Il ruolo dell’imperatore nipponico sin dall’antichità consiste nell’essere vicino al proprio popolo nei momenti più difficili e condividere le sofferenze dei comuni sudditi. In tal senso sono state eccezioni durante la storia giapponese periodi come il Meiji, il Taishō e la prima metà del Shōwa quando gli imperatori erano di stampo militarista. Durante l’era Edo e prima ancora gli imperatori giapponesi scrivevano poesie, amavano la letteratura, parlavano con i comuni sudditi, erano di sostegno ai malati. Proprio questo comportamento definisce il ruolo dell’imperatore nella società. Penso che siamo ritornati proprio a questo. A mio avviso, dunque, il ruolo dell’imperatore giapponese non subirà mutamenti. Il nuovo imperatore, così come l’uscente Akihito, continuerà ad andare avanti assieme al suo popolo”.

Una cosa è chiara: il rispetto delle tradizioni non esclude il progresso. Dopotutto di recente in Giappone si è discusso della possibilità che il trono potesse essere ereditato da una donna. Tuttavia, con la nascita nel 2006 di un figlio maschio nella famiglia del figlio più giovane dell’imperatore, il principe Akisino, queste discussioni si sono rivelate inutili. Ma ritardare momentaneamente tali questioni non esclude la necessità di riforme e cambiamenti necessari, persino negli affari che riguardano l’imperatore.

Correlati:

Nuovo imperatore, nuovo Giappone?
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik