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11:41 22 Luglio 2019

Russia non è più tra le 5 potenze al mondo con spese militari più alte - SIPRI

CC BY 2.0 / Kārlis Dambrāns / Strēlniekiem 100
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L’anno scorso le spese militari mondiali sono state pari a 1,8 mila milioni di dollari, il 2,6% in più che nel 2017. E per la prima volta dal 2006 la Russia non è tra i 5 paesi leader.

Secondo il rapporto annuale dello Stockholm International Peace Research Institute (Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, SIPRI) la spesa militare mondiale ha raggiunto il livello più alto dal 1988, quando l’istituto ha cominciato a raccogliere informazioni relative a questo fattore.

“Nel 2018 le spese militari mondiali sono state del 76% superiori a quelle del 1988, quando, dopo la fine della guerra fredda, questo indicatore aveva raggiunto il suo livello più basso”, si legge nel rapporto.

Secondo i calcoli del SIPRI le spese destinate alla difesa militare sono pari al 2,1% del prodotto interno lordo, e cioè a 239 dollari a persona in media.

La Russia ha perso il suo posto tra i primi 5

Le spese militari della Russia nel 2018 secondo il SIPRI hanno raggiunto 61,4 miliardi di dollari, il 3,5% in meno dell’anno scorso. Così la Russia nel rating è scesa al sesto posto, mentre i leader sono USA, Cina, Arabia Saudita, India e Francia, da sole responsabili del 60% della spesa militare mondiale.

Per la prima volta dal 2010 la cifra relativa agli USA è salita del 4,6% per raggiungere 649 miliardi di dollari.  “La spesa militare USA nel 2018 è pari più o meno alla somma delle spese militari degli 8 paesi che nel rating occupano le posizioni seguenti”, si sottolinea nel rapporto.

Come spiega il direttore del Programma sugli armamenti e le spese militari, la dottoressa Aude Fleurant, questo aumento è legato alla “realizzazione, a partire dal 2017, di nuovi programmi di acquisto di armi sotto l’amministrazione Trump”.

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Il contributo della Cina alle spese mondiale ha invece raggiunto il 14%. Mentre la percentuale di crescita maggiore tra i 15 paesi leader appartiene alla Turchia (24%).

Nel rapporto si legge che nel 2018 si è registrato un aumento delle spese militari nei paesi dell’Europa centrale e orientale.

“Le spese della Polonia nel 2018 sono cresciute del 8,9% e hanno raggiunto 11,6 miliardi di dollari, mentre quelle dell’Ucraina sono cresciute del 21% per raggiungere 4,8 miliardi di dollari. Nel 2018 un aumento dal 18 al 24% si registra anche nelle spese di Bulgaria, Lettonia, Lituania, e Romania”, si legge nel documento.

Secondo il senior researcher del Programma, il dottor Pieter D. Wezeman, questo è “in grande misura legato all’impressione crescente che la Russia rappresenti una minaccia”.

L’istituto internazionele di Stoccolma è stato fondato nel 1966 ed è un centro di analitica indipendente che si occupa dello studio dei conflitti, degli armamenti, del controllo dell’armamento e del disarmo.

Il Presidente russo Vladimir Putin a dicembre 2017 ha dichiarato che la Russia non parteciperò alla corsa agli armamenti. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov a marzo 2018 ha comunicato che è in programma una riduzione delle spese militari, che tra 5 anni occuperanno meno del 3% del PIL.

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Sipri, Russia, corsa agli armamenti, disarmo, Armi
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