01:40 31 Ottobre 2020
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Potenti radar di bordo protetti da eventuali interferenze e in grado di intercettare bersagli balistici e di crociera: il comando della Marina militare statunitense ha preso sul serio la difesa delle proprie imbarcazioni dai missili russi e cinesi.

Già nei prossimi anni si prevede di equipaggiare una ventina di cacciatorpedinieri Classe Arleigh Burke con i sistemi radar più all’avanguardia. Sputnik vi spiega le ragioni e gli obiettivi di questa mossa.

Cavalleria navale

I cacciatorpedinieri Arleigh Burke equipaggiati con missili guidati sono ad oggi il gruppo più numeroso di navi da combattimento della Marina militare americana con una stazza di più di 5.000 tonnellate. La flotta USA ne conta circa 70. Gli Arleigh Burke sono i cacciatorpedinieri più moderni ed equipaggiati. Per la loro costruzione è stata impiegata per la prima volta su larga scala la tecnologiastealth. L’arma principale che impiegano sono i missili da crociera Tomahawk con raggio d’azione fino a 2.600 km e pronti a sganciare testate nucleari. A disposizione dell’equipaggio vi sono anche missili RIM-66 SM-2, missili guidati antisommergibile, il cannone Mark 45 da 127 mm, alcune mitragliatrici di grosso calibro.

L'incrociatore Pietro il Grande
© Sputnik . The courtesy of the Russian Navy's Information and PR Service

La finalità principale degli Arleigh Burke è difendere gruppi di portaerei e di altre navi dai massicci attacchi missilistici provenienti dalle imbarcazioni e dai sommergibili nemici, respingere gli attacchi aerei, distruggere bersagli sottomarini, visibili e non solo. La caratteristica saliente degli Arleigh Burke è il sistema di combattimento integrato Aegis che mette in contatto tutti i mezzi di ricognizione e comunicazione della nave, l’insieme degli armamenti e il sistema di lotta per la sopravvivenza del natante. Aegis, sistema completamente automatizzato, è una componente fondamentale della difesa antimissilistica statunitense: infatti, grazie ad esso una nave da combattimento può essere inviata in servizio in qualsiasi punto dell’oceano. A differenza dei sistemi terrestri, per dispiegare i sistemi navali non serve il consenso di governi stranieri.

USS Gravely (DDG 107)
USS Gravely (DDG 107)

Una spia per la Marina militare

I primi cacciatorpedinieri di questa classe cominciarono ad entrare nella Marina militare USA all’inizio degli anni ’90. Negli anni queste navi furono ammodernate alcune volte e oggi negli armamenti è presente il terzo modello, il Flight II A. L’anno scorso gli USA hanno posto le basi per il cacciatorpediniere Jack Lucas di quarta generazione che verrà costruito entro il 2024. Queste navi saranno dotate di piattaforme di lancio verticale ancora più grandi per i Tomahawk e per missili guidati e antisommergibile. Un’importante innovazione sarà il sistema Aegis: sui nuovi cacciatorpedinieri e sulle imbarcazioni di generazioni precedenti saranno installati i nuovi sistemi AN/SPY-6.

I radar della generazione precedente, AN/SPY-1, sono classificati come una centrale multifunzionale con antenna phased array. È in grado di inseguire 250 bersagli e di lanciare missili su di 20 di essi contemporaneamente. Durante l’utilizzo del sistema radar è stato osservato un importante difetto. SPY-1 vede bene sulle lunghe distanze, ma non altrettanto quando deve rilevare bersagli a bassa quota.

Come promettono i costruttori della nuova versione AN/SPY-6, la nuova centrale sarà 30 volte più potente della precedente, garantirà una gittata e una precisione di rilevamento assai maggiori, una resistenza migliore alle interferenze di ogni tipo, un’elevata affidabilità e un maggiore spettro.

Secondo gli esperti della rivista americana Defense News, in tal modo la Marina militare USA sta cercando di reagire alla comparsa in Russia e Cina di promettenti tipologie di armi missilistiche. Nel budget statunitense per la difesa fino al 2020 sono già state stanziate per questo obiettivo decine di milioni di dollari.

Cacciatorpediniere USA Porter
© AFP 2020 / STR
Cacciatorpediniere USA "Porter"

Salvarsi da Zirkon

Se si parla della Russia, chiaramente vanno presi in considerazione i sistemi missilistici Kalibr e i sistemi supersonici Zirkon. I primi la flotta russa li ha rodati. Al momento sono disponibili su praticamente tutti i nuovi sommergibili e le nuove navi. Questi sistemi hanno dimostrato la loro efficacia anche nella pratica quando le navi russe hanno attaccato per diverse volte i combattenti in Siria.

Il sistema Zirkon è in fase di prova dal 2016. Tutto viene fatto “Top secret”, per questo le informazioni disponibili sono assai scarse. Questo missile sarebbe in grado di raggiungere velocità impressionanti (9 Mach, ovvero 3,5 km/s), avrebbe un’autonomia di volo di più di 1.000 km. La sua elevatissima velocità renderebbe Zirkon invulnerabile a qualsiasi mezzo di intercettazione.

Secondo gli esperti militari, il missile Zirkon disporrà di caratteristiche uniche che ad oggi gli altri sistemi antinave non avevano. In particolare, i sistemi di difesa antiaerea delle navi, fra cui anche l’Aegis, non sono fatti per operare su bersagli così veloci.

La situazione cambierà con il nuovo radar? La questione è ancora aperta.

Creare un radar così complesso non è cosa da un giorno. Servono almeno alcuni anni. E lo SPY-6 non sfugge a questa considerazione. Per questo, anche se il sistema riuscirà a rilevare e intercettare i Kalibr, gli Zirkon saranno comunque al di fuori della sua portata. Per intercettare questi missili gli americani dovranno procurarsi sistemi del tutto diversi per la difesa antimissilistica e per creali serviranno loro almeno altri 10 anni.

Lancio di un missile Kalibr
Ministry of defence of the Russian Federation
Lancio di un missile Kalibr
Tags:
Missili, Cina, marina USA, Russia, USA, Flotta
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