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01:47 12 Novembre 2019
Il modo in cui l'Europa ha reagito al nostro referendum non la onora. Ero convinto che ci avrebbero dato un po' di tempo”

Perché l’avvicinamento con gli USA priva la Grecia della sua “arma” principale

© AFP 2019 / Aris Messinis
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La rivista greca Kathimerini ha pubblicato dei materiali in cui si afferma che Atene e Washington starebbero passando al vaglio scenari per un futuro consolidamento della presenza di truppe americane in Grecia. Tali scenari includono il dislocamento di una grande quantità di droni presso la base dell’aeronautica militare di Larissa nella Grecia centrale.

Inoltre, sembra che gli USA siano pronti a estendere la portata dei propri addestramenti militari. Considerata la maggiore cooperazione militare fra i due Paesi, la Grecia prevede che le navi americane frequenteranno con maggiore frequenza i porti del Mar Egeo, si legge nell’articolo. Al momento i negoziati tra Atene e Washington si concentrano sulla base dell’aeronautica militare di Larissa: infatti, il contratto che sancisce la presenza di militari americani presso la base scade ad agosto, per questo si discute un suo possibile prolungamento.

Il “rafforzamento” delle relazioni greco-statunitensi è stato accolto con scetticismo dagli esperti. In un incontro con Sputnik questi ammoniscono circa i pericoli che nasconde un maggiore interesse degli USA verso la Grecia.

Alcuni analisti ci tengono a sottolineare che il punto di partenza di questo “flirt” tra Grecia e Washington è stato il peggioramento delle relazioni tra Turchia e USA.

“Non vi sono dubbi sul fatto che nelle relazioni internazionali un evento ne influenza un altro. E Una situazione si riflette su un’altra”, spiega Konstantinos Filis, direttore dell’Istituto di Relazioni Internazionali (IDIS).

Sviluppando questa sua teoria, l’esperto propone una breve panoramica della crisi turco-statunitense.

“È stato un peggioramento non improvviso, ma graduale quello delle relazioni bilaterali e adesso ne osserviamo l’apice. Da tempo, però, è palpabile il senso di sfiducia reciproca”.

E continua: “Ciò significa che gli alti funzionari americani hanno cominciato a fare determinati progetti considerato anche che da tempo la Turchia si sta allontanando dall’Occidente. Come conseguenze dell’uscita della Turchia dall’alleanza occidentale il ruolo e la posizione della Grecia ha cominciato a mutare”.

Inoltre, l’esperto ha anche menzionato l’Accordo di Prespa la cui adozione ha contribuito, secondo lui, a rafforzare il ruolo della Grecia agli occhi dei leader della NATO.

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Della stessa opinione è anche Antonis Klapsis, dottore di ricerca e docente di Storia della Diplomazia presso l’Università Panteon. Klapsis ritiene che il flirt greco-statunitense “sia parzialmente legato allo sviluppo degli eventi in Turchia perché gli USA stanno tentando di fornire un supporto stabile alla regione del Mediterraneo orientale”.

“Il fatto che le relazioni Turchia-USA peggiorino spinge chiaramente Washington a sviluppare rapporti più stretti con la Grecia e Cipro”. Se alla fine la Turchia taglierà del tutto i ponti con gli USA, alcuni esperti ritengono che Washington avvierà un piano B per la regione del Mediterraneo orientale nel quale la Grecia occuperà la posizione centrale.

La Luna piena, Mosca
© Sputnik . Anton Denisov

Konstantinos Grivas, docente di Geopolitica presso l’Istituto militare Evelpidonritiene che sarebbe errato dare per scontato il “sostegno” degli interessi greci da parte degli USA.

Gli esperti prestano anche attenzione ai futuri eventi geopolitici nella regione del Mediterraneo orientale e preferiscono un atteggiamento di sobrietà ed equilibrio nella politica greca che si discosta, dunque, dai “caldi abbracci” degli USA.

“Non diventeremo un satellite dell’America”

Konstantinos Filis invita la Grecia a prendere le distanze dalla contrapposizione degli USA con Paesi terzi e ci tiene a ricordare che “noi siamo un Paese che desidera condurre, per quanto possibile, una politica equilibrata e complessa”.

In tale contesto chiarisce che “non dobbiamo diventare né una roccaforte per gli attacchi americani né un satellite americano. Se questo succedesse perderemmo gran parte del nostro potenziale e il ruolo geopolitico che ricopriamo”.

In cosa consiste questo ruolo, nonché l’arma principale della Grecia? “Chiaramente nel fatto che fino a poco tempo fa conducevamo una politica internazionale molto equilibrata basata sul sostegno di buone relazioni con tutte le nazioni e anche con Russia e Cina”, spiega l’esperto.

“Non è nei nostri interessi diventare un satellite degli USA”, ribadisce l’esperto il quale invita a mantenere una politica equilibrata e diversificata che rifugge l’adozione di una strategia unilaterale e l’inclusione della Grecia nella sfera di influenza americana.

Dal canto suo, Antonis Klapsis sostiene che la Grecia debba reagire agli eventi in corso con cautela:

“Siamo una piccola nazione, dobbiamo ponderare bene ogni nostra azione”, afferma.

Secondo Filis “la Grecia può diventare il centro delle operazioni degli USA oppure entrare in conflitti la cui risoluzione supera le sue capacità”.

L’esperto ribadisce che “questa è una cosa a cui non tendiamo perché non ne trarremmo alcun beneficio. Abbiamo maggiori vantaggi nel condurre una politica equilibrata che una unilaterale”, chiosa.

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USA, Grecia
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