Widgets Magazine
01:24 18 Agosto 2019
L'incendio alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi

NYT: la Francia ha soldi per Notre Dame, ma non per il popolo arrabbiato

© AP Photo / Thibault Camus
Mondo
URL abbreviato
4231

Il disastro nella cattedrale di Notre Dame in gran parte è riuscito a oscurare un altro, meno evidente, ma più importante, incendio all'interno della società francese, risentita della politica del governo e dall’abbassamento del livello di vita.

Lo scrivono in un articolo sul New York Times il filosofo Michel Tessel e il sociologo Etienne Oion. Secondo i due, i francesi possono arrabbiarsi per la generosità con la quale le persone più ricche della Francia e le istituzioni statali sacrificano i loro fondi per la ricostruzione della cattedrale, mentre per le esigenze del popolo il denaro non è sufficiente.

Per lo storico medievalista, Georges Duby, una delle qualità intrinseche dell’evento storico è l'onda di riflessione che rivela i problemi di cui prima si preferiva tacere. L'incendio nella Cattedrale di Notre-Dame è solo un evento storico per il nostro tempo, scrive nel suo articolo per il New York Times il filosofo Michel Tessel e sociologo Etienne Oion. 

La sera di lunedì, prima ancora che fosse spento il fuoco, in molti si chiedevano ancora se le due torri della cattedrale avessero resistito all'assalto del fuoco, ma l’incidente era già diventato un simbolo, e non solo uno.

Alcuni hanno rapidamente concluso che l’incendio a Notre-Dame era un segno sinistro del tramonto della Francia.

Allo stesso tempo, alcuni ambientalisti anno approfittato di questo per sollecitare i politici per salvare il pianeta. Per quanto riguarda il presidente francese Macron, ha solennemente dichiarato: “la scorsa notte a Parigi abbiamo visto la nostra capacità di mobilitazione e di unità per vincere”.

Elogiando l'eroismo dei vigili del fuoco, il leader francese ha aggiunto che "lo stato e il potere sono spesso criticati. Tuttavia, in questi momenti, tutto il popolo è in grado di organizzarsi".

Apparentemente la cattedrale è diventata un simbolo che unirà il paese; la possibilità, come dice Macron, di “ritrovare il filo francese del progetto nazionale”.

“Ma come è stato possibile non fare queste dichiarazioni per un altro più lento, ma più vasto, incendio che brucia già da diversi mesi e a volte letteralmente brucia macchine e raffinati ristoranti parigini? Da novembre, i cosiddetti gilet gialli fanno manifestazioni in tutto il paese contro la crescente disuguaglianza, l’abbassamento della qualità della vita, sostenendo che la democrazia francese non riflette adeguatamente i loro interessi", ricordano Tessel e Oion.

La storia ha senso dell’ironia. Il più famoso monumento architettonico della Francia è bruciato proprio quando Macron doveva parlare per fare un appello al popolo e spiegargli, come il governo ha intenzione di estinguere il fuoco sociale.

Il suo discorso è stato rinviato, il che è comprensibile, e nel corso di poche ore l'attenzione di tutti in Francia era rivolta al centro storico di Parigi.

Tuttavia, anche la storia è crudele. Solo una frazione di informazioni sui progetti governativi di riforma ha dimostrato essere disponibile per il pubblico, è abbastanza difficile immaginare che questi cambiamenti riescano a mitigare il popolo, quello che, forse, si aspettano le autorità. Il governo di Macron ancora molto vagamente risponde alle richieste dei manifestanti, che vogliono introdurre una tassa sul lusso e aumentare il grado di coinvolgimento democratico.

Ciò suggerisce che il governo si rifiuta ancora fortemente di fare pressione sui ricchi per soddisfare i requisiti dei gilet gialli nel campo della giustizia fiscale. “Tuttavia, mentre il governo si lamenta che il suo Tesoro sia stato svuotato, i soldi per il restauro della Cattedrale vengono versati a fiume" dicono gli esperti.

In poche ore, uno degli uomini più ricchi di Francia, Francois-Henri Pinault, ha donato 100 milioni di euro per la ricostruzione di Notre-dame; il capo del prestigioso marchio LVMH Bernard Arnault ha proposto 200 milioni  di euro in meno di due giorni ed è riuscito a raccogliere quasi un miliardo di dollari.

Tuttavia, tali doni non sono solo una questione personale, ma anche dello stato. Ad esempio, agli occhi di alcuni gilet gialli, questi filantropi donano solo una piccola parte delle loro enormi ricchezze, parzialmente accumulate grazie all'evasione fiscale, necessaria per finanziare le aziende. Tenendo conto che queste donazioni andranno al recupero del patrimonio nazionale di Francia, la maggior parte di loro sarà esente da tasse, fino al 90%, come dice il disegno di legge non ancora approvato.

Un certo numero di dipartimenti governativi ha proposto di contribuire, ma basandosi su bilanci semi-vuoti. Il capo del Partito conservatore dei Repubblicani e il presidente del Consiglio della regione dell’Alvernia e delle Alpi Laurent Vaucie ha proposto di contribuire con 2 milioni di euro di fondi pubblici. Il suo esempio è stato seguito da molti altri.

“Anche se la speculazione sul restauro di Notre-dame si basa su buone intenzioni, si può solo sottolineare la lentezza del governo nel fornire assistenza alle persone, la cui vita, secondo alcuni, è rovinata dal neoliberismo e la globalizzazione. Le élite francesi citano Victor Hugo, in nome della salvezza della Cattedrale, di cui ha scritto, ma ovviamente hanno dimenticato che Hugo ha scritto anche "i miserabili”. È un segnale triste e pericoloso.

L'altro, più significativo incendio, fino ad ora nessuno l’ha ancora spento " riassumono Michelle Tessel e Etienne Oion.

Correlati:

Su Amazon volano le vendite del musical "Notre Dame de Paris" dopo il rogo
Questo sabato i gilet gialli non potranno protestare nella piazza antistante Notre Dame
Ministro Cultura della Francia comunica che maggior parte di Notre Dame è stata messa al sicuro
Tags:
classe politica, elite, Povertà, Emmanuel Macron, gilet gialli, Incendio, incendi, Francia, Parigi
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik