10:08 27 Maggio 2019
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Washington Post: il Congresso fermi la seconda interferenza russa, di Trump non ci si può fidare

© Sputnik . Igor Mikhalev
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Il Congresso americano deve capire in maniera imminente se Donald Trump ha intralciato l’indagine, negando di fatto “l'intervento russo” nelle elezioni del 2016, scrive il Washington Post. Inoltre, il Congresso deve garantire l'impossibilità di un nuovo intervento, poiché di Trump non ci si può fidare, data la sua simpatia per Vladimir Putin.

Tra le possibili misure di prevenzione ci sono le sanzioni e il rafforzamento della cyber sicurezza. La questione riguardo Donald Trump, se ha cercato di ostacolare le indagini o meno, è estremamente importante, scrive il Washington Post. Il procuratore speciale Muller non ha una risposta chiara, ma vi ha solo accennato.

Nella sua relazione, nero su bianco, c’è scritto che Trump, che è al corrente delle decisioni più importanti per la sicurezza nazionale, ha costantemente negato che “il governo russo in maniera grave e sistematica sia intervenuto nelle elezioni presidenziali del 2016”.

Pertanto, ritiene l’edizione, il Congresso USA deve decidere se ha avuto luogo l’ostruzione, e anche assicurarsi che la Russia (o di qualsiasi altro ostile giocatore) non sia in grado di intervenire di nuovo nelle scelte del Paese.

Come scrive il Washington Post, il rapporto Muller ha confermato i risultati di intelligence americani, secondo cui la Russia ha condotto una campagna sui social network, inizialmente rivolta ad “aggravare il disordine pubblico e politico americano” e poi orientare il sostegno verso il candidato Donald Trump e sminuire la rivale Hillary Clinton.

Inoltre, i servizi segreti russi “hanno hackerato il server del Comitato Nazionale del Partito Democratico degli Stati Uniti, per poi, nei momenti decisivi, pubblicare materiali compromettenti”.

Il giornale definisce “scandaloso" il fatto che il presidente, che ha ricevuto benefici dall’intervento russo, sminuisce il valore dell’influenza russa alle elezioni e cerca di stabilire stretti legami con Vladimir Putin, nonostante le dichiarazioni dell’intelligence USA secondo cui la Russia è colpevole di intervento, un intervento che può cercare di ripetere ancora.

Ci sono due modi per proteggersi da ulteriori tentativi di intervento, scrive Il Washington Post: il primo è quello di infliggere un colpo all'economia dello Stato che ha tentato l'intervento attraverso le sanzioni. Come osserva il giornale, di solito, in questi casi, è sufficiente un decreto presidenziale, ma tuttavia, di Trump non ci si può fidare, data la sua simpatia per Vladimir Putin. Quindi, nella legge conforme alla vicenda dovrebbe essere scritto che il governo americano deve adottare contromisure contro qualsiasi attacco alla democrazia americana.

Il secondo modo è quello di rafforzare l'infrastruttura democratica contro ogni tentativo di intervento. Come osserva l’edizione, l'ossessione di Trump è la limitazione dell’immigrazione, che ha provocato il caos nel ministero per la sicurezza interna, che è anche responsabile per la sicurezza informatica.

Secondo il Washington Post, la Russia, probabilmente, cercherà di intervenire ancora una volta e utilizzare i nuovi punti deboli: per esempio, il rapporto Muller dice che gli hacker russi, probabilmente, hanno hackerato un server della commissione elettorale in Florida. Come osserva il giornale, solo uno di questi attacchi è stato in grado di far precipitare il paese nel caos.

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Washington Post, relazione, Russia, interferenza, Donald Trump
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