19:15 10 Dicembre 2019

Una tecnologia ci permette di leggere il pensiero e di vivere dopo la morte

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I traguardi della neurobiologia possono cambiare completamente settori fra loro vari, dalla medicina al diritto penale. Già nei prossimi anni l’umanità cambierà per sempre, ammoniscono gli esperti.

La risonanza magnetica da quando è stata inventata è diventata uno strumento indispensabile per medici e neurobiologi. Le tecnologie contemporanee potrebbero rendere la risonanza magnetica ancor più efficace.

Questo permetterà agli scienziati di capire precisamente il modo in cui la coscienza immateriale si manifesta nel cervello. Ma questo è solamente l’inizio di un lungo cammino.

Alcune funzioni cerebrali, come la paura o il riconoscimento facciale, sono dislocate in determinate aree del cervello che possono essere rilevate in maniera piuttosto semplice. Altre, invece, mettono in funzione più aree contemporaneamente. Vengono evidenziate mettendo a confronto varie immagini ottenute dalla RM mediante l’apprendimento automatico. Ad esempio, nel 2016 è stata creata una cartina molto dettagliata che collega determinate aree cerebrali con parole concrete e concetti semantici.

Poiché il cervello di persone diverse funziona in maniera simile, i risultati delle ricerche effettuate su alcune persone si possono ritenere veri anche per altre. Questo permette di “leggere” le intenzioni di una persona esclusivamente interpretando gli scan del suo cervello.

Alcuni esperti sono convinti che a un certo punto l’RM e altre tecnologie ci permetteranno di ascoltare la “voce interna” dell’uomo, come riporta The Wall Street Journal.

Le società No Lie MRI e Cephos hanno già tentato di vendere dei rilevatori di menzogne basati sulla visualizzazione dell’attività cerebrale, ma senza successo. Tuttavia, la “neurobiologia processuale” continua a svilupparsi. Ad esempio, invece di determinare se un sospettato dica o meno la verità, è possibile capire se questi sia a conoscenza di qualche elemento proprio del dato crimine. 

Infatti, il cervello reagisce in maniera diversa a stimoli noti e non. E questa reazione può essere interpretata.

Lo sviluppo della “neurovisualizzazione” interessa non solo il diritto penale, ma anche quello civile. Grazie a queste tecniche, infatti, sarà possibile stimare con oggettività la sofferenza psicologica e capire quando è il momento di spegnere le macchine che alimentano i pazienti in stato vegetativo.

Il monitoraggio dell’attività cerebrale potrà anche essere utilizzato sul posto di lavoro. Ad esempio, alcuni macchinisti di treni ad alta velocità in Cina già oggi indossano dispositivi portatili che controllano l’insorgenza dei primi segnali di stanchezza. Ai funzionari e ai dipendenti cinesi, invece, si propone di indossare sensori che evidenziano stati di depressione, ansia e rabbia.

Tuttavia, il settore più promettente per l’applicazione di questa tecnologia è quello del controllo diretto di vari dispositivi mediante la forza del pensiero.

Forse in futuro una mappatura precisa del cervello renderà possibile una sorta di “vita dopo la morte”. Le conoscenze e l’esperienza di una persona saranno trasformate in un’intelligenza artificiale che potrà essere estratta dopo la morte e impiegata per compiere analisi e simulazioni.

I parenti potranno così sapere dove sono nascosti i soldi del nonno defunto e il nuovo capo della società potrà consultare il fondatore della stessa, da tempo passato a miglior vita.

I progressi in questa direzione saranno chiaramente lenti. Ma i cambiamenti che porterà un tale sviluppo eserciteranno un’influenza enorme sulla vita di tutti.

L’RM permetterà ai medici di fare una diagnosi e di cominciare una cura in breve tempo, ma questa tecnologia è comunque sensibile alle problematiche dei computer, come gli attacchi dei virus. Uno di questi virus, descritto da alcuni scienziati israeliani, è in grado di aggiungere alle immagini ottenute dall’RM dei tumori impossibili da distinguere da quelli veri e propri oppure elimina quelli esistenti. Questo potrebbe danneggiare gravemente il paziente.

Tags:
Medicina, Ricerca, biologia
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