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02:24 21 Luglio 2019
Pescatori delle Sachalin - settembre 1979Pesca miracolosa a Sachalin - 2009Nevicata del gennaio 2015 nel capoluogo (Sachalin)

SPUTNIKPEDIA: l’isola di Sachalin

© Sputnik . Valeriy Scustov © Sputnik . Sergey Krasnoukhov © Sputnik . Sergey Krasoukhov
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Alessio Trovato
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Un’isola che si estende per quasi mille chilometri di lunghezza, ricchissima di risorse di tutti i tipi. Clima pazzo, alta sismicità, posizione periferica e storia non facile ne hanno però sempre rallentato la crescita. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato.

Sachalin è un’isola più grande di Sicilia, Sardegna e Corsica messe insieme, fino alla metà del secolo scorso era abitata da poche decine di migliaia di abitanti, per lo più deportati. Oggi ha quasi mezzo milione di abitanti ed è una delle regioni con il tasso di sviluppo maggiori della Russia. Le ragioni di questo boom demografico sono presto dette – sull’isola si sono scoperti giacimenti di ogni genere di ben di Dio: petrolio, gas, carbone, oro, mercurio, cromo, talco, germanio e persino platino. Oltre al patrimonio del sottosuolo c’è poi quello del suolo e del mare: flora e fauna ricchissime e pesce in sovrabbondanza grazie alla corrente dell’Oyashio fredda e carica di nutrienti. Cos’è allora che impediva una crescita di conseguenza?

Nevicata del gennaio 2015 nel capoluogo (Sachalin)
© Sputnik . Sergey Krasoukhov
Nevicata del gennaio 2015 nel capoluogo (Sachalin)

Il pazzo clima di Sachalin

La parte sud dell’isola è all’altezza della nostra Italia del nord. Il fatto di essere circondata dal mare potrebbe far pensare ad un clima del tutto mite. Ci sono però almeno tre elementi che qui influenzano il clima in maniera determinante e lo rendono decisamente fuori dal normale: la corrente fredda dell’Oyashio che abbiamo già visto nel capitolo sulle Curili, l’anticiclone siberiano che in inverno soffia dritto verso sud-est e i cicloni del Pacifico che invece spingono dalla parte opposta. Il risultato di tutto questo è una costa orientale decisamente più fredda di quella occidentale, scontri di correnti opposte molto frequenti, venti fortissimi, estati tiepide con tempeste e tifoni, inverni duri con venti fortissimi e bufere di neve che possono coprire e bloccare tutto. Nel 1970 e 1981 bufere record seppellirono il capoluogo Juzno-Sachalinsk con fino a 8 metri di neve. La temperatura più bassa mai registrata è stata -50°C, la più alta +39°. La primavera è molto tardiva e lo stretto che separa dal continente, lo Stretto dei Tartari, in inverno ghiaccia sempre. Ogni anno i telegiornali federali aggiornano su qualche grande nevicata e dell’isola completamente bloccata. Insomma un clima ‘pazzo’ fatto di estremi ed esagerazioni.

Il villaggio di Neftegorsk devastato dopo il terremoto
© Sputnik . Igor Mikhalev
Il villaggio di Neftegorsk devastato dopo il terremoto

La zona di faglia e il drammatico terremoto del 1995

L’isola sorge proprio nel punto di scorrimento tra placca euroasiatica e placca nordamericana, anzi, proprio a queste deve la sua nascita. Vicino (Curili) passa anche la cosiddetta ‘Cintura di fuoco’ della placca pacifica. La zona, anche solo intuitivamente, è molto vulcanica e sismica. All’1:04 di sabato 28 maggio 1995 un terremoto prossimo alla magnitudo 8, in soli 17 secondi, rase letteralmente al suolo il villaggio di Neftegorsk, al nord dell’isola. Dei 3.197 abitanti ne morirono 2.040. Dopo l’evento le autorità preferirono trasferire i superstiti e fornire loro nuovi alloggi nelle città vicine o sul continente piuttosto che ricostruire quel villaggio. Non se la sono sentita di ricostruire su di una zona che si era dimostrata talmente sismica e letale. Oggi il villaggio è un cimitero all’aperto. Al posto di palazzi e case ci sono lapidi con i numeri civici.

Saldatura del primo tratto del gasdotto 'Sachalin-Khabarovsk-Vladivostok'
© Sputnik . Mikhail Fomicev
Saldatura del primo tratto del gasdotto 'Sachalin-Khabarovsk-Vladivostok'

Il ponte che non c’è

Nel punto di maggiore prossimità Sachalin è separata dal continente da soli 7 km di mare. Il ponte di Crimea è lungo più del doppio (18km), il ponte di Vladivostok è lungo 3 km ma è tutto sospeso (uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo), Sachalin invece è ancora priva di un collegamento diretto via terra con il continente. La fortissima sismicità sicuramente è una delle cause ma è anche un fatto che la regione è rimasta a lungo in ritardo di sviluppo rispetto al resto del Paese. Va ricordato che venne scoperta e annessa tardi. Fino alla fine della guerra mondiale era territorio conteso con il Giappone che tra il 1905 e 1945 ne occupava la parte sud, inoltre la parte controllata dall’URSS per molto tempo non fu altro che una sorta di colonia penale. Per altro i progetti di sviluppo per molto tempo furono piuttosto improvvisati – nel 1950 venne iniziata l’improbabile realizzazione di un tunnel che collegasse l’isola al continente passando sotto lo Stretto dei Tartari ma, subito dopo la morte di Stalin (3 anni dopo) venne interrotto per ovvi motivi. Oggi si parla addirittura del ponte tra Sachalin e Hokkaido sognando già un Mosca-Tokyo diretto via terra ma c’è ancora da sistemare tutta la parte nord della rete viaria dell’isola che è piuttosto arretrata e, prima dei sogni in grande, bisognerebbe provvedere a sistemare le infrastrutture base. Non ci sono tuttavia ragioni di dubitare che in un futuro prossimo, superate anche le difficoltà e incomprensioni diplomatiche del momento tra Russia e Giappone, sarà possibile arrivare da Mosca a Tokyo attraverso una super transiberiana che passi attraverso anche l’intera Sachalin con due ponti spettacolari – uno sullo Stretto dei Tartari di 7 km, l’altro sullo Stretto di La Perouse di 43 km.

Galleria fotografica

  • Monaco raccoglie acqua benedetta dello Stretto dei Tartari a Sachalin
    Monaco raccoglie acqua benedetta dello Stretto dei Tartari a Sachalin
    © Sputnik . Sergey Krasnoukhov
  • Caviale rosso di Sachalin - foto 1983
    Caviale rosso di Sachalin - foto 1983
    © Sputnik . Baleriy Sciustov
  • Ainu dell'isola di Sachalin - foto d'epoca (1890)
    Ainu dell'isola di Sachalin - foto d'epoca (1890)
    © Sputnik . RIA Novosti
  • Marzo 2013 al villaggio di Troizokoe Anivskogo
    Marzo 2013 al villaggio di Troizokoe Anivskogo
    © Sputnik . Sergey Krasoykhov
  • Sachalin - 2006
    Sachalin - 2006
    © Sputnik . Sergey Krasnoukov
  • Spiaggia a Sachalin - 2006
    Spiaggia a Sachalin - 2006
    © Sputnik . Sergey Krasnoukov
  • Pesca miracolosa a Sachalin - 2009
    Pesca miracolosa a Sachalin - 2009
    © Sputnik . Sergey Krasnoukhov
  • Marzo 2013, nevicata standard a Sachalin
    Marzo 2013, nevicata standard a Sachalin
    © Sputnik . Sergey Krasonukhov
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© Sputnik . Sergey Krasnoukhov
Monaco raccoglie acqua benedetta dello Stretto dei Tartari a Sachalin

Lo sviluppo dell’isola è rimasto indietro quindi per ragioni ambientali, geologiche ma sopratutto storiche. Solo dalla fine del secolo scorso si sono scoperte le vere potenzialità di questa terra e si è iniziato ad investire. Il futuro qui è senz’altro ricco di possibilità, recentemente si è anche aggiunto il business del turismo che attrae tanti visitatori sopratutto da Corea e Giapponte, ci sarà però da fare molta attenzione a bilanciare bene gli interessi di chi vorrà sfruttare le risorse del mare e della terra con chi invece intenderà sfruttare quelle del sottosuolo – è chiaro che pescatori del mare Ochotsk, albergatori, agricoltori e allevatori, faranno molta fatica ad andare d’accordo con piattaforme marine, trivelle, oleodotti, navi petroliere e raffinerie.

 

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