09:50 27 Maggio 2019
L'incendio alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi

Dopo Notre Dame quali emblematici edifici sono a rischio incendio nel mondo?

© AP Photo / Thibault Camus
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Incendio alla Cattedrale di Notre-Dame a Parigi (35)
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso di ricostruire la cattedrale di Notre Dame dopo il violento incendio che è divampato sulla chiesa lunedì notte. L’incidente ha suscitato la preoccupazione di molti altri emblematici edifici in giro per il mondo che potrebbero essere a rischio incendio.

L’origine delle fiamme che hanno avviluppato la chiesa per 9 ore potrebbe essere legata ai lavori di ristrutturazione che erano in corso presso la cattedrale.

L’incendio è divampato alle 18:30 circa del 15 aprile e si è velocemente esteso al tetto dell’edificio distruggendone le vetrate colorate e avviluppandone la guglia.

Si pensa che le fiamme siano state provocate da una scintilla proveniente da una saldatrice o da altra attrezzatura simile.

Dunque, quali altri edifici sono a rischio incendio?

Palazzo di Westminster, Londra

British Parliament
Palazzo di Westminster

La Westminster Hall fu costruita nel 1099 ed è la parte più antica del Palazzo.

La maggior parte delle 1.100 stanze del Palazzo risale alla metà del XIX secolo e sostituì l’edificio precedente distrutto dalle fiamme nel 1834.

Oggi il Palazzo è un monumento classificato di primo grado (Grade I Listed Building) e assieme a Westminster Abbey e alla Chiesa di Santa Margherita è parte di un sito UNESCO.

Ma il vecchio edificio ha un disperato bisogno di una ristrutturazione per adeguarlo ai requisiti del XXI secolo. A gennaio 2018 Andrea Leadsom, la leader della Camera dei comuni, ha affermato che l’edificio ha sfiorato per poco l’incendio in 60 occasioni negli ultimi anni.

L’anno scorso i parlamentari britannici hanno convenuto per una ristrutturazione degli elementi essenziali che costerà 5,6 miliardi di sterline.

Il progetto di ristrutturazione non verrà realizzato fino al 2025 e al momento è alta la preoccupazione che la scintilla di una saldatrice possa essere la causa di un incendio in grado di distruggere l’edificio e l’emblematica Torre del Big Ben.

Il Cremlino, Russia

Cremlino
© Sputnik . Natalia Seliverstova
Cremlino

Il Cremlino fu costruito originariamente in legno nel 1339 poco dopo che i mongoli devastarono la regione. Caterina la Grande, però, lo ristrutturò facendone una moderna fortezza in pietra nel 1773.

Nel settembre 1812, mentre l’armata napoleonica si avvicinava a Mosca, il conte Fyodor Rostopchin ordinò di fare fuoco al Cremlino. Quelle fiamme distrussero buona parte della città.

Il Cremlino venne ricostruito nel 1819 e il Grande Palazzo del Cremlino che ospita oggi i presidenti russi fu aggiunto nel 1849.

Dalla Seconda guerra mondiale il Cremlino uscì indenne poiché riuscì ad evitare i colpi dell’artiglieria tedesca che non raggiunse il centro della città.

Il Cremlino è oggi a rischio incendio poiché non è noto se nell’edificio sia installato o meno un sistema automatico di estinzione a pioggia.

Basilica di San Marco, Venezia

Basilica di San Marco, Venezia
© Sputnik . Sergei Mamontov
Basilica di San Marco, Venezia

La Basilica di San Marco è una tappa obbligata per i turisti che visitano Venezia.

Fu costruita nel nono secolo per ospitare le reliquie di San Marco.

I turisti in visita alla cattedrale di recente avranno notato grandi impalcature attorno alla cupola del nartece, l’entrata principale della basilica.

I lavori intendono preservare gli antichi mosaici che rischiavano di staccarsi dal loro supporto murario.

Al momento sono in corso i lavori di ristrutturazione sui mosaici adiacenti a quelli del nartece.

Se scoppiasse un incendio durante questi lavori e si estendesse nella basilica, sarebbe una catastrofe e farebbe vivere a Venezia la stessa angoscia che sta provando Parigi.

Le fiamme potrebbe anche raggiungere il vicino Palazzo dei Dogi di uguale valore storico.

Taj Mahal, Agra

Taj Mahal
© Sputnik . Sergey Mamontov
Taj Mahal

Il Taj Mahal è un immenso mausoleo edificato tra il 1631 e il 1648 nella città indiana di Agra.

È l’edificio più emblematico dell’India e attira milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno.

Si temeva che potesse essere attaccato da nemici dell’India, come il Pakistan o gli estremisti islamici, sebbene fosse stato costruito da un musulmano, l’imperatore Mogul Shah Jahan.

Il Taj Mahal è un sito UNESCO e un incendio qui pervaderebbe di angoscia non solo l’India, ma il mondo intero. Per fortuna, grazie al marmo di cui è costruito, non è a rischio incendio.

In realtà, un rischio maggiore per l’edificio è l’inquinamento. L’India ha vietato la costruzione di edifici su un’area di 10.000 km2 attorno al Taj e nel 1996 la Corte suprema indiana ha vietato l’uso di carbone da parte delle fabbriche presenti nella cosiddetta Taj Trapezium Zone.

La Casa Bianca, Washington DC

Casa Bianca, USA
© flickr.com / Phil Roeder
Casa Bianca, USA

La Casa Bianca ha preso fuoco una volta per colpa dei britannici. Nel 1812 la Gran Bretagna e gli Stati Uniti entrarono in guerra: infatti, Washington non sopportava più gli aiuti che i britannici fornivano alle tribù dei nativi americani mentre questi ultimi cercavano di resistere all’avanzata statunitense a ovest.

La Gran Bretagna, cercando di difendere i suoi possedimenti in Canada, dimostrò la sua superiorità navale e sconfisse gli americani.

Nel 1814 le forze britanniche sbarcarono nel Maryland a marciarono verso Washington.

Una bandiera del Regno Unito, la Union Flag, venne issata sulla città e le truppe britanniche diedero fuoco sia alla Casa Bianca sia al Campidoglio per dare agli americani una lezione che non avrebbero di certo scordato.

La Casa Bianca venne ricostruita nel 1817, ma ristrutturata in maniera importante nel 1950 durante quella che spesso viene denominata la Ricostruzione di Truman.

Ad oggi l’edificio conta 132 stanze, 35 bagni, 8 scalinate, 3 ascensori e 6 piani.

Un incendio alla Casa Bianca sarebbe una vergogna per gli Stati Uniti anche se Donald Trump sta nell’edificio molto meno rispetto ai suoi predecessori: preferisce, infatti, uno dei suoi hotel di New York a o la sua villa Mar-a-Lago in Florida.

La Grande Moschea, La Mecca

La Masjid al-Haram, o Grande Moschea, a La Mecca
© REUTERS / Zohra Bensemra
La Masjid al-Haram, o Grande Moschea, a La Mecca

La Masjid al-Haram, o Grande Moschea, a La Mecca è il luogo sacro più importante del mondo islamico e un incendio sconvolgerebbe i musulmani di tutto il mondo.

Nel 2015 i musulmani accolsero con orrore la notizia della gru che si abbatté accanto alla Grande Moschea uccidendo 107 persone.

La Moschea contenente la Sacra Kaaba, che attira pellegrini ogni anno, fu costruita dal Califfo Omar Ibn al-Khattab nel settimo secolo.

La moschea attuale risalente al 1571 può ospitare fino a 770.000 fedeli contemporaneamente.

Negli ultimi anni una minaccia più grande delle fiamme è stata per i pellegrini de La Mecca la calca: nel 2015 più di 2.000 pellegrini sono morti per la calca prodottasi vicino al ponte di Jamarat.

L’ultima volta che un grande edificio religioso fu danneggiato fu nel 1985 quando l’India inviò le sue truppe armate contro il Tempio d’Oro di Amritsar (il luogo sacro dei Sikh) per scacciare Jarnail Singh Bhindranwale a un gruppo di ribelli separatisti.

Le reazioni in seguito alla cosiddetta operazione Blue Star portarono all’omicidio dell’allora primo ministro indiana Indira Gandhi per mano di due sue guardie del corpo Sikh.

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