20:06 23 Aprile 2019
Il promontorio di Stolbciatiy sulla costa occidentale dell'isola KunashirRoccie dell'isola Shikotan, Isole CuriliIsole Curili - geolocalizzazione

SPUTNIKPEDIA: le isole Curili – l’arcipelago dell’Oyashio

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L’arcipelago è famoso in tutto il mondo per le isole più a sud rivendicate dal Giappone e il contenzioso diplomatico ancora in corso con la Russia. Ma c’è anche molto altro da scoprire su queste terre.

E’ un arcipelago composto da 56 isole, la più grande delle quali, Iturup, ha una superficie pari quasi a quella di Maiorca. La catena di isole si estende per 1200km, la superficie totale supera i 10mila km2 e la popolazione è di quasi 20mila abitanti.  Per quale motivo queste isole sono sempre state un motivo di attrito tra Russia e Giappone sin dai tempi degli Imperi e ancora oggi il contenzioso non è del tutto definito? Prima di tutto sarebbe da precisare che in realtà in origine queste isole non erano né russe né giapponesi. Erano occupate da tempi immemorabili da un popolo del tutto particolare e misterioso, oggi quasi estinto, e che gli studiosi non sono ancora riusciti a definire bene.

Ainu
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Ainu

Gli Ainu

Degli Ainu non si è ancora riusciti a capire quasi nulla. Abitavano l’isola di Hokkaido da prima dei giapponesi ed anzi, proprio con questi sono sempre stati in guerra. Il loro aspetto fisico era del tutto ‘alieno’ rispetto agli altri popoli attigui – capelli scuri lunghi e spessi, barbe foltissime che si lasciavano crescere a dismisura, occhi a mandorla ma con caratteri misti europei, poco a che fare sia con giapponesi che cinesi ma anche con i popoli dell’estremo nord-est della Russia. La lingua anche non si è mai riusciti a definirla. Non è neppure chiaro se avessero un alfabeto loro – sono stati rinvenuti scritti sia in caratteri latini che katakana giapponese, inoltre è un fatto che nessuno studioso sia ancora riuscito a catalogarne la lingua. Ceppo altaico? Uralico, indoeuropeo, sinotibetano, austronesiano? Non si sa. Pare certa solo una cosa – gli Ainu non coltivavano e non possedevano la terra. Erano raccoglitori, pescatori e cacciatori. I giapponesi li descrivevano come un popolo barbaro e primitivo difficile da trattare. Non ci sono certezze ma è facile pensare che per società strutturate come quelle imperiali di Giappone e Russia, gli Ainu fossero non certo un popolo facile da trattare. Un popolo seminomade che ha bisogno della libertà di potersi spostare su vasti territori per potersi procurare le risorse e che non riconosce la proprietà privata, nel tempo dei grandi imperi, non poteva che essere un problema. All’ultimo censimento del 2010 pare che fossero rimasti solo 109 individui a dichiararsi Ainu in Russia mentre in Giappone circa 25mila. Va anche detto che forse, più delle guerre, la quasi estinzione degli Ainu è dovuta al fatto che questi, al contatto con le altre civiltà, sono andati man mano a perdere le loro tradizioni e la loro lingua. I discendenti genetici degli Ainu, sopratutto in Giappone, sono molti più di coloro che hanno conservato anche la cultura Ainu.

Curili, isole contese dal Giappone
Curili, isole contese dal Giappone

Il contenzioso tra Russia e Giappone

Alla fine dell’espansione russa a nord, giapponese a sud, ai danni degli Ainu, le isole Curili risultavano divise tra i due imperi all’altezza di Iturup e Urup. Nell’800 tuttavia Russia e Giappone si contendevano anche la grande Sachalin per cui, quando nel 1875 se ne presentò l’occasione, parve un buon affare ad Alessandro II, firmare l’accordo che concedeva l’intero arcipelago al Giappone in cambio di quella isola così vicina e strategica per il suo impero. La guerra Russo-Giapponese del 1905 naturalmente rimescolò l’intero mazzo di carte. Il Giappone con un assalto a sorpresa a Port Arthur impose un duro colpo all’Impero russo che non ebbe forza di riprendersi anche per le tensioni interne che andavano a crescere e che di lì a poco avrebbero portato anche alla rivoluzione. La Russia perdeva così non solo Port Arthur, fondamentale perchè era l’unico porto russo di accesso al Pacifico agibile tutto l’anno (Vladivostk ghiaccia in inverno) ma perdeva anche la parte sud di Sachalin. Quella stessa che era stata ottenuta in cambio delle Curili. La situazione rimaneva invariata fino alla Seconda Guerra Mondiale quando, questa volta l’Unione Sovietica, occupava tutte le isole Curili. L’azione non fu unilaterale ma concordata con gli alleati a Yalta nel febbraio del ’45. Nel 1951 il Trattato di San Francisco avrebbe dovuto formalizzare e sancire per sempre anche la questione di queste isole ma, misteriosamente, l’URSS si rifiutò di firmarlo. Per maggiori dettagli su questa ‘occasione mancata’ e le argomentazioni che potrebbero averla motivata rimandiamo all’articolo ‘Le isole senza un accordo’ nel quale nel dettaglio affrontiamo proprio questo tema. Qui aggiungiamo solo che di fatto tra Russia e Giappone un trattato di pace vero e proprio, a distanza di tanti anni, non sia stato ancora firmato e che il Giappone, nonostante la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, sostenga che le isole più prossime siano occupate illegalmente. Le trattative vanno avanti dai tempi di Krusciov ma pare che per ora l’accordo vero e proprio sia ancora lontano.

Eruzione del vulcano Alaid - Curili, 1973
© Sputnik . A. Vanstein
Eruzione del vulcano Alaid - Curili, 1973

L’arco vulcanico

Le Curili sono un esempio classico di ‘arco vulcanico’, cioè una catena di isole vulcaniche che si forma per subduzione. In pratica due placche continentali, muovendosi in direzione opposta, costringono una delle due a passare sotto l’altra. In profondità, la forte pressione e attrito, provocano flussi di magma che eruttano in superficie formando archi di isole lungo la faglia. Classici esempi di questi archi vulcanici sono, oltre alle Curili, le Aleutine, le isole delle Marianne e le Piccole Antille. Queste zone sono sempre molto sismiche, le Curili in modo particolare. L’ultimo terremoto forte è stato registrato appena pochi mesi fa (11 ottobre 2018) ed era di magnitudo 6.8. Fortunatamente l’epicentro era parecchi chilometri a largo in zona disabitata e non ha provocato tsunami.

Pesca ricca all'isola Kunashir
RIA
Pesca ricca all'isola Kunashir

Il mistero del clima e l’Oyashio

Le isole più a sud si trovano sotto il 45° parallelo. Questo significa che siamo all’altezza della nostra Rimini. Perchè allora alle Curili d’estate la gente non va al mare e sulle spiagge non ci sono ombrelloni e sdraio? Semplice, perchè la temperatura media in agosto non supera i 15 gradi. In inverno invece è quasi sempre sotto zero, con medie di febbraio intorno ai -5° C e minime assolute che possono scendere anche sotto i -20°C. Il punto è che nelle acque delle Curili passa l’Oyashio, la corrente fredda che arriva dallo Stretto di Bering e porta l’acqua gelida dell’artico. Effetto uguale e contrario a quello che ha la Corrente del Golfo sulla nostra Europa Nord Occidentale. Oyashio è una corrente estremamente ricca di nutrienti e le acque che attraversa sono particolarmente sensibili alle maree (fino a 10 metri di dislivello) il ché aumenta la quantità di microrganismi trasportati. Tutto questo rende le acque intorno alle Curili tra le più pescose al mondo. La controparte è un clima niente affatto conforme alla latitudine. D’altra parte la stessa Vladivostk è il porto più prossimo all’equatore che in inverno ghiaccia. Proprio questo il motivo degli interessi che nutriva la Russia imperiale per Porh Arthur (l’odierna Lüshunkou). Si può quindi dire che l’Oyashio abbia influenzato non solo il clima delle Curili ma anche l’intera Storia di Russia e Giappone.

  • Curili, 2004
    Curili, 2004
    © Foto : Sergey Krivosceev
  • Formazioni geologiche alle Curili, 2001
    Formazioni geologiche alle Curili, 2001
    © Foto : Sergey Krivosceev
  • Isole Curili, 2004
    Isole Curili, 2004
    © Sputnik . Sergey Krivosceev
  • Isola Kunashir, 1985 - costa sud dirimpettaia al Giappone
    Isola Kunashir, 1985 - costa sud dirimpettaia al Giappone
    © Foto : V. Titov
  • Vista su Hokkaido da Kunashir
    Vista su Hokkaido da Kunashir
    © Sputnik . RIA
  • Inverno alle Curili
    Inverno alle Curili
    © Sputnik . Andrey Sciapran
  • Delegazione giapponese in visita all'isola Kunashir
    Delegazione giapponese in visita all'isola Kunashir
    RIA
  • Isola Iturup, lavorazioni ittiche
    Isola Iturup, lavorazioni ittiche
    © Foto : Sergey Krasnoukhov
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Curili, 2004

 

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