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11:50 24 Agosto 2019
Alcol

L’alcol che non dà postumi esiste già

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Quando una bella festa la mattina dopo si trasforma in un terribile mal di testa e in ansia di vivere, tutti rimpiangono di aver bevuto così tanto la sera prima. Ma fermarsi non era di certo così facile…

La buona notizia è che i postumi presto rimarranno un ricordo del passato.

L’alcol sintetico che permette di far festa senza avere conseguenze è già stato creato e potrà essere acquistato nei prossimi 5 anni.

L’uomo che ha ideato questo elisir magico è David Nutt. Questi in passato fu consigliere al governo britannico per la lotta alla droga, ma fu ben presto licenziato quando si permise di affermare che l’equitazione (un caso grave su 350) sarebbe più pericolosa dell’ecstasy (un caso grave su 1000 utilizzi). Più tardi pubblicò una ricerca sulla rivista The Lancet che chiosava così: gli alcolici sono “più dannosi dell’eroina e del crack”.

“I produttori sanno perfettamente che l’alcol è una sostanza altamente tossica”, ha affermato Nutt in un’intervista rilasciata a The Guardian. “Se l’alcol venisse scoperto oggi, verrebbe messo al bando. Il limite entro il quale l’alcol non fa danni è un bicchiere di vino all’anno”. Nonostante questo, Nutt comprende l’attrattiva dell’alcol e anzi lui stesso è proprietario di un’enoteca a Londra.

Al momento Nutt sta lavorando come direttore del reparto di neuropsicofarmacologia dell’Imperial College di Londra. L’alcol sintetico (oalcosynth), che Nutt sta mettendo a punto assieme alla sua squadra, si chiama Alcarelle. Il vantaggio principale di Alcarelle è che garantisce tutti gli effetti inibitori dell’alcol senza alcun sintomo di astinenza o problema di salute. Questa bevanda alcolica non fa perdere i sensi. Anzi, chi lo desidera grazie ad Alcarelle può avere un prolungato stato di ebbrezza. Il progetto degli scienziati è quello di creare un “effetto di picco massimo”: indipendentemente da quanto Alcarelle berrete, non supererete quel valore.

La storia di Alcarelle cominciò nel 1983 quando Nutt, allora dottorando, scoprì il modo di trasformare l’azione soporifera dell’alcol in qualcosa di simile a un antidoto. Fu il primo a dimostrare che l’alcol agisce sul cervello stimolando i recettori del GABA e rallentando il funzionamento dei neuroni.

Grazie a una sostanza chimica che blocca i recettori del GABA nelle cavie ubriache, Nutt riuscì a far smaltire la sbornia agli animali. Purtroppo questo medicinale miracoloso era troppo pericoloso per essere somministrato all’uomo: infatti, provocava le convulsioni. Ma la tecnologia e le conoscenze mediche avanzarono in maniera significativa negli anni ’80.

Nutt allora sapeva che in diverse aree del cervello si trovano 15 sottotipologie di recettori del GABA. Mentre l’alcol tradizionale, a sua detta, non è decifrabile e si lega a tutti i recettori, l’alcol sintetico è selettivo e può legarsi a determinati recettori, il che dà risultati interessanti. Una tipologia di alcol sintetico può diventare la bevanda delle serate. Un’altra sarà più adatta per i pranzi di lavoro e le serate con i parenti.

Vi sono alcuni problemi legati al prodotto che ancora devono essere perfezionati: in particolare quelli della sicurezza (sebbene vi siano stati miglioramenti rispetto al passato) e del gusto (ce ne vuole prima che abbia il sapore di un buon vino). Ma la squadra di Nutt ha un piano quinquennale con il quale spera di correggere tutte le imperfezioni e lanciare il prodotto sul mercato. Per molto tempo gli scettici hanno comparato gli sforzi di Nutt alla colonizzazione di Marte. Ma in questo caso le chance di successo sono decisamente più alte.

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