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07:44 26 Agosto 2019
L’An-225 Mriya

An-225, l’aereo dei record, che non spiccò quasi mai il volo

© Sputnik . Stringer
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L’An-225 Mriya venne progettato e costruito per svolgere un lavoro difficile e duraturo, ma non è stato mai utilizzato per il suo scopo originario.

Un aereo militare Il-76 (foto d'archivio)
© Sputnik . Sergei Piatakov
Quando si parla del programma spaziale sovietico Buran, l’An-225 Mriya rimane sempre dietro le quinte. Eppure questo aeroplano doveva esserne una delle componenti principali. Proprio questo velivolo doveva diventare il “mezzo da trasporti speciali” incaricato di portare al Cosmodromo di Baikonur le navicelle spaziali “Buran” ed i componenti del razzo vettore “Energia”. Nel 1984 si capì che ai già tanti problemi che stava affrontando il programma Buran se ne era aggiunto un altro, quello logistico. Le navicelle Buran venivano costruite a Mosca, mentre il razzo Energia a Samara. Tutto questo carico, alquanto ingombrante, doveva poi essere trasportato a Baikonur, possibilmente già assemblato, perché al cosmodromo non c’era spazio per assemblare questo complesso spaziale dalle caratteristiche uniche. L’opzione del trasporto su rotaia fu esclusa a causa delle dimensioni dei due componenti. Rimaneva un’unica soluzione: trasportare Buran ed Energia per via aerea. Questa decisione fu “copiata” dagli americani, che adattarono a fini simili un aereo di linea Boeing-747, sulla “schiena” del quale venne trasportato con successo la navicella Space Shuttle.

L’An-225 Mriya
© Sputnik . Igor Kostin
L’An-225 Mriya

L’Unione Sovietica non disponeva di un velivolo simile al Boeing-747, ma era in costruzione il pesante An-124 “Ruslan” e in qualche hangar dimenticato c’era perfettamente funzionante bombardiere strategico Myasishev 3M. Siccome il primo non poté essere impiegato per operazioni speciali, perchè non ancora ultimato, il veterano 3M si trovò a ricoprire un ruolo insolito, quello di aereo cargo.

Il caccia Su-27
© Sputnik .

Al caccia demilitarizzato fu potenziato il telaio, allungata la fusoliera e rifatto l’impennaggio di coda, cambiandone anche la denominazione, da 3M a VM-T “Atlant”. In questa configurazione fu in grado di “caricarsi sulle spalle” sia i Buran, sia componenti di Energia. In verità, la navicella orbitante veniva trasportata a pezzi, e doveva poi essere unita al razzo motore a Baikonur. Il VM-T riuscì comunque a far fronte alla nuova mansione assegnatagli e per 150 viaggi trasportò tutte le merci necessarie. Tuttavia, il suo impiego era una misura temporanea. In seguito si prevedeva, infatti, di trasportare le navicelle spaziali già montate. E per questo serviva un aeromobile più grande e con una maggiore capacità di carico.

L’An-225 Mriya
© Sputnik . Dmitry Korobeynikov
L’An-225 Mriya

Nel 1985 la ditta costruttrice Antonov prese come base per realizzare questo tipo di aeromobile l’An-124 Ruslan. Il nuovo aereo venne equipaggiato con un telaio e ali perfezionati, un impennaggio posteriore bideriva e due motori aggiuntivi. Si decise di eliminare il vano di carico posteriore. Il velivolo fu chiamato An-225 “Mriya” (Sogno in ucraino) ed il primo esemplare venne consegnato nell’autunno del 1988.

Il 21 dicembre 1988 l’An-225 effettuò il suo primo volo, nel marzo del 1989 terminò il periodo di prova ed era esattamente in rampa di lancio, per un utilizzo seriale, quando all’improvviso ci si accorse che il programma Buran stava andando incontro ad alcune “turbolenze”, per usare un eufemismo. Allora non c’era nessuno che si decidesse a pronunciare una volta per tutte la parola “fine”, ma in molti avevano capito che data la situazione economica dell’URSS continuare a lavorare su quel costoso programma non sarebbe stato possibile. Da li a poco l’economia del paese precipitò in picchiata e non ci furono più fondi da stanziare per le navicelle spaziali.

L’An-225 Mriya
© Sputnik . Stringer
L’An-225 Mriya

Eppure nel giugno del 1989 l’An-225 e il Buran furono esposti al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget e la loro presenza ebbe lo stesso effetto di una bomba. Mai, né prima né dopo, a Le Bourget, venne esposto qualcosa di più grande e monumentale. I due velivoli dimostrarono la potenza economica dell’Unione Sovietica e l’elevatissimo livello raggiunto dalla sua scienza, ma si trattò del canto del tour d’addio per i maggiori esempi della produzione aeronautica e astronautica sovietica. Da lì ad un paio d’anni l’URSS smise di esistere, l’An-225 e il Buran non servirono più a nessuno ed il Mriya divenne proprietà del neonato stato dell’Ucraina.

Le caratteristiche e i traguardi raggiunti dall’An-225 sorprendono ancora oggi. Il velivolo può arrivare a pesare 640 tonnellate, di cui 300 solo di carburante. Il vano cargo, lungo 43 metri, largo 6,4 e alto 4,4, può trasportare un carico fino a 250 tonnellate, anche se in uno dei suoi voli il Mriya ha addirittura superato questo valore di 3,8 tonnellate. L’aereo è lungo 84 metri, l’apertura alare è di 88,4 e l’altezza di 18,2. Sulla coda dell’aereo possono essere caricate fino a 200 tonnellate di ulteriore “bagaglio”.

L’An-225 Mriya
© Sputnik . Irina Aleksandrova
L’An-225 Mriya

Il velivolo inoltre è dotato di 6 motori D-18T con una spinta di 23,4 tonnellate ciascuno in fase di decollo. Già durante i test l’An-225 cominciò a stabilire record mondiali e ancora oggi ne detiene più di 200. In un solo viaggio effettuato il 22 marzo 1989 con un cargo di 156 tonnellate l’aereo riuscì a battere 110 record mondiali. Nonostante cotante caratteristiche, all’alba del 1995 all’unico esemplare di Mriya costruito mancavano dei componenti e l’aeromobile era sull’orlo della liquidazione. I nuovi proprietari ucraini dell’aereo non sapevano cosa farsene. C’era poi anche il secondo velivolo, non del tutto assemblato, che in questo stato di “non finito” è arrivato fino ai giorni nostri.

Nel 2000 il primo esemplare di An-225 venne ammodernato e messo sul mercato dei trasporti cargo altamente specializzati. In parole povere, il Mriya cominciò a traportare quelle merci che non stavano in nessun altro aereo.

Nel 2001 l’An-225 ottenne tutte le certificazioni necessarie e da allora trasporta in tutto il modo merci sovradimensionate di vario tipo, ed è rimasto proprietà della società Antonov Airlines. Non si può dire che la società riceva miriadi di offerte, ma comunque le commesse non le mancano ed il Mriya compie in un anno alcuni voli, ognuno dei quali è unico a suo modo. Del resto, era stato progettato proprio per questo.

L’An-225 Mriya
© REUTERS / Valentyn Ogirenko
L’An-225 Mriya

Due anni fa stava quasi per decidersi anche il destino dell’altro An-225, quello incompiuto, che aveva stuzzicato l’interesse degli onnipresenti cinesi. La società Aerospace Industry Corporation of China aveva deciso non solo di completare la costruzione del velivolo a proprie spese, ma anche di rilevarne la proprietà. I media sostenevano che gli imprenditori cinesi volessero acquistare anche il progetto per avviare una produzione su piccola scala del Mriya in Cina. Tuttavia, alla fine ci fu molto rumore per nulla e possiamo affermare con estrema sicurezza che il Mriya ad oggi è rimasto un velivolo prodotto in esemplare unico. E tale resterà finchè non dovesse capitare qualcosa di straordinario che porti all’ultimazione dell’assemblaggio del secondo esemplare.

Ahinoi, l’An-225 non diventò il veicolo da “trasporti speciali” per il programma Buran. Ma non si può nemmeno dire che i fondi per la sua progettazione e costruzione siano stati gettati al vento. Nel difficile mondo post-sovietico il velivolo è riuscito a imporsi nella nicchia degli aeromobili da cargo, dunque non fu progettato invano. Non si può dire lo stesso del razzo Energia e delle navicelle spaziali Buran, ai quali è andata molto peggio.

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