Widgets Magazine
11:28 21 Agosto 2019
Gli aerei Southwest Airlines Boeing 737 MAX nell'aeroporto di Victorville, California.

Lo scandalo del Boeing 737 MAX 8? Solo la punta dell’iceberg!

© AFP 2019 / Getty Images/ Mario Tama
Mondo
URL abbreviato
1044

Dopo i due incidenti che hanno visto implicati due suoi velivoli, la società Boeing ha presentato agli enti regolatori americani un aggiornamento volto a correggere le problematiche esistenti sui propri 737 MAX 8. Tuttavia, come spiegato durante l’indagine condotta da Sputnik, i problemi della società potrebbero andare al di là dei suoi velivoli civili.

Il gigante americano Boeing, al momento in difficoltà, ha dichiarato sabato di aver presentato una nuova versione del MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System). Un aggiornamento per la funzione di prevenzione che probabilmente ha provocato sia l’incidente del velivolo 737 MAX 8 di Ethiopian Airlines il 10 marzo sia l’incidente avvenuto lo scorso ottobre in Indonesia che ha visto implicato un Lion Air dello stesso modello.

A cosa è preposto il MCAS e perché la sua installazione potrebbe portare a un futuro scandalo?

La funzione di sicurezza è in grado di attivarsi automaticamente “senza l’input del pilota” per bilanciare la posizione dello stabilizzatore orizzontale posteriore di coda. Serve ad abbassare la parte anteriore del velivolo nel caso in cui vengano rilevati rischi di incidente a velocità e quota poco elevate. Questa funzione è stata introdotta a bordo del velivolo 737 MAX 8 come parte di una serie di aggiornamenti tecnici del Boeing implementati per rendere possibile l’alloggiamento di motori più grandi e convenienti che, com’è poi emerso, tendono a portare verso l’alto la parte anteriore dell’aereo durante il volo. Sfortunatamente, come hanno evidenziato i media la settimana scorsa, sui voli di linea etiopi e indonesiani non funzionavano forse due comandi di sicurezza fondamentali legati al MCAS. In particolare, si è fatto riferimento a un errore del sensore di lettura per il quale Boeing evidentemente addebitava un costo aggiuntivo. Ad ogni modo continuano le indagini sull’accaduto.

Inoltre, i media hanno riportato che i funzionari della Federal Aviation Administration (FAA) hanno spinto gli ingegneri dell’agenzia federale a delegare la valutazione dei criteri di sicurezza del velivolo a Boeing stessa per accelerare il completamento del processo di certificazione. In virtù di questo l’FBI la settimana scorsa si è discretamente unita alla disamina del processo di certificazione condotta dal Consiglio federale.

L’aviazione militare e il dipartimento di missilistica di Boeing stanno affrontando dei problemi.

Non sono solo gli aerei civili di Boeing ad avere problemi. La settimana scorsa il programma della società per il lancio di razzi vettore superpesanti Space Launch System (SLS), elaborato dal reparto di Boeing per la sicurezza, lo spazio e la difesa, è stato ampiamente criticato dal Congresso per via dei numerosi ritardi e per le eccessive spese.

In maniera analoga, a inizio di marzo l’aviazione statunitense ha congedato per una settimana l’intera flotta di velivoli Boeing KC-46A per ragioni di sicurezza. Erano, infatti, state trovate falle nel veicolo fresco di consegna. Un rappresentante della società Boeing ha definito il problema “temporaneo”.

Tuttavia, secondo Giovanni de Briganti, esperto di questioni legate alla difesa e direttore capo di Defense-Aerospace.com, i problemi che sta affrontando il gigante americano, potrebbero essere più che “temporanei” e di fatto essere il segnale di problematiche ben più profonde che toccherebbero la società nella sua struttura amministrativa.

“Il fatto che i problemi del 737 MAX e del KC-46A sorgano nello stesso momento può essere una coincidenza, ma potrebbe anche indicare che Boeing stia perseguendo non tanto la precisione tecnica quanto i risultati finanziari”, ha affermato De Briganti in un’intervista rilasciata a Sputnik.

Secondo l’esperto, un problema più serio può essere che “20 anni dopo la fusione con McDonnell Douglas la cultura della perfezione tecnica di Boeing stia scomparendo perché i manager della società stanno andando in pensione e a prendere il loro posto vi sono manager che mirano più al profitto”.

De Briganti ha sottolineato che gli stessi problemi ad aver provocato la “falla” letale nel MCAS potrebbero rappresentare un problema anche per i velivoli militari autopilotati.

“Inizialmente la flotta statunitense che utilizza un paio di modelli del Boeing 737 ha dichiarato di non aver subito danni, ma giovedì il capo del quartiere generale della flotta ha ordinato di rivedere le procedure e l’addestramento avendo particolare cura dei sistemi autopilotati. Questa potrebbe essere o una misura preventiva di routine o un segnale di un problema più profondo di quanto si pensasse”, ammonisce l’esperto.

Ai piloti di altri reparti, che volavano su pesanti velivoli militari di trasporto merci e non solo, nonché ai membri dell’aereo presidenziale dell’aviazione One Boeing VC-25 è stato ordinato ufficiosamente di tenere sotto controllo l’insorgenza di qualsiasi anomalia dei sistemi autopilotati dopo la caduta del 737 MAX 8 e di analizzarle.

La stima di De Briganti è stata corroborata da Eddie Miceli, esperto indipendente di aviazione e specialista di aviazione commerciale, il quale non si è limitato a questo: infatti, a suo avviso non “vi sono dubbi” sul fatto che i problemi dei sistemi informatizzati dell’aviazione militare non saranno divulgati e rimarranno ignoti ai più in virtù del segreto militare.

“Questo è un settore totalmente diverso dell’aviazione civile e tutti i problemi o le falle vengono sempre risolti senza che alcuna informazione fuoriesca”, ha sostenuto Miceli.

Il modello di difesa del Boeing è forse al sicuro per via del dumping delle tariffe e del monopolio che detiene.

Quali che siano i problemi che ha dovuto affrontare Boeing, siano essi di aviazione commerciale o militare, la società rimane uno dei fornitori maggiori e più affidabili del Pentagono, come ben dimostra il suo portafoglio in crescita.

La scorsa settimana, nonostante la crisi in corso legata ai problemi del modello 737 MAX, la società ha vinto un appalto di 4 miliardi di dollari per la costruzione di 78 caccia imbarcati 78 F/A-18 Super Hornets per la Flotta statunitense.

L’anno scorso Boeing ha guadagnato 12 miliardi di dollari grazie a 3 appalti per la fornitura di velivoli di addestramento di nuova generazione per l’aviazione statunitense, di un aeromobile MQ-25 di nuova generazione per la flotta, e per la sostituzione dei motori dell’elicottero Huey.

Secondo De Briganti, Boeing ha vinto questi appalti facendo “dumping di massa sulle tariffe” dei concorrenti.

“Ad esempio, l’aviazione statunitense ha messo a disposizione 19,7 miliardi di dollari per il programma di addestramento T-X, ma Boeing ha vinto l’appalto con una offerta di 9,7 miliardi di dollari. Questo inevitabilmente porta a spese straordinarie che a loro volta contribuiscono a una diminuzione delle qualità, come è avvenuto con la certificazione MCAS”, ha spiegato l’esperto.

Sempre la settimana scorsa l’Ispettore capo del Ministero USA della Difesa ha condotto un’inchiesta sulle ragioni etiche che hanno mosso il viceministro della Difesa e collaboratore fidato della società Boeing Patrick Shanahan al fine di determinare se questi avesse favorito i prodotti di Boeing “in maniera impropria” vista la sua posizione. Shanahan, com’è noto, ha passato dei guai all’inizio di quest’anno perché ha definito il caccia F-35 di quinta generazione della Lockheed Martin “scadente”: infatti, ha sostenuto che l’aereo “sarebbe venuto molto meglio”, se l’appalto fosse stato vinto da Boeing.

Su-57
© Sputnik . Ministero della Difesa russo
Abraham Ait, fondatore e redattore capo della rivista Military Watch, ha rivelato a Sputnik che, nonostante le preoccupazioni circa le predilezioni di Shanahan, i suoi commenti sull’F-35 non sono di certo stati gli unici nel suo genere. Hanno semplicemente rispecchiato le opinioni espresse da esperti e personalità varie, tra cui anche l’ex presidente della Commissione del Senato per gli affari militari John McCain, il quale una volta ha definito il programma F-35 un “esempio lampante del fallimento dei rifornimenti americani per la difesa”.

Secondo Ait, sebbene Boeing sia il principale fornitore statale nel settore della difesa, la sua posizione sul mercato americano degli armamenti è un oligopolio più che un monopolio, mentre Lockheed Martin sta ottenendo “la maggior parte dei contratti” sotto l’amministrazione Trump grazie alla produzione di F-35, senza dubbio il “maggiore programma militare della storia”.

“Non è ancora chiaro se muterà il dislivello tra i 2 produttori in futuro, tenuto conto dell’insoddisfazione più volte espressa sia dai funzionari statali sia da quelli militari circa le decisioni relative al programma F-35. Tuttavia questo potrebbe portare a una presa di posizione importante di Boeing su questo mercato”, ammette Ait.

Discutendo con Sputnik della possibilità che Boeing effettui davvero una revisione sistematica dei sistemi di sicurezza di tutti i suoi velivoli dopo gli incidenti verificatisi, il giornalista David Lindorff (autore tra l’altro della popolare rivista The Nation) ha supposto che la questione principale sia l’enorme influenza della società sui settori dell’aeronautica civile e militare negli USA.

“In realtà sono due le domande da porsi. La prima: quanto lontano serve loro andare? E la seconda: quanto lontano andranno? Boeing è una società molto potente. Penso che sia uno dei maggiori esportatori in termini di fatturato. Rappresenta una quota enorme della nostra economia. Inoltre, è anche un importante fornitore di prodotti per la difesa. Dunque, il minimo che il nostro sistema politico già corrotto possa fare è tenere un comportamento serio nei confronti di Boeing e chiedere loro che venga rivelata la verità”, ha sottolineato Lindorff.

Correlati:

Rinviato lancio della navicella senza equipaggio della Boeing verso la ISS
Tags:
F-35, Sicurezza del Boeing 737, Boeing
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik