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06:56 20 Luglio 2019

Questa malattia costa al Messico più dei furti di carburante

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Le perdite economiche dovute ai furti di carburante in Messico sono enormi, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che ci sia una malattia che starebbe arrecando danni ben più grandi.

Secondo i dati ufficiali, nel 2018 alla compagnia petrolifera statale PEMEX sono stati sottratti 58.200 barili di greggio al giorno per un totale di più di 66 miliardi di pesos (circa 3 miliardi di dollari USA). Ma questo è niente in confronto ai 7,8 miliardi di dollari che il Paese sta pagando per risolvere il problema dell’obesità secondo Cristian Morales Fuhirmann, rappresentante dell’OMS in Messico.

Secondo Julieta Ponce, dietologa del COA Nutrition Centre (società messicana che si occupa di questioni alimentari), le misure governative adottate per risolvere questo problema sono “tardive, costose e inefficaci”.

“Invece di investire in enti statali che trovino le cause del problema, si sprecano soldi in campagne di sensibilizzazione. Il governo non ha adottato i provvedimenti necessari per garantire a tutti l’accesso al cibo e il mantenimento di un buono stato di salute. La campagna mediatica non contribuirà a prevenire il presentarsi di questo problema”, ha aggiunto Ponce in un’intervista a Sputnik Mundo.

Nella relazione del 2012 dell’OCSE si legge che gli uomini messicani (il 26,8%) sono i quarti al mondo dopo statunitensi, australiani e neozelandesi ad essere affetti da questa patologia cronica. Le messicane a soffrirne, invece, sono il 37,5% e questo le pone al primo posto al mondo. Tuttavia, la ricerca presentata dalla stessa organizzazione nel 2017 dimostra che gli statunitensi sono comunque in testa.

Il Messico è il secondo Paese al mondo per obesità dopo gli USA. Tuttavia, l’OCSE nella sua relazione del 2017 sottolinea che la popolazione di età compresa tra i 15 e i 74 anni nel Paese latino-americano ingrassa più velocemente di tutte le altre.

Stando ai dati del Sondaggio nazionale sulla salute e l’alimentazione del 2012, 26 milioni di adulti messicani sono in sovrappeso e 22 milioni soffrono di obesità.

Nonostante quello che si pensi, l’obesità e il diabete interessano maggiormente gli strati più bassi della popolazione. Come spiega la dietologa, le persone malnutrite nella prima fase della loro vita sono sottoposte a un rischio maggiore di diventare obesi in futuro. Sono proprio questi gruppi di persone a consumare più prodotti molto lavorati.

L’Istituto messicano per la competitività (IMCO) conferma che l’essere in sovrappeso od obesi è il “principale fattore di rischio di invalidità e morte tra i messicani”.

Più chili meno pesos

Il diabete in Messico provoca circa 100.000 morti all’anno ed è la principale causa di cecità. Causa di circa 24.000 morti all’anno, invece, è il consumo di bevande dolci. Inoltre, i casi di insufficienza renale hanno subito un aumento, fino a più di 70.000 l’anno.

Vi sono anche altri disturbi provocati dall’obesità come le lesioni alle ginocchia o alla schiena “che causano invalidità e comportano enormi spese in medicinali e cure”.

Ponce ritiene che l’obesità non sia più semplicemente un problema di sanità pubblica, ma “sia diventato un problema di sicurezza nazionale”.

“Sono morti evitabili. Anche le nuove generazioni soffrono di queste patologie. Sono diminuiti i livelli di produttività della popolazione adulta. Il settore attivo si ammala facendo quindi calare la competitività. A rappresentare una minaccia per il nostro Paese non sono solo le enormi spese, ma anche la mancanza di una politica statale volta a risolvere il problema”, ha affermato Ponce.

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Tags:
Salute, OSCE, obesità, Messico
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