00:05 21 Giugno 2019
Bandiere NATO

La NATO ritiene che il bombardamento della Jugoslavia sia stato legittimo e necessario

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La NATO crede che l'intervento militare in Jugoslavia nel 1999 sia stato "necessario e legittimo". Lo ha dichiarato oggi a Sputnik un portavoce dell'Alleanza.

La fonte ha affermato che la NATO ha lanciato l'operazione militare in Jugoslavia "per fermare la catastrofe umanitaria che si stava svolgendo in Kosovo".

"Questa decisione è stata presa dopo oltre un anno di ostilità in Kosovo e il fallimento degli sforzi diplomatici internazionali per risolvere il conflitto. L'operazione NATO è stata preceduta da oltre un anno di intensi sforzi da parte dell'ONU e del gruppo di contatto, di cui la Russia faceva parte, per raggiungere una soluzione pacifica".

La fonte ha osservato che il Consiglio di sicurezza dell'ONU "ha ripetutamente denunciato la violazione dei diritti umani in Kosovo e il crescente numero di rifugiati espulsi dalle loro case come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali".

"La tregua è stata violata e i negoziati erano in un vicolo cieco. Data l'evoluzione della crisi, l'uso della forza da parte della NATO era sia necessario che legittimo".

L'Alleanza ritiene inoltre che lo scopo dell'operazione fosse quello di porre fine a tutte le ostilità e le repressioni contro la popolazione del Kosovo, per garantire il ritorno dei rifugiati e per consentire l'accesso alle organizzazioni umanitarie.

"La missione ha raggiunto il suo obiettivo: nel giugno 1999 la Repubblica Federale di Jugoslavia ha accettato di ritirare le sue truppe dal Kosovo, le violenze sono cessate e i rifugiati hanno potuto tornare a casa".

La fonte ha sottolineato che il contingente internazionale della missione KFOR, in seguito, "ha contribuito a garantire la stabilità in Kosovo e nella regione nel suo insieme".

In precedenza, la missione permanente russa presso la NATO ha dichiarato che l'Alleanza ha ripetuto gli stessi errori commessi in Jugoslavia anche in Libia.

Nel 1999 lo scontro armato tra i separatisti albanesi dall'esercito di liberazione del Kosovo, l'esercito serbo e la polizia ha portato al bombardamento della Repubblica federale di Jugoslavia (all'epoca composta da Serbia e Montenegro) da parte delle forze della NATO, che scavalcarono la posizione del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Gli attacchi aerei della NATO sono durati dal 24 marzo al 10 giugno 1999. Il numero esatto delle vittime è sconosciuto. Secondo le stime delle autorità serbe, ci sono stati circa 2500 morti e oltre 12.000 feriti. I danni materiale, secondo varie fonti, sono stimati tra 30 e 100 miliardi di dollari.

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Bombardamento, Jugoslavia, NATO
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