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12:09 12 Novembre 2019

L’aria pulita potrebbe essere pericolosa

© AP Photo / Mikhail Metzel
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L’aria pulita potrebbe essere pericolosa, questa la conclusione a cui sono giunti alcuni scienziati cinesi. La Cina da diversi anni lotta contro le emissioni di gas serra responsabili della distruzione della cappa di ozono che protegge tutti gli esseri viventi sulla Terra dalle radiazioni solari. Tuttavia, di recente è stato appurato che una quantità eccessiva di ozono può essere parimenti dannosa per l’uomo.

Il problema dello smog è particolarmente grave nelle grandi città cinesi. Le strade sono spesso ricoperte di “fumo” e non si riesce a vedere più in là di una ventina di metri. I passanti portano le mascherine. In molte case vi sono purificatori d’aria e dispositivi indicanti il contenuto di polveri sottili PM 2.5 nell’aria.

Secondo i dati ufficiali sulla qualità dell’aria in Cina, a gennaio in 39 regioni a nord del Paese il livello di inquinamento atmosferico ha superato del 16% i livelli dell’anno precedente. La quantità di polveri sottili PM 2.5 in queste regioni più sfortunate è stata pari in media a 114 microgrammi al m3. Ma, secondo l’OMS, la quantità di PM 2.5 nell’aria non dovrebbe superare i 10 microgrammi al m3.

Al problema dello smog prestano attenzione ai massimi livelli. Nel Paese vengono chiuse le vecchie e inquinanti fabbriche. Viene ridotto il numero di centrali a carbone, gradualmente si passa alla produzione di energia dal gas e da fonti pulite. L’obiettivo principale è che i cittadini cinesi possano vedere più spesso il cielo terso.

Tuttavia, come dimostrano le ricerche degli scienziati cinesi della Duke Kunshan University, nei giorni in cui il cielo è azzurro e l’aria sembra fresca, sulla superficie terrestre si forma in grandi quantità il cosiddetto ozono troposferico. A differenza dell’ozono stratosferico, che protegge la Terra dalle radiazioni solari e la cui diminuzione per via delle emissioni di gas serra preoccupa gli ecologisti, l’ozono troposferico è dannoso per l’uomo. Questa tipologia di ozono contribuisce a indebolire il sistema immunitario dell’uomo e ad aggravare patologie cardiovascolari e respiratorie. Questo problema è particolarmente grave nelle regioni asiatiche in cui il livello di emissioni di gas serra è elevato e in cui le autorità si battono attivamente per ottenere un cielo terso. Secondo le stime effettuate dagli scienziati della Duke Kunshan University, i tre quarti di tutte le morti avvenute nel 2016, legate direttamente o meno all’influenza dell’ozono, si sono verificate in Asia. Infatti, 316.000 persone sono morte in Cina mentre in tutte le restanti regioni non asiatiche vi sono stati 264.000 casi simili.

Questo significa che si deve cambiare il proprio approccio alla tutela dell’ambiente? Na Zhongyuan, direttore del Centro di studi in ecologia e agricoltura, ha affermato in un’intervista rilasciata a Sputnik che non è possibile definire in maniera univoca l’ozono come dannoso. È come i veleni che possono essere sia dannosi sia utili a seconda delle circostanze. Secondo l’esperto, l’obiettivo principale è ottimizzare la qualità della vita delle persone.

“Da un lato, se non ci sarà ozono sulla Terra, nessun essere vivente potrà sopravvivere perché l’ozono ci difende dalle radiazioni solari. Anche alcune patologie vengono curate esclusivamente in presenza di grandi quantità di ossigeno, ad esempio i trattamenti nelle camere iperbariche. In tali condizioni l’ossigeno influisce sull’organismo molto di più che in condizioni normali. Dall’altro lato, anche un’eccessiva acidificazione può danneggiare gli esseri viventi: l’ozono danneggia il sistema respiratorio e indebolisce i polmoni. La conditio sine qua non per la vita è la presenza di energia. La quantità e la qualità dell’energia sono le condizioni chiave del ripristino continuo del nostro organismo. L’ozono è un elemento imprescindibile dell’evoluzione naturale e non è possibile semplicemente dire che è pericoloso. Bisogna controllarne la concentrazione e capire se si trovi in limiti sopportabili per l’uomo. Infatti, a valori normali svolge un ruolo importante nel garantire ogni attività vitale.

Per ridurre l’influenza negativa dell’ozono è necessario fare due cose. In primo luogo, bisogna verificare le condizioni dell’ambiente e tentare di ripristinare le condizioni originarie aumentando l’efficacia della fotosintesi e migliorando la qualità dell’aria. In secondo luogo, gli esseri viventi devono migliorare la propria resistenza allo stress. Quanto alla limitazione delle fonti di inquinamento come automobili e fabbriche, penso che nessuno al giorno d’oggi potrebbe rinunciare a viaggiare in automobile, aereo o nave. Non possiamo tornare all’età della pietra e vivere nelle caverne. Viviamo in una civiltà moderna. Le persone devono gradualmente migliorare le condizioni di vita e l’ambiente. Nessuno può fermare lo sviluppo tecnologico. Dovremmo chiederci come possiamo utilizzare strumenti tecnici più performanti, avere metodologie scientifiche per monitorare e prevenire eventuali conseguenze negative del progresso tecnologico”.

I ricercatori della Duke Kunshan University non consigliano di interrompere la lotta contro lo smog per via del problema legato all’ozono. Spiegano così questa decisione: l’ozono troposferico si forma in seguito a una reazione fotochimica nella quale sono coinvolti composti organici volatili e ossidi di carbonio. Queste sostanze, chiamate precursori dell’ozono, compaiono anche in seguito all’aumento delle emissioni nell’atmosfera. Per questo, le autorità e gli ecologisti dovrebbero, secondo gli scienziati, prestare maggiore attenzione alla lotta contro l’emissione di queste sostanze e non concentrarsi unicamente sulla riduzione delle PM 2.5 nell’aria. Se si riducono tutte le emissioni, si avrà un effetto positivo sull’ambiente. Ma se si ridurrà semplicemente lo smog, il mondo dovrà affrontare un nuovo problema che sarà altrettanto difficile da risolvere, concludono gli scienziati.

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Tags:
inquinamento, Ambiente, aria, studio, Ricerca, Cina
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