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20:39 20 Agosto 2019
Intelligenza artificiale

L’IA porterà a una catastrofe ai ritmi di sviluppo attuali

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Amy Webb, futurologa, fondatrice dell’istituto Future Today e professoressa presso l’Università di New York, ha parlato ai giornalisti della minaccia rappresentata dall’intelligenza artificiale. Se agiamo velocemente, possiamo ancora prevenire la catastrofe.

Negli USA il mercato capitalista sta minando in maniera miope i progetti a lungo termine per lo sviluppo dell’IA dei quali si occupano le società del gruppo G-MAFIA: Google, Microsoft, Amazon, Facebook, IBM e Apple. In Cina la situazione è simile: Tencent, Alibaba e Baidu si stanno rafforzando con l’obiettivo di raccogliere enormi volumi di dati e utilizzarli per alimentare le ambizioni autoritarie del governo, sostiene la futurologa Amy Webb.

Webb è sicura che i ritmi attuali di sviluppo dell’IA porteranno a una catastrofe inevitabile.

Il tema dell’intelligenza artificiale ha raggiunto un punto critico: è giunto il momento di fare un passo indietro e di riflettere su ciò che è successo. Questo è proprio l’obiettivo del nuovo libro di Webb (The Big Nine: How the Tech Titans and Their Thinking Machines Could Wrap Humanity). In questo volume Webb prende in esame le tendenze che hanno portato lo sviluppo tecnologico su una strada pericolosa.

Probabilmente a chi lavora nel settore dell’IA i progressi fatti non appaiono significativi, ma se volgiamo lo sguardo al passato, notiamo che oggi si stanno verificando miliardi di piccoli cambiamenti.

Questi si accumulano e un giorno porteranno alla comparsa di macchine in grado di prendere decisioni per l’uomo: “Dobbiamo fermarci e chiederci cosa succederà quando questi sistemi metteranno da parte la componente umana in favore di qualcosa a noi del tutto estraneo”.

Un nuovo approccio

Il pessimismo della futurologa è giustificato dalle tendenze politiche ed economiche che si osservano tanto in Occidente quanto in Oriente. Negli USA il governo federale invece di creare un programma a lungo termine per lo sviluppo dell’IA sta tagliando i finanziamenti alla scienza e alla ricerca. Gli scienziati sono costretti a cercare fondi nel settore privato. Ma gli investitori richiedono delle entrate. Questo impone agli scienziati l’organizzazione di presentazioni ufficiali in cui vengono esposti i “maggiori traguardi della tecnica”.

La necessità di lavorare velocemente sta portando la G-MAFIA a prendere una serie di decisioni sbagliate. È difficile conciliare l’approccio scientifico al profitto economico. È altamente probabile che l’IA creata in Occidente alimenti non solo le idee della democrazia occidentale, ma anche le sue manifestazioni peggiori. A tal proposito, Webb parla degli scandali di Facebook o dello scontro del principio di libertà di parola con la pericolosità dei movimenti no-vax. Le tecnologie si stanno facendo sempre più complesse, ma le idee politiche non maturano di pari passo con il progresso tecnologico.

Anche il modello cinese non è ideale. In Cina il governo sta investendo ingenti somme di denaro sulla ricerca in IA e sta fornendo agli scienziati impressionanti volumi di dati ignorando totalmente i diritti umani.

Secondo la futurologa la soluzione sarebbe un rafforzamento degli sforzi compiuti dalla Silicon Valley e dalla Casa Bianca. Webb invita a creare un’alleanza internazionale per l’intelligenza artificiale: ovvero un’organizzazione unica impegnata nel creare norme e standard che garantiscano che l’IA del futuro rifletta non solo le rappresentazioni di USA e Cina. Tutto il mondo deve partecipare a questo processo.

Webb, infine, consiglia di prestare maggiore attenzione a chi e come impiega i nostri dati personali. Bisognerebbe informarsi su questo argomento e non essere precipitosi nell’iscriversi a determinati servizi o a postare fotografie dei propri figli. In generale, bisogna capire a quali conseguenze ci si può esporre.

Anche Richard Socher, direttore scientifico della Salesforce, ritiene che i pregiudizi degli algoritmi potrebbero rappresentare un problema. È convinto che il problema non si possa risolvere imponendo alle reti neurali di spiegare le loro decisioni. Dopotutto anche gli stessi algoritmi non sono sempre precisi.

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robot, intelligenza artificiale
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