17:35 17 Giugno 2019

Nuovo imperatore, nuovo Giappone?

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Tra solo un mese e mezzo il Giappone comincerà a vivere un nuovo Periodo. È un caso senza precedenti nella storia del Giappone contemporaneo.

Da quando l’imperatore Akihito nel 2016 espresse il desiderio di prendersi un meritato riposo per motivi di salute, è in corso la preparazione di tutte le formalità giuridiche e cerimoniali del caso legate alla successione al trono dell’erede. Sputnik ha chiesto agli esperti in materia cosa dovremo aspettarci da questa nuova era per il Paese.

Anatoly Koshkin, membro dell’Associazione russa di storici della Seconda guerra mondiale, ritiene che i poteri dell’imperatore potrebbero essere estesi: “I giapponesi di destra hanno interesse a che l’imperatore non sia solo un simbolo della nazione. Vorrebbero ripristinare i suoi vecchi poteri. Secondo loro, questo contribuirebbe a rendere più coesa la nazione. Per questo, l’arrivo del nuovo imperatore potrebbe essere accompagnato da tentativi in questo senso. È difficile, però, dire in che misura saranno effettuati questi tentativi poiché i cambiamenti previsti riguardano alcuni articoli fondamentali della Costituzione giapponese. Però, Abe sarebbe a favore della revisione del testo costituzionale, quindi chissà…”.

Anche il docente presso la cattedra di Culture orientali contemporanee dell’Università statale russa di Scienze umanistiche (RGGU) Aleksandr Burykn sostiene che il cambio epocale che avverrà in Giappone potrebbe portare con sé alcuni cambiamenti: “Quanto al nuovo imperatore, vista la sua educazione e il suo comportamento, possiamo presuppore che non farà niente di nuovo. L’erede ha un carattere tranquillo e riservato. Non lo vedo come un grande imperatore. Ma il cambio epocale del Paese potrebbe diventare un pretesto per emendare la Costituzione. Tutta la cultura del Giappone post-bellico si è fondata sul principio del “noi siamo un Paese pacifico”, ma ora il Giappone è costretto a reagire ai cambiamenti prodottisi nel mondo. È ovvio che il primo ministro Abe stia tentando di ricostruire un potente esercito ed è già riuscito a far passare in Parlamento una serie di progetti di legge che contraddicono l’articolo 9. Ma il popolo è pronto. Mentre prima la gente usciva in piazza e protestava, adesso ha fatto pace con se stessa”.

A condividere questo punto di vista è Viktor Kuzminkov, collaboratore del Centro di studi giapponesi presso l’Istituto per l’Estremo oriente dell’Accademia russa delle scienze, che si è così espresso: “Mentre l’imperatore Hirohito era associato dai giapponesi alla Seconda guerra mondiale, Akihito ha fatto di tutto perché le ferite post-belliche si rimarginassero e nel mondo ritornasse a regnare la pace. Akihito ha più volte visitato le città e i Paesi che furono teatro delle più sanguinose battaglie di quella guerra, come l’isola del Pacifico Saipan, Palau, le Filippine, dove il dignitario pregò per le anime dei caduti. Akihito divenne il simbolo della lotta per la pace. Ma oggi i tempi stanno cambiando: con l’arrivo del nuovo imperatore si apre una nuova epoca. E questa è l’opportunità di propugnare nuove idee”.

A proposito dell’arrivo di una nuova epoca e di un nuovo imperatore si è pronunciato anche Simotomai Nobuo, professore dell’Università di Hosay: “L’imperatore Akihito con il quale ha preso avvio il Periodo Heisei ha avuto come obiettivo primario il raggiungimento della pace all’interno del Paese e con i vicini asiatici, ha più volte visitato Okinawa. Il grande traguardo del Periodo Heisei è stata l’assenza di guerre. Tuttavia, si sono verificate catastrofi naturali e antropiche, come l’incidente della centrale nucleare di Fukushima e il terribile terremoto. Il ruolo dell’imperatore giapponese sin dall’antichità consiste nello stare vicino al popolo nei momenti difficili e condividere le sofferenze delle persone comuni. L’imperatore giapponese, a differenza dello zar russo, è più un saggio asiatico.

In tal senso sono un’eccezione ere della storia giapponese come il Periodo Meiji, il Periodo Taishō e la prima metà del Periodo Shōwa, in cui gli imperatori furono generalissimi. Durante il Periodo Edo e in tempi più recenti gli imperatori giapponesi scrivevano versi, erano appassionati di letteratura, comunicavano con i comuni cittadini e sostenevano i malati. Proprio questo comportamento definisce il ruolo dell’imperatore nella società. Penso che siamo tornati a questo. Ritengo che il ruolo dell’imperatore non subirà grandi cambiamenti. Il nuovo imperatore, così come l’uscente Akihito, continuerà a stare accanto al proprio popolo”.

La cerimonia di abdicazione del 125° imperatore giapponese è prevista per il 30 aprile e dal primo maggio suo figlio maggiore Naruhito diventerà il nuovo imperatore. Naruhito erediterà gli ordini imperiali, il timbro di Stato e quello personale, nonché tutte le mansioni di capo di Stato. La prima mansione da espletare sarà l’udienza con i rappresentanti del popolo dopo l’ascesa al trono. Un altro momento importante sarà l’intronizzazione del 22 ottobre a cui saranno invitati alti dignitari stranieri i rapporti con i quali sono di estrema rilevanza per Tokio. Al momento tra le mansioni dell’imperatore rientrano circa 200 funzioni cerimoniali, come l’accoglienza dei nuovi ambasciatori stranieri, le visite all’estero, gli incontri con i detentori dei premi di Stato giapponesi e l’inaugurazione di eventi culturali. Probabilmente il nuovo imperatore inaugurerà i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020 a Tokio.

Il cambio di imperatore sarà accompagnato anche da un cambio di calendario. Il Consiglio degli esperti dovrà presentare al governo almeno 5 alternative in base a determinate condizioni. Per adesso la società giapponese sta lasciando il Periodo Heisei che era cominciato l’8 gennaio 1989 con l’ascesa al trono dell’imperatore Akihito. Su Twitter sta spopolando l'hashtag «Grazie, Heisei” (ありがとう平成!).

Molto ricercati sono i prodotti dedicati al Periodo Heisei o con la scritta ありがとう平成!. Ad esempio, sakè, birra, manju, sciarpe, portadocumenti e cartoline.

Come hanno dimostrato gli ultimi 30 anni, il Periodo Heisei ha dato i suoi frutti. Per la prima volta nella sua storia contemporanea il Giappone non è entrato in guerra con nessun popolo. E sebbene nel sondaggio condotto dalla rivista Asahi nella primavera del 2018 il 42% degli intervistati abbia definito quest’epoca “poco tranquilla”, gli interpellati si riferivano piuttosto alle catastrofi naturali che il Giappone ha dovuto affrontare in questi anni.

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