19:50 26 Maggio 2019
La bandiera della Cina

La Francia cerca di recuperare terreno dietro alla Cina in Africa

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E’ impossibile per i francesi competere con la Cina in Gibuti, Etiopia e Kenya. Non saranno in grado di competere con le opportunità e la reputazione che la Cina ha in questa regione ". Lo afferma in un'intervista con Sputnik l'esperto del Centro di studi africani dell'Istituto di storia generale dell'Accademia delle scienze russa Nikolay Shcherbakov. Il presidente francese Emmanuel Macron l'11 marzo ha fatto visita all'ex colonia francese di Gibuti, martedì sarà in Etiopia, e visiterà probabilmente anche il Kenya.

Gli esperti osservano che Emmanuel Macron è il secondo capo di stato che ha visitato Gibuti in 20 anni. Apparentemente non è un caso che Marielle de Sarnez, presidente della commissione parlamentare francese per gli Affari Esteri della Francia, abbia messo in guardia sull'urgente necessità di rafforzare la presenza economica, culturale e militare in questo paese. Altrimenti, la Francia perderà la sua posizione, ha osservato, riferendosi al forte aumento dell'influenza della Cina in questo paese.

Reuters, da parte sua, cita un anonimo alto diplomatico francese in uno dei paesi della regione. Ha osservato che la Francia ha a lungo considerato il Gibuti come un territorio conquistato. "Ma ora la concorrenza dalla Cina è agguerrita", ha dichiarato.

Questa dichiarazione fa riecheggiare le critiche mosse alla Francia dal presidente di Gibuti, Ismail Omar Gelle, sul fatto che i francesi lasciano il Gibuti e che investono molto poco in esso.

Il contributo della Cina per superare il passato coloniale di Gibuti è inestimabile, ha detto Wang Yiwei, professore all'Istituto di relazioni internazionali presso la Chinese People's University.

"Il Gibuti è un'ex colonia francese. Nel 1844 fu costruito un porto per l'ingresso delle navi militari francesi. È ancora uno dei paesi più poveri del mondo, con un'aspettativa di vita media di 39 anni. Tutto ciò non riguarda la dominazione francese lì? La Cina non solo ha dato a Gibuti una zona di sviluppo e una zona di libero scambio, ma ha anche costruito una ferrovia che lo collega con l'Etiopia. Tutto ciò ha immediatamente sollevato l'immagine internazionale di Gibuti. All'inaugurazione della zona di libero scambio, i capi di stato e di governo di alcuni paesi limitrofi sono stati invitati a dimostrazione che questo progetto sarebbe vantaggioso non solo per Gibuti, ma anche per un certo numero di paesi limitrofi. L'influenza della Cina in questo paese è un fatto oggettivo. La chiave per far crescere questa influenza è che tutti possano vedere quanto questo apporta benefici alla popolazione locale, in linea con il programma di assistenza alle Nazioni Unite a Gibuti e con il programma di sviluppo sostenibile dell'Unione Africana fino al 2030".

La Cina ha approfittato abilmente della perdita della competitività della Francia. Ha aperto la sua prima base oltremare di materiale e supporto tecnico vicino alla base militare francese e statunitense nel Gibuti. Ha modernizzato la ferrovia dal Kenya a Gibuti attraverso l'Etiopia, che è stata costruita sotto il colonialismo francese. Infine, il capitale cinese si sta sviluppando con successo oggi sulla costa di Gibuti, dove un porto con la partecipazione cinese è in fase di ammodernamento e l'industria alberghiera e turistica sta crescendo. Con il denaro cinese, nel Corno d'Africa e nell'Africa orientale si sta creando un moderno hub per i trasporti e la logistica, che arriva fino all'Oceano Indiano.

Non ci sono notizie con quale bagaglio diplomatico, incluso quello finanziario, Emmanuel Macron si sia recato in Gibuti e quali accordi siano stati firmati. Allo stesso tempo, gli osservatori dichiarano che il ministro degli Esteri del Gibuti ha visitato la Cina dal 19 al21 febbraio. È stato ricevuto dal Vice Presidente Wang Qishan. Questo fatto riflette la crescente importanza di questo piccolo e povero paese dell'Africa. Gli esperti intervistati da Sputnik ritengono che l'esito della visita del Ministro a Pechino potrebbe portare a un accordo politico per rafforzare il sostegno finanziario ed economico della Cina al Gibuti e contemporaneamente rafforzare la presenza militare cinese.

Gli esperti hanno attirato l'attenzione su un’altra questione. L'Etiopia, dove ora è in visita il Presidente della Francia, è stata visitata all'inizio di gennaio di quest'anno dal Ministro degli affari esteri della Cina, Wang Yi. Inoltre lo stesso è già stato lì nell'estate del 2017. A maggio 2018, Li Zhanshu, presidente del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo, vi ha fatto una visita ufficiale. E’ stato durante questo periodo di attività diplomatica della Cina che è stata realizzata una base militare cinese nel Gibuti ed è avvenuta l’inaugurazione della ferrovia Gibuti-Addis Abeba.

L’agenzia France-Presse, commentando la visita del presidente francese in Etiopia, ha osservato soltanto che lui, insieme al presidente dell'Etiopia, visiterà un tempio unico nella città di Lalibela, nel nord del paese. Le 11 chiese di Lalibela sono state incluse nel patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1978. Il monumento è in uno stato deplorevole, molti edifici potrebbero crollare in qualsiasi momento in caso di forti raffiche di vento. La gente del posto spera che l'arrivo di ospiti illustri "porterà nuovi piani, denaro ed esperienza per restaurare il complesso".

"Questo non è l'inizio di una nuova grande offensiva francese, piuttosto, questo è un protocollo, una visita di routine, niente di più." Questa è l'opinione dell'esperto Nikolai Shcherbakov:

"Mi sembra che sia impossibile per i francesi competere con la Cina in questa situazione. Non saranno in grado di competere con le opportunità e la reputazione che la Cina ha in questa regione. Questa ha lanciato nella regione progetti su larga scala, ha costruito una base militare a Gibuti, ha stabilito forti legami con l'Etiopia e il Kenya. Ora la Cina porterà ciò di cui ha bisogno sulla nuova ferrovia dall'Etiopia al Gibuti. I francesi non saranno in grado di competere con i cinesi in questa situazione".

L'attenzione della Cina verso la parte occidentale del continente è aumentata notevolmente dopo la visita del presidente della Cina  Xi Jinping nell'estate 2018. Il viaggio di Wang Yi in Senegal nel gennaio di quest'anno ha solo sottolineato i piani della Cina di aumentare la sua influenza sia nell’Africa francese non solo sulle coste dell’Oceano Indiano ma anche su quelle bagnate dall'Oceano Atlantico.

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