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15:38 21 Luglio 2019
UFO

UFO sui cieli americani: il VZ-9 Avrocar

© Foto : Pixabay
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A partire dalla metà del secolo scorso molti grandi Paesi hanno cominciato a creare dispositivi volanti con decollo e atterraggio verticali. In quegli anni i costruttori presero le mosse dalla possibilità di infliggere attacchi nucleari di massa e questo generò tutta una serie di vari progetti, talvolta molto eccentrici.

Nel 1947 la società canadese Avro Canada assunse l'ingegnere britannico John Frost che prima di allora aveva lavorato presso la società di costruzioni aeronautiche De Havilland. In quegli anni si credeva che in seguito allo scambio di attacchi nucleari tra i Paesi della NATO e quelli del Patto di Varsavia buona parte delle infrastrutture esistenti ne avrebbe risentito. Si pensava che gli aeroporti esistenti sarebbero stati distrutti e che gli aerei colpiti non si sarebbero più levati in cielo. Per via della mancanza di piste di atterraggio e decollo tradizionali si pensò di utilizzare le autostrade. Tuttavia, molti esperti concordavano sul fatto che una soluzione ideale al problema sarebbero stati dispositivi volanti con decollo e atterraggio verticali in grado di posarsi su qualsiasi piccola piattaforma in mare o sulla terraferma.

Luz Mary Lopez, direttrice del Centro internazionale di Studi ufologici
© AP Photo / Natacha Pisarenko
Frost creò alcuni piccoli modelli di dispositivi volanti discoidali in grado di decollare in verticale, effettuare manovre in volo sfruttando l'effetto del cuscinetto d'aria. Il rotore, disposto al centro del dispositivo discoidale, direzionava l'aria verso la parte posteriore e per via della regolazione dei flussi d'aria tramite gli ugelli il dispositivo era in grado di raggiungere una velocità sufficientemente elevata. Il costruttore, dunque, pensava che il suo modello avesse caratteristiche interessanti paragonabili a quelle di alcuni aerei. A interessarsi dei dispositivi volanti di Frost fu l'Aviazione militare statunitense che finanziò la costruzione di un primo mezzo di grandi dimensioni, chiamato Avro VZ-9 Avrocar.

La costruzione del "disco volante" cominciò nel 1958 e dopo un anno Avro completò il prototipo e lo consegnò per i test. Durante i test sorsero alcuni problemi. Il rotore centrale era avviato da tre motori Continental J69-T-9 in mezzo ai quali stavano seduti due membri dell'equipaggio. Questo aveva conseguenze negative sulla buona riuscita delle operazioni poiché il pilota e l'ufficiale di rotta lavoravano in condizioni terribili sfiniti tra il rumore dei motori e il caldo. Inoltre, i soldati americani diedero subito un giudizio negativo al VZ-9 Avrocar perché sul dispositivo non era possibile trasportare armi importanti.

Lo spazio interno del mezzo di 5,5 m di diametro era occupato dai motori, dai serbatoi per il carburante e dalle cabine dell'equipaggio. Per questo, non era possibile farci entrare anche gli armamenti. I soldati americani persero definitivamente qualsiasi interesse per questo "UFO" dopo aver effettuato alcuni voli di prova che dimostrarono quanto fosse difficile da gestire. Il volo del "disco volante" canadese fu troppo instabile, era difficile da controllare e, secondo gli esperti, il VZ-9 Avrocar aveva così tanti difetti di fabbrica che era impossibile sistemarli tutti. Nonostante la velocità ufficiale di 480 km/h, il disco volante raggiungeva solo i 56 km/h e a discapito dei 3.000 metri di quota dichiarati, il mezzo si alzava da terra solamente di 1 metro.

Nell'autunno del 1961 il finanziamento del progetto e i lavori stessi furono interrotti. Sebbene John Frost assicurasse che era ancora possibile perfezionare la sua creazione, per l'aviazione militare statunitense il mezzo non costituiva più motivo di interesse. Si appurò che la costruzione di mezzi discoidali da combattimento con decollo e atterraggio verticali era un vicolo cieco. Infatti, dispositivi simili avevano più difetti che pregi. Forse l'unico pregio era il design futuristico. Chiaramente, quell'incomprensione tecnica non avrebbe avuto posto in una futura guerra.

In seguito si tentò di impiegare l'Avro VZ-9 Avrocar come jeep volante equipaggiata con armi a reazione nella fusoliera, ma questo progetto non suscitò l'interesse dei soldati. Il mezzo era troppo caro e complesso dal punto di vista tecnico. Al tempo il medesimo ruolo era già svolto con successo dagli elicotteri, mezzi molto più versatili.

In tutto furono creati due esemplari dell'Avro VZ-9 Avrocar che dopo il 1961 fecero il giro di varie mostre finché non furono esposti permanentemente al Museo nazionale statunitense dell'Aviazione in Ohio e al Museo dei trasporti dell'esercito americano in Virginia. Il modello del "disco volante" fu donato al Museo dell'aviazione canadese poiché anche il Canada aveva partecipato alla creazione dell'insolito mezzo volante.

I tentativi di creazione di "dischi" volanti furono interrotti in seguito alla comparsa del caccia inglese Harrier. Questo velivolo britannico con decollo e atterraggio verticali fu incluso negli armamenti dei Paesi della NATO e ad oggi rimane l'unico velivolo del suo genere a prendere parte ad azioni militari.

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