23:24 14 Novembre 2019
Police officers secure a cordon outside the vehicle recovery business Ashley Wood Recovery in Salisbury, England, Tuesday, March 13, 2018

Ambasciata russa: "domande senza risposta" sul caso Skripal

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L'Ambasciata russa a Londra ha scritto una relazione dal titolo "Salisbury: domande senza risposta", dedicata all'anniversario dell'incidente per l'avvelenamento dell'ex agente GRU Sergei Skripal e sua figlia Julia.

Il materiale fornisce una cronologia degli eventi e delle azioni delle parti dopo l'incidente, la reazione internazionale e il corso delle indagini, così come la corrispondenza diplomatica tra Russia e Gran Bretagna. Gli autori del rapporto hanno richiamato l'attenzione sulle lacune e incongruenze nella posizione di Londra sul caso.

Si osserva che la controparte britannica accusa Mosca di aver ricercato, nel corso dell'ultimo decennio, "metodi di spedizione agenti nervini, con l'obiettivo di uccidere" e "possesso di piccole riserve di novichok". Tuttavia, ls produzione di armi chimiche in Russia si è fermato nel 1992, e la distruzione delle scorte accumulate si è svolta sotto il controllo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, di cui è membro il Regno Unito, operazione, questa, che si è conclusa nel 2017, si legge nel rapporto.

"Non è chiaro perché il Regno Unito non ha sollevato la questione nel 2017, se aveva già informazioni riguardo la produzione di agenti chimici che violano gli obblighi. Inoltre non è chiaro che tipo di informazioni ha il Regno Unito e come è arrivato a questa conclusione, per quanto riguarda gli obiettivi della presunta produzione", scrive l'ambasciata russa.

Il documento fornisce varie "teorie" dei media britannici sull'incidente. Così è stato sostenuto che il veleno possa essere stato consegnato da un drone, trasferito nel cibo, spruzzato sulla strada o applicato sulla maniglia dell'automobile di Skripal.

L'Ambasciata ha osservato che dopo un anno, Londra non ha presentato la versione ufficiale dell'accaduto. Inoltre, la parte britannica in ogni modo interferisce con l'indagine oggettiva dell'incidente, distrugge le prove e rifiuta ai diplomatici russi l'accesso consolare a Sergei e Yulia Skripal.

Alla fine della relazione, l'Ambasciata riporta un impressionante elenco di domande che sono state rivolte alla parte britannica, ma sono rimaste senza risposta: riguardano lo stato delle vittime e i loro metodi di trattamento, dichiarazioni di Skripal dopo la dimissione, la ricerca delle sostanze tossiche. I diplomatici prestano attenzione al fatto che, non è ancora chiaro su quali basi, si cercano prove in altri paesi, in particolare Francia, delle indagini per l'avvelenamento dei cittadini russi.

Il 4 marzo 2018, l'ex ufficiale della GRU Sergei Skripal e sua figlia Julia sono stati avvelenati nella città britannica di Salisbury. L'incidente ha provocato un grande scandalo internazionale. A Londra hanno detto che ad essere coinvolta era la Russia, ma Mosca smentisce categoricamente.

La parte russa più di una volta ha offerto di condurre un'indagine congiunta sull'incidente, ma la Gran Bretagna ha ignorato questa iniziativa e ha rifiutato l'accesso ai due Skripal. Anche il Ministero degli Esteri ha accusato la premier britannica Theresa May di menzogna quando  ha affermato che il veleno è stato prodotto in Russia. Tuttavia, nel laboratorio di Porton Down è stato  smentito.

Il 5 settembre, Londra ha pubblicato le foto dei "sospetti" nell'avvelenamento di Salisbury. Secondo il lato britannico, sono due ufficiali della GRU: Alexander Petrov e Ruslan Boshirov. Tuttavia, essi hanno raccontato in un'intervista alla capo redattrice di Sputnik e RT Margherita Simonyan che hanno visitato la Gran Bretagna a fini turistici, non sono legati ai servizi segreti russi e non hanno nulla a che fare con gli Skripal.

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Obblighi, lettera, Caso Skripal, lettera, ambasciata, Gran Bretagna, Russia
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