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11:08 24 Agosto 2019
Orso bianco sull'isola di HookerAlla stazione meteo sullisola di HeissIsola di Bell - Terra di Francesco Giuseppe

SPUTNIKPEDIA: la Terra di Francesco Giuseppe – l’arcipelago più a nord al mondo

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Alessio Trovato
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192 isole di origine vulcanica a soli 900 km dal Polo Nord. La sua posizione strategica ne fa la chiave del passaggio a Nord-Est, per questo fin dai primi anni del periodo sovietico si è tentato di popolare queste terre anche se le condizioni di vita qui non sono affatto adatte alla vita dell’uomo.

L'arcipelago ha una superficie di oltre 16mila km2 (pari circa alla Calabria) ma almeno l'80% del territorio è perennemente ricoperto dai ghiacciai anche in estate. In inverno la banchisa polare avvolge tutto. Esistono diversi tipi di insediamento permanenti — base militare, amministrazione del parco naturale, stazioni meteo — ma non vi sono veri e propri abitanti residenti perchè chi viene qui di solito ha missioni a contratto e opera a rotazione. Pochi fanno più di due stagioni consecutive, a parte forse i guardiani del parco e alcuni ricercatori dallo spirito particolarmente eremitico.

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La CORRENTE del GOLFO
Sebbene l'isola più a nord (l'isola di Rudolf) si trovi ben oltre l'80° parallelo, non si può dire che le condizioni climatiche siano tanto peggiori rispetto, per esempio, alla Novaya Zemlya che sta parecchio più a sud (relativamente parlando). Questo è dovuto alla Corrente del Golfo che, per quanto possa sembrare strano, riesce ad arrivare fin quassù e perviene anche più diretta che nel sud dell'altro arcipelago. Le temperature medie di gennaio è —24°C il ché, anche se le minime assolute possono toccare i —50° C, non è assolutamente nulla di straordinario per la Russia. I venti possono arrivare a 40 metri al secondo, fortissimi, ma quelli della Novaya Zemlya possono toccare anche i 50 m/s. La differenza vera la si sente piuttosto in estate, perchè qui neppure a luglio le temperature medie sono superiori allo zero e può nevicare persino in agosto. Questo avviene perchè il mare rilascia in inverno il calore accumulato in estate e viceversa in estate è ancora freddo dall'inverno. L'inclinazione dell'asse terrestre permette al sole di non tramontare mai durante la bella stagione e, al contrario, di non sorgere mai durante tutto inverno. Sulle isole non cresce nulla, in estate spuntano solo muschi, licheni e qualche audace fiore selvatico.

Michail Lomonosov, 1711-1765
[Public domain]
Michail Lomonosov, 1711-1765
L'INTUIZIONE di LOMONOSOV
Michail Lomonosov, il grande scienziato e linguista russo che per il contribuito apportato alla cultura e sviluppo del suo Paese viene considerato il Leonardo Da Vinci russo, nella sua opera ‘Descrizione delle esplorazioni artiche e dimostrazione della possibilità del passaggio a Nord-Est per le Indie' nel 1763 ipotizzava già l'esistenza di ulteriori terre tra le Svalbard e la Novaya Zemlya. Le prime vere esplorazioni russe su queste isole iniziarono però solo il secolo dopo.

Payer e Weyprecht, giornale dell’epoca
Payer e Weyprecht, giornale dell’epoca
Gli ESPLORATORI AUSTRIACI e l'ORIGINE del NOME
Il nome lo si deve agli esploratori polari austriaci Payer e Weyprecht che nel 1873, in seguito ad una rocambolesca spedizione, scoprirono l'arcipelago e gli diedero il nome dell'allora imperatore austroungarico. La spedizione ebbe inizio l'anno prima ed aveva come obiettivo l'ennesimo tentativo di passaggio a Nord-Est ma, arrivati oltre la Novaya Zemlya, come già successo in molte altre diverse spedizioni, non riuscirono a proseguire. La nave venne ingaggiata dai ghiacci e rimase 130 giorni in balia di questi fino a ritrovarsi trasportata sull'arcipelago. Quando riuscirono a sbarcare e scoprire la prima isola era già autunno e rimasero nuovamente bloccati. Riuscirono a tornare solo l'anno ancora successivo dopo vari decessi tra l'equipaggio per scorbuto e stenti. La spedizione era privata per cui queste isole non divennero giuridicamente parte integrante dell'Impero austroungarico che, per altro, con l'occasione della Prima Guerra Mondiale l'impero russo non ebbe motivo di farsi scrupoli a rivendicare. Il nome però rimase inalterato, né Zar, né Unione Sovietica, né la Federazione, vollero mai cambiarlo. Forse anche una sorta di riconoscimento per l'avventura di Payer e Weyprecht.

L'INAUGURAZIONE del ‘29
Nel 1916 la Russia dichiarò ufficialmente proprie queste isole ma solo nell'estate del 1929 si tenne l'inaugurazione ufficiale della prima stazione meteo permanente. La situazione politica tra le due guerre, dopo ancor più, suggeriva di considerare l'arcipelago una posizione strategica di vitale importanza. Da qui, formando un triangolo con gli altri vertici in Murmansk e Novaya Zemlya, si controlla tutto il passaggio a Nord-Est. Durante l'intero periodo sovietico si cercò quindi di rafforzare la posizione con basi militari, stazioni radio e meteo ma le condizioni, per la tecnologia di quel tempo, erano durissime. Le basi venivano presidiate sopratutto nel periodo estivo e quasi sguarnite in quello invernale.

La BASE MILITARE NAZISTA durante la Seconda Guerra Mondiale
Recentemente si sono scoperti i resti di una base tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Anche i nazisti, consapevoli dell'importanza strategica della posizione, erano venuti fin quassù e installato una piccola base. Su di un'isola poco distante, praticamente sotto il naso delle postazioni sovietiche. Tutto il materiale rinvenuto dell'epoca è conservato e si prevede farà parte di un museo a cielo aperto per i pochi visitatori appassionati di storia e avventura che avranno il coraggio di arrivare fin qui.

L'ABBANDONO dopo la FINE dell'URSS e la ‘nuova' Terra di Francesco Giuseppe
Con la fine dell'URSS tutti i progetti di sviluppo e consolidamento vennero abbandonati. Con essi vennero abbandonati sull'arcipelago anche decine di migliaia di barili di latta semivuoti di gasolio e tonnellate di detriti, immondizia, metallo e scorie varie. I grandi progetti del nuovo secolo per queste isole sono dovuti ripartire prima di tutto da una gigantesca pulizia generale. Ripulire i barili e smaltirne correttamente i residui, pressarli e compattarli, arrivare con le rompighiaccio e riportarli sul continente. Solo per l'isola di Aleksander sono state riempite due rompighiaccio container con il metallo di risulta. Ma tutto l'arcipelago è stato sottoposto ad una enorme opera di ripulizia, svolta per altro in condizioni difficilissime. Ancora oggi il lavoro non è del tutto compiuto anche se, sicuramente, il progresso fatto è stato evidente. I piani per queste isole sono composti da tre linee di sviluppo: il consolidamento della posizione difensiva, la salvaguardia del sistema ecologico e lo sfruttamento anche per finalità turistiche anche se, ovviamente, di nicchia. Allo stato attuale almeno le prime due linee sono a buon punto — la base militare sull'isola di Aleksander è una struttura di ultima generazione dotata di tutte le moderne tecnologie, la pista dell'aeroporto funziona correttamente e accoglie aeromobili di grande stazza che fanno la spola almeno una volta al mese, rompighiaccio nella stagione buona riforniscono regolarmente di mezzi e tecnica pesante. Dal 2015 l'intero arcipelago fa parte del Parco Nazionale ‘Russkaya Arktika' che dal 2009 comprendeva già la punta nord della Novaya Zemlya e tutte le acque tra le due zone sono ricomprese nella zona protetta facendo della Russkaya Arktika di fatto una delle riserve più grandi al mondo.

Galleria fotofrafica

  • Un ispettore del parco nazionale 'Russkaya Arktika'
    Un ispettore del parco nazionale 'Russkaya Arktika'
    © Sputnik . Vera Kostamo
  • Il tricheco e la rompighiaccio
    Il tricheco e la rompighiaccio
    © Sputnik . Vera Kostamo
  • Una delle isole minori della Terra di Francesco Giuseppe
    Una delle isole minori della Terra di Francesco Giuseppe
    © Sputnik . Vera Kostamo
  • Trichechi, riserva artica 'Russkaya Arktica' - Terra di Francesco Giuseppe
    Trichechi, riserva artica 'Russkaya Arktica' - Terra di Francesco Giuseppe
    © Sputnik . Ilya Timin
  • Reperti storici sullisola di Hooker
    Reperti storici sullisola di Hooker
    © Sputnik . Ilya Timin
  • Orsi polari sul pack polare presso la Terra di Francesco Giuseppe
    Orsi polari sul pack polare presso la Terra di Francesco Giuseppe
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  • Isola di Bell, arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe
    Isola di Bell, arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe
    © Sputnik . Ilya Timin
  • Tundra artica in estate sullisola di Edoardo
    Tundra artica in estate sullisola di Edoardo
    © Sputnik . Ilya Timin
  • Trichechi all’isola di Heiss (foto di Nikolay Gernet)
    Trichechi all’isola di Heiss (foto di Nikolay Gernet)
  • Terra di Francesco Giuseppe - foto satellitare, agosto 2011
    Terra di Francesco Giuseppe - foto satellitare, agosto 2011
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Un ispettore del parco nazionale 'Russkaya Arktika'

DELICATI EQUILIBRI
Il turismo è la linea di sviluppo ancora meno realizzata. Rispetto a quanto fatto dalla Norvegia con le vicine Svalbard, che in estate sono addirittura tappa per le grandi navi da crociera turistica, qui siamo parecchio indietro. D'altra parte anche in un ipotetico futuro il progetto di un turismo di massa sarebbe comunque difficilmente compatibile con il progetto della difesa dell'ecosistema che già ha i suoi problemi di convivenza con la base militare. L'habitat dell'orso polare è difficilissimo da conciliare con quello dell'uomo — gli equilibri tra le due specie sono delicatissimi.


LINK per approfondimenti
Film documentario del secondo canale (Rossija2) — Ricercatori del Parco, base militare, operazioni di pulizia, museo storico (52min)
Canale TV Sever (Nord) — reportage sulla guardia di frontiera dell'arcipelago (10min)
Canale TV Rossija24 — reportage sulla nuova base militare (25min)
Canale TV Stranà (Paese) — documentario fotografico naturalistico
Articolo di Sputnik Italia: Aperto agli stranieri l'accesso alle isole della Terra di Francesco Giuseppe

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