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21:27 19 Settembre 2019
Migranti al confine tra Austria e Germania

“Ho perso il passaporto”, “Sono dell’ISIS”: come scampare all’espulsione dalla Germania

© AFP 2019 / Christof Stache
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Sempre più spesso i migranti che devono essere espulsi improvvisamente non trovano i documenti. Il giorno del volo molti semplicemente si nascondono, ha detto un rappresentante del Ministero degli Interni tedesco in un’intervista a Sputnik riguardo alla difficile espulsione dei migranti irregolari dal Paese.

Domenica la rivista Spiegel in riferimento a un documento interno della polizia ha riportato che in più di metà dei casi la polizia non è riuscita a espellere i migranti.

L'anno scorso hanno lasciato la Germania circa 27.000 irregolari, ma avrebbero dovuto essere 57.000. Steve Alter, rappresentante del Ministero tedesco degli Interni, ha confermato in un'intervista a Sputnik che nella maggior parte dei casi questi soggetti non possedevano i documenti oppure nel giorno dell'espulsione non si facevano trovare. Gli stranieri sono tenuti a richiedere un passaporto o un suo duplicato, ma se non lo fanno devono risponderne presso gli organi competenti.

In 7849 casi l'espulsione non si è verificata solamente perché non è stato possibile trovare il soggetto nel giorno indicato: è scomparso. Il fermo sotto custodia alla vigilia dell'espulsione è una pratica entrata in uso di recente.

Gli organi di polizia non riescono a far fronte al carico di lavoro, non ci sono punti di fermo a sufficienza per tutte le persone da espellere

Mentre l'Austria sta avendo successo nel processo di espulsione degli irregolari ricorrendo a un approccio più rigido, in Germania devono essere soddisfatti determinati complessi criteri per giustificare un fermo. Dunque, gli organi di polizia tedeschi non riescono a far fronte a questo grande carico. I poliziotti ammettono che un pericoloso irregolare può essere fermato solo quando l'ordine per la sua espulsione è già stato emesso o vi sono motivi per giustificare un suo fermo preventivo. "Ma qui c'è interesse a fermare immediatamente il soggetto", ha sottolineato Alter.

Un altro elemento: non c'è abbastanza posto per fermare tutti gli irregolari. "Non sono sufficienti 400-500 posti considerato che nel 2018 sono stati espulsi 235.957 soggetti", ha aggiunto. "Nonostante vi siano motivi che ne giustificano l'espulsione, molti ordini di espulsione non possono essere espletati".

I diritti dell'uomo sono sopra a ogni cosa

"In molti territori federali (…) non è possibile entrare in un appartamento per cercare un soggetto da espellere. Le autorità devono catturarlo al di fuori dell'abitazione", ha affermato Alter. A sistemare la situazione dovrebbe pensarci il progetto di legge presentato da Horst Seehofer.

Ultimamente l'espulsione di criminali è diventata più semplice, in particolare dopo gli eventi del Capodanno di Colonia di qualche anno fa quando molte donne sono state oggetto di attacchi da parte di migranti. Ma questo "abbassamento delle barriere" non è sufficiente perché il criminale può godere di particolari diritti, ad esempio se è un profugo o un soggetto che ha bisogno di protezione.

"Per questo il livello di protezione dei criminali dalla deportazione si sta abbassando al minimo consentito in Europa. I criminali non potranno rimanere legalmente in Germania. Inoltre, continua ad essere vietata l'espulsione degli irregolari in territori in cui sono minacciati da ripercussioni violente. Il principio di non respingimento vale senza limitazioni".

Criminali col diritto di rimanere

Al momento la polizia non può controllare i criminali la cui espulsione è impossibile. Diverso invece è il caso di soggetti con un passato estremista. Dunque, il progetto di legge definisce i presupposti per un giro di vite sui provvedimenti contro i trasgressori che non possono essere espulsi dalla Germania: limitazione della libertà di movimento, obbligo di presentarsi regolarmente al distretto di polizia, braccialetti elettronici.

Lunedì Harald Deurig, ex giudice del Tribunale amministrativo federale, nella trasmissione Hart aber fair su ARD ha fatto una serie di strani esempi sulla spinosa questione dell'espulsione. Secondo lui, l'approccio di molti migranti è molto semplice: se un profugo ammette di essere stato combattente dell'ISIS o di un'altra organizzazione terroristica, potrebbe essere oggetto di torture o pena capitale se tornasse in determinati Paesi.

"Qualcuno ricorre a questi escamotage", spiega Deurig. Ma poiché in Germania la procedura d'inchiesta di questi casi è molto complicata e dura molto tempo, per qualcuno potrebbe essere l'opportunità perfetta per trattenersi più a lungo nel Paese.

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