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02:23 21 Agosto 2019
L'eruzione del Kīlauea, Hawaii

Gli americani non sono ancora pronti alla guerra nucleare con la Russia

© AP Photo / Jae C. Hong
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Mentre il Ministero americano della Difesa si fa coraggio e dichiara pomposamente di non considerare i missili russi come una minaccia alla sicurezza nazionale, i cittadini americani si sono trovati del tutto impreparati di fronte all’attacco di un potenziale nemico. E questo è stato constatato in maniera del tutto casuale.

È passato poco più di un anno da quando il 13 gennaio 2018 tutti i telefoni delle Hawaii hanno ricevuto questo messaggio d'allarme: "LE HAWAII SI TROVANO SOTTO ATTACCO DI MISSILI BALISTICI. RIPARATEVI IL PRIMA POSSIBILE. QUESTA NON È UN'ESERCITAZIONE".

Inoltre, è stata interrotta una trasmissione televisiva per diramare l'avviso di abbandonare qualsiasi attività e cercare il prima possibile un riparo poiché missili nemici avrebbero attaccato di lì a poco. Sembrava che la cosa fosse seria e gli abitanti delle isole cominciarono ad andare nel panico.

Fortunatamente l'emergenza si rivelò uno sbaglio e nessun missile nucleare si avvicinò alle Hawaii.

Il governatore dello Stato in seguito comunicò che l'emergenza era stata lanciata per errore: "È stato un errore commesso durante una procedura standard di cambio di turno: un addetto ha schiacciato il pulsante sbagliato". Ma questo ha avuto grandi conseguenze e il comunicato delle autorità con cui si smentiva qualsiasi attacco missilistico arrivò solo dopo 38 minuti. Gli esperti del Centro statunitense per la prevenzione e il controllo delle malattie hanno studiato nel dettaglio quest'incidente e sono giunti a conclusioni sconfortanti.

I ricercatori hanno analizzato più di 5880 messaggi degli abitanti delle Hawaii pubblicati su Twitter in quello sfortunato giorno in quei 38 minuti dopo il falso allarme e anche nei 38 minuti dopo il comunicato ufficiale di smentita. I messaggi del primo gruppo si possono raggruppare per alcuni temi principali. Prima di tutto le persone non capivano cosa stesse succedendo e dove dovessero scappare. Poi hanno cominciato a inviare domande alle autorità: la minaccia è reale, perché non c'è scritto niente sui giornali? Dopo la mancata risposta delle autorità, le persone hanno cominciato a inviarsi tweet reciproci con messaggi d'addio nel caso in cui non fossero sopravvissuti.

Ma dopo un po' di tempo tutti ricevettero un secondo messaggio con la smentita e su Twitter cominciò una seconda ondata di messaggi. Gli abitanti delle Hawaii scatenarono tutta la loro rabbia sulle autorità locali. Erano indignati (e lo dimostrarono anche con un lessico piuttosto scurrile) del fatto che le autorità ci avessero messo ben 38 minuti per capire che si trattava di un falso allarme. Ma prima di tutto gli abitanti delle Hawaii criticarono il comunicato ufficiale dell'attacco missilistico per essere del tutto privo di informazioni pratiche: al suo interno non vi erano istruzioni su come comportarsi o luoghi dove ripararsi.

Alcuni, tra l'altro, rimpiansero di non avere conoscenze elementari su cosa fare in questi casi. Altri osservarono che ora, in caso di un vero attacco missilistico da parte della Russia ad esempio, la maggior parte degli americani non crederebbe alle autorità poiché penserebbe che fosse un nuovo falso allarme. Dunque, gli esperti del Centro statunitense per la prevenzione e il controllo delle malattie hanno concluso che nell'epoca dei social media le autorità dovrebbero cambiare il modo in cui diramano le notizie e reagire più velocemente. Altrimenti, in caso di una reale minaccia, le cose potrebbero finire molto male.

Tags:
Russia, USA, Hawaii
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