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09:45 19 Ottobre 2019
La bandiera della Corea del Nord.

WSJ: dubbi sull'efficacia delle sanzioni statunitensi

© AP Photo / Wong Maye-E, File
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Secondo i dati del giornale, Pyongyang potrebbe garantire la stabilità dell'economia attraverso la spesa di riserve in valuta estera.

Le sanzioni economiche imposte contro la Corea del Nord, non hanno causato quei gravi danni al paese che si aspettava Washington. È la valutazione riportata in un articolo pubblicato lunedì dal quotidiano The Wall Street Journal.

Gli USA hanno svolto un ruolo di primo piano durante la campagna mondiale per fare pressione sulla Corea del Nord, attraverso un inasprimento del regime di sanzioni, per forzarla ad abbandonare l'arsenale nucleare, ma le evidenze disponibili suggeriscono che è andata così, dice il materiale analizzato, in cui si nota che i dati di valutazione sono basati sulle informazioni fornite da trenta persone, tra cui i disertori nordcoreani, il personale delle organizzazioni umanitarie e i funzionari.

Come si legge nell'articolo, molti cittadini nordcoreani  "nel 1990 hanno vissuto in modo molto più difficile ma, a quanto pare, si adattano, mentre nel paese sono sempre più radicate le forze di mercato". L'inasprimento delle sanzioni, tra cui l'introduzione di nuove restrizioni nel commercio internazionale, concordate nel 2016 e 2017, hanno causato qualche danno alla Corea del Nord, privando il regime e l'elite del reddito derivante dal commercio con gli altri paesi, compresa la Cina, nota il giornale.

Ma l'economia, a quanto pare, si riorganizza abbastanza bene: i prezzi del riso rimangono stabili, il costo della benzina, aumentato dopo l'inasprimento delle sanzioni, è sceso notevolmente rispetto al picco dell'autunno del 2017, si legge nell'articolo.

Secondo la valutazione riportata dal materiale del giornale, il tasso di cambio della valuta nazionale della Corea del Nord, rispetto al dollaro, rimane relativamente stabile. Nella capitale del paese "continuano la realizzazione di progetti nel settore delle costruzioni". Persone che hanno visitato Pyongyang e altre grandi città, hanno detto di aver visto miglioramenti nella vita quotidiana, lo sviluppo della rete elettrica e la riduzione del costo del carbone, che rende più facile riscaldare le case, si legge nell'articolo.

Tuttavia, il quotidiano afferma che "è difficile avere un quadro chiaro sull'economia nordcoreana". La pubblicazione, inoltre, non ha escluso che Pyongyang può garantire la stabilità dell'economia attraverso la spesa di riserve in valuta estera. Il giornale sottolinea che "la questione riguarda la quantità di tempo per cui Kim Jong-Un sarà in grado di mantenere l'economia lontana dal crollo, ciò è fondamentale per Washington". La pubblicazione sottolinea che l'assenza di danni gravi per le sanzioni alla Corea del Nord complica la situazione per il leader americano prima del vertice tra Stati Uniti e Corea del Nord.

A proposito del prossimo vertice: gli ultimi preparativi per la seconda riunione tra Trump e Kim Jong-Un, prevista per il 27-28 febbraio, si concludono ora ad Hanoi. Il primo incontro dei leader dei due paesi ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore. Al termine dei lavori Trump e Kim Jong-un hanno firmato un documento congiunto in cui Pyongyang ha preso impegni per la denuclearizzazione in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Washington. Dal secondo vertice si attendono più specifici accordi per risolvere la situazione nella penisola coreana.

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Sanzioni, Vertice, Sanzioni, Economia, crisi economica, Donald Trump, Kim Jong-un, Corea del Nord, USA
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