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13:50 25 Agosto 2019
Opposition supporters clash with Venezuela's security forces at Francisco de Paula Santander bridge on the border line between Colombia and Venezuela as seen from Cucuta, Colombia, February 23, 2019

Al confine del Venezuela e della Colombia continuano gli scontri

© REUTERS / Marco Bello
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La crisi politica in Venezuela (428)
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Domenica sono proseguiti gli scontri in Venezuela che hanno visto la partecipazione di migranti venezuelani che stavano cercando di tornare nel paese, riferisce Sputnik.

Il 23 febbraio, l'opposizione del Venezuela ha cercato d'introdurre aiuti umanitari al paese, che le autorità, rappresentate dal legittimo capo dello stato, Nicolas Maduro, non avevano intenzione di accettare. Il governo Maduro sostiene che non vi è alcuna crisi umanitaria nel paese e che i tentativi di fornire aiuti umanitari sono provocazioni. Come ha affermato lo stesso Maduro, la storia degli aiuti umanitari è una copertura per l'aggressione contro il suo paese. Sullo sfondo della crisi, Maduro ha già interrotto le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e la Colombia.

Durante il tentativo di consegna di aiuti umanitari al confine con la Colombia, sabato sono stati bruciati diversi camion. Il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani, Luis Almagro, ha affermato che a seguito di scontri tra forze dell'ordine e manifestanti ai confini del Venezuela con Colombia e Brasile, 335 persone sono rimaste ferite.

A seguito della decisione presa da Caracas di chiudere il confine con la Colombia nella città di confine di Cucuta, molti venezuelani non sono potuti tornare nel paese. Dal momento che tutti i valichi di frontiera sono stati bloccati, hanno cercato di guadare il fiume Tachira, che separa lo stato omonimo venezuelano e il dipartimento colombiano del Nord Santander. Un gruppo di manifestanti si è unito ai migranti, chiedendo alle autorità venezuelane di accettare gli aiuti umanitari.

La Guardia Nazionale, al fine di prevenire l'attraversamento non autorizzato delle frontiere, ha usato gas lacrimogeni contro i trasgressori. In risposta, le persone che cercavano di entrare in Venezuela lanciavano pietre alle guardie di frontiera.

Il presidente dell'Assemblea nazionale del Venezuela, Juan Guaido, il 23 gennaio si è dichiarato capo dello stato per la durata del governo provvisorio. Gli Stati Uniti e molti altri paesi, tra cui più di 20 paesi europei, hanno dichiarato il proprio riconoscimento. La Russia, la Cina e molti altri paesi hanno sostenuto Nicolas Maduro come legittimo presidente del Venezuela.

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Aiuti umanitari, scontri, Situazione in Venezuela, Juan Guaidó, Nicolas Maduro, Colombia, Venezuela
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