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06:32 16 Settembre 2019
Saddam Hussein

Nipote di Saddam Hussein a Sputnik: dall'Iraq via solo con maglietta e pantaloni

© AP Photo / Chris Hondros
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La nipote dell'ex leader iracheno Saddam Hussein Hareer Hussein Kamel vive in Giordania. Si è laureata, ora si occupa della famiglia. Tuttavia non è arrivata subito una vita tranquilla. Ci sono state minacce.

Hareer Hussein Kamel ha pubblicato un libro di memorie, intitolandolo "La nipote di Saddam".

Ci parli di lei per favore

— Sono originaria dell'Iraq. Sono la figlia del generale Hussein Kamel, nipote dell'ex presidente dell'Iraq Saddam Hussein. Mia madre Raghd è la sua figlia maggiore. Ho 32 anni. Mi sono laureata presso la Facoltà di Economia dell'Università Canadese in Giordania.

Recentemente è stato pubblicato il suo libro "La nipote di Saddam". Ce ne parli.

— Il contenuto del libro corrisponde al titolo. Si tratta dei ricordi della nostra famiglia sulla vita in Iraq. Si parla di cose buone e dei problemi. Il libro fa luce sulla vita non nota al pubblico. Dopo aver letto il libro, un lettore interessato può capirci meglio. Ho iniziato a scriverlo 2 anni fa. L'ho pubblicato a mie spese. È distribuito dalla Casa della Scienza Araba.

Come e con cosa vive oggi la famiglia di Saddam Hussein?

— Dopo l'occupazione americana, tutti i bambini con le loro madri hanno lasciato l'Iraq. Il nuovo "governo" ha emanato un decreto per non darci i passaporti validi per l'espatrio, quindi siamo rimasti senza documenti. Siamo stati accolti con ospitalità in Giordania e in Qatar. Ci hanno dato i passaporti, vitto e alloggio. Essenzialmente tutti vivono così da quei giorni. Fanno eccezione quelli che si sono sposati o quelli come me che sono andati a studiare all'estero. Così hanno fatto molti nipoti di Saddam Hussein.

Ci racconti di quella notte, quando è fuggita dall'Iraq.

— Era una notte fredda e terribile. Eravamo a Mosul. Mia madre Raghd e la zia Rana, la seconda figlia di S. Hussein, sono partite immediatamente con i loro figli in Siria. Abbiamo attraversato il confine a piedi. Le guardie di frontiera siriane hanno aperto il fuoco, è stato spaventoso. Fortunatamente tutti sono rimasti illesi.

Eravate in Siria. Come siete finiti in Giordania?

— In Siria abbiamo trascorso alcuni giorni. Poi la famiglia reale della Giordania ci ha invitato. Siamo andati in questo Paese.

Come avete preso la notizia dell'arresto del presidente? La sua esecuzione?

— Sono stati giorni molto duri. Dopotutto, era il nostro presidente, nonno e amato eroe allo stesso tempo. Abbiamo seguito da vicino il processo, il tribunale, anche se era molto difficile. Penso che grazie a queste trasmissioni il mondo intero sia riuscito a conoscere il vero Saddam Hussein. Dopotutto molte persone si erano fatte delle idee sbagliate su di lui. Durante il processo tutti hanno visto come la nostra famiglia lo conosceva.

Chi dei parenti ha tradito Saddam Hussein e la sua famiglia?

— Ci sono colpevoli, li conosciamo.

Che pensa come dovrebbe essere il nuovo presidente dell'Iraq?

— Il presidente è votato dalla gente stessa. E' una loro scelta. La politica dipende dal tempo. Un capo di Stato dovrebbe guardare al futuro.

Quali sono i suoi migliori ricordi dell'Iraq?

— In Iraq andava tutto bene. Ho i ricordi migliori. Mi mancano la scuola, le vie, la casa. Dell'Iraq ho solo ricordi. Non ho portato via nulla, tranne che i pantaloni e due magliette.

Ha ricevuto minacce?

— Certo. Arrivavano costantemente, specialmente a mia madre. Per questo motivo a volte ci è stato proibito di uscire ed avere una vita normale.

Come vive in Giordania?

— Il popolo giordano ci dona amore, rispetto, cure e umanità. Ha giocato un ruolo importante nel migliorare le nostre vite, siamo riusciti ad uscire dalle sventure del passato. Il governo ci ha dato documenti, vitto, alloggio e scorta.

Cosa direbbe all'America, all'Iran e ai Paesi della regione che hanno attaccato l'Iraq?

— I risultati parlano da soli. Ora il mondo intero ha visto i risultati dell'occupazione americana. Molti hanno provato sulla propria pelle le conseguenze di quello che è accaduto. L'Iraq e il mondo intero hanno pagato un prezzo alto. Posso solo dire: "riparate quello che avere rotto…"

Cosa direbbe alla Russia?

— Mi piace molto la Russia. Penso che con l'avvento al potere di Vladimir Putin, questo Paese si stia sviluppando rapidamente.

Cosa vuol dire al popolo iracheno?

— Gli iracheni dovrebbero essere uniti per porre fine alle divisioni e all'odio. Non è solo un sogno. Abbiamo vissuto insieme per secoli. Deve ritornare così.

Saddam Hussein ha 15 nipoti. Parte di loro vive in Giordania. Altri si sono stabiliti in Qatar, ha riferito Hareer Hussein Kamel.

Tags:
Società, Saddam Hussein, Giordania, Iraq
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