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02:13 25 Agosto 2019
Bandiere Cina USA

La svalutazione della valuta non è redditizia per la stessa Cina, ha detto l'esperto

© AP Photo / Jason Lee/Pool
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Gli USA non devono temere che, nel tentativo di compensare i danni per i dazi americani, la Cina ricorra alla svalutazione della moneta, a lungo termine non sarà redditizia per Pechino, ha detto a Sputnik il ricercatore dell'accademia finanziaria Chungyan dell'università cinese popolare, Bian Junzu.

In precedenza l'agenzia Bloomberg, citando fonti, ha riferito che gli USA per i negoziati commerciali con la Cina, chiedono a Pechino di mantenere stabile il tasso di cambio dello yen,  la questione è stata sollevata nel corso di più cicli ai negoziati. Gli Stati Uniti hanno notato che qualsiasi tentativo di svalutare lo yen sarà seguito dall'emissione di tariffe più elevate da parte degli Stati Uniti. L'agenzia sottolinea che il deprezzamento della moneta potrebbe essere una strategia per contrastare i dazi statunitensi esistenti sulle importazioni cinesi.

"La svalutazione deliberata dello yen probabilmente sarà in grado nel breve termine di portare qualche beneficio, dare all'esportazione un impulso per lo sviluppo economico cinese, ma nel lungo periodo, per la crescita e lo sviluppo dell'impresa, è molto più importante avere una situazione stabile in campo monetario. In particolare questo vale per le imprese che dipendono dalle materie prime per l'importazione, che possono essere in una situazione in cui più comprano, più perdono" ha detto l'analista.

A suo parere, questa scelta temporanea non può risolvere i problemi a lungo termine per la modernizzazione del settore, e il tentativo di risolvere i propri problemi con l'altrui forze, sicuramente, porterà solo al contrasto, se altri paesi ricorrono alla pratica della svalutazione della moneta nazionale. Infine non si può raggiungere il risultato atteso stimolando le esportazioni. 

"La Cina rimane la più importante potenza commerciale, l'importazione e l'esportazione cinese si trovano in posizione stabile, la svalutazione artificiale o l'aumento del costo lede lo sviluppo economico della Cina", ha aggiunto l'esperto.

L'esperto ha aggiunto che "il cambiamento del tasso di cambio ha un effetto trascurabile su importazione e esportazione del paese, il governo cinese non condurrà questa politica monetaria, le preoccupazioni USA a riguardo sono completamente inutili". Secondo l'analista, c'è comunque la promozione attiva dell'internazionalizzazione della moneta cinese e la svalutazione artificiale vanificherebbe il perenne sforzo di Pechino in questa direzione.

"Se si confrontano gli interessi a lungo termine per lo sviluppo sostenibile dell'economia cinese, che dipendono dall'internazionalizzazione dello yen, e i benefici a breve termine dalla riduzione del cambio della valuta cinese, non credo che il governo cinese possa prendere una decisione a favore della svalutazione" ha detto. Secondo lui, poiché i prodotti cinesi sono abbastanza competitivi, gli USA vogliono controllare completamente il tasso di cambio per abbassare la competitività dei prodotti cinesi e migliorare la competitività.

Oltre a questo, ha aggiunto, gli USA, attraverso la riduzione della competitività della produzione cinese, sperano di ottenere un ritorno all'industria manifatturiera, "e ciò di per sé è una causa persa".

Il tasso di cambio della moneta cinese nel 2018 è sceso quasi del 5%, ciò ha causato preoccupazioni degli Stati Uniti sull'indebolimento intenzionale della valuta cinese per contrastare le nuove tariffe statunitensi. Dall'inizio dell'anno, lo yen ha recuperato circa il 2%. Un nuovo round di negoziati commerciali è iniziato a Washington, la delegazione USA è diretta dal rappresentante americano Robert Laightcaister, il capo del ministero delle Finanze Stephen Munchin, il ministro del commercio Wilbur Ross, l'assistente del presidente per gli affari economici Larry Kudlow, e l'assistente del presidente per le questioni del commercio Peter Navarro. La delegazione cinese è guidata dal vice premier del Consiglio di Stato cinese Liu He.

Il precedente round di negoziati cino-americani per le questioni commerciali si è tenuto a Pechino il 14 e 15 febbraio. Come riportato dopo i colloqui, la Casa Bianca, ha parlato di "dettagliati e intensi negoziati che hanno portato ad alcuni progressi ma rimane da compiere un grande lavoro".

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Tags:
politica monetaria, Moneta, Economia di mercato, Economia, Danni all'economia, politica monetaria, Cina
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