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09:45 14 Ottobre 2019
La Torre Azadi a Teheran

Il Pakistan rivela il fianco debole dell’Iran: cosa significa?

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Il pasdaran hanno avvertito le autorità pakistane che avrebbero pagato un "alto prezzo" se continueranno a fornire asilo a gruppi estremisti che hanno attaccato l'esercito iraniano nella provincia del Sistan e Balucistan. Sono stati uccisi 27 militari dei pasdaran e il gruppo Jaish al-Adl si è assunto le responsabilità dell'attentato.

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (pasdaran) ha avvertito le autorità pakistane che avrebbero pagato un "alto prezzo" se continueranno a fornire asilo a gruppi estremisti i cui militanti avevano precedentemente attaccato l'esercito iraniano nella provincia del Sistan e Balucistan nel sud-est del paese. Le vittime dell'attentato sono state 27 militari dei pasdaran. La responsabilità è stata assunta dal gruppo terroristico Jaish al-Adl, un'ala dell'organizzazione terroristica sconfitta Jundallah.  

Martedì il Comando dei pasdaran ha annunciato che l'attentatore suicida che ha attaccato le truppe iraniane nel sud est del paese era un cittadino del Pakistan. "Il terrorista suicida e altri due membri del gruppo che ha attaccato le forze dei pasdaran, erano pakistani" ha dichiarato il comandante delle forze di terra dei pasdaran Mohammad Pakpur.

In un'intervista con Sputnik, Pir-Mohammad Mollazehi, uno esperto di scienze politiche iraniano, specialista in questioni dell'Afghanistan, del Pakistan e dell'India dell'università di Teheran, discute su come il partenariato con l'Arabia Saudita e il suo sostegno finanziario per Islamabad sia collegato al recente attacco terroristico, quanto sono probabili degli attacchi missilistici iraniani sul territorio dei suoi vicini e perché esiste ancora un "Triangolo d'oro" che rafforza la posizione dei terroristi alla frontiera e che lega le mani delle forze di sicurezza iraniane:

"Come reagirà l'Iran dipende dalle conclusioni finali degli iraniani sull'attacco. I pakistani non sono d'accordo con il fatto che appoggino i gruppi radicali che operano in questa regione contro l'Iran. Il fatto è che Islamabad ha i suoi problemi. Ad esempio con l'India nella regione del Kashmir: ci sono gruppi come Lashkar-i-Tayyaba che si dice sia supportato dal servizio speciale pakistano (ISI). Guarderemo anche al confine con l'Afghanistan, dove anche il Pakistan è accusato di sostenere effettivamente i talebani e la rete Haqqani, che stanno combattendo contro il governo centrale dell'Afghanistan. È difficile immaginare che al confine con un paese terzo (Iran) sarà calmo. Quindi sono questioni molto serie. Molto probabilmente, anche il Pakistan non controlla la situazione (al confine con l'Iran), ci sono aree in cui le autorità centrali sono inattive, ad esempio in Balucxistan. C'è un posto chiamato il Triangolo d'oro, dove non ci sono autorità pakistane, iraniane o afghane. Qui vengono ospitati gruppi radicali e il contrabbando di droga è fiorente. Pertanto, a mio parere, l'Iran non dovrebbe ricorrere a misure severe, ma seguire la strada per studiare la situazione e cooperare con le autorità pakistane, le guardie di frontiera e i servizi speciali.

Sputnik: l'Iran può agire sul territorio di un paese straniero (il Pakistan) per colpire i terroristi? Soprattutto se si considera che i rapporti tra Teheran e Islamabad non sono simili ai rapporti tra Teheran e Damasco, dove l'Iran può bombardare le posizioni di combattimento dei ribelli dalla sua base in Siria.

Mollazehi: No, non penso che gli iraniani lo faranno. Perché potrebbe essere una trappola per loro. In effetti, gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e Israele stanno cercando di creare un problema per il Pakistan e l'Iran. Stanno cercando di attirare Islamabad nella cosiddetta "NATO araba". Qualsiasi scontro tra Iran e Pakistan può portare a una guerra distruttiva, da cui l'Iran non trarrà alcun vantaggio. La guerra può sfuggire al controllo e questo porterebbe all'intervento d'Israele e degli Stati Uniti nella regione.

Sputnik:  Fino a che punto il gruppo Jaish al-Adl è legato all'Arabia Saudita?

Mollazehi: Il fatto è che nessun gruppo partigiano o gruppo terrorista jihadista, indipendentemente da come si definiscono, può agire senza il supporto esterno. Perché hanno bisogno di soldi e armi. In termini ideologici, Jaish al-Adl è legato allo Stato Islamico e lo supporta in Siria. Non ci sono informazioni affidabili sulla connessione di Jaish al-Adl con l'Arabia Saudita, ci sono solo speculazioni.

Sputnik: potrebbero verificarsi altri attentati in Iran?

Mollazehi: potrebbero verificarsi. Perché i loro prerequisiti continuano a esistere sia nella regione che in Iran.

Sputnik: Cosa ne pensa, quale sarà la reazione degli iraniani agli attacchi terroristici nel paese, e come può la gente impedire un attacco terroristico? Può l'auto-consapevolezza dei residenti aiutare a prevenire tali incidenti?

Mollazehi: Purtroppo no. Gli abitanti di Sistan e del Belucistan non hanno una così alta consapevolezza di sé. Perché ci sono molti problemi: povertà, disoccupazione e senso di discriminazione religiosa. Fino a quando non saranno risolti, non si può sperare che le persone vengano, donino denaro o prendano parte alla risoluzione di questi problemi.

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Terrorismo, pasdaran, Sputnik, Teheran, Pakistan, Iran
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