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19:30 22 Agosto 2019
Bandiera della Polonia

La Polonia pretende le scuse da Israele per le accuse di antisemitismo

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La Polonia potrebbe rifiutare di partecipaere al vertice del Gruppo di Visegrad del 19 febbraio a Gerusalemme, a causa delle accuse di antisemitismo mosse dal ministero degli esteri israeliano contro i polacchi. Lo ha dichiarato oggi il capo della cancelleria polacca Michal Dvorchik.

"Dopo la dichiarazione del ministro degli esteri israeliano, qualsiasi partecipazione polacca al summit V4 in Israele è sotto un grande punto interrogativo", ha affermato Dvorchik.

Domenica scorsa è stato annunciato ufficialmente che il premier polacco Mateusz Moravetsky non sarebbe andato a Gerusalemme per incontrare i leader dei paesi del Gruppo di Visegrad e Israele, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato i polacchi di essere stati complici dei dell'Olocausto. Quindi la Polonia al vertice sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Jacek Chaputovich. In seguito, anche il ministro degli esteri israeliano Israel Katz, durante una trasmissione televisiva, ha apertamente accusato i polacchi di antisemitismo. 

"In diplomazia si cerca sempre di non offendere nessuno. Tuttavia è una verità storica: i polacchi hanno collaborato con i nazisti. Come ha detto Yitzhak Shamir, hanno assorbito l'antisemitismo con il latte materno. Non possiamo abbellire la storia, e noi siamo quelli che tengono la memoria Olocausto, e continueremo a farlo", ha detto.

L'ambasciatore polacco in Israele, Marek Magerowski, ha definito queste parole assolutamente inaccettabili.

"È davvero sorprendente che il neo ministro degli esteri israeliano faccia un commento così vergognoso e razzista, assolutamente inaccettabile", ha scritto su Twitter.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato, giovedì, la legge che riconosce il popolo e lo stato polacchi responsabili dei crimini dell'Olocausto. I media israeliani hanno citato il primo ministro, che ha affermato che "i polacchi hanno collaborato con i nazisti".

Secondo la versione ufficiale, lo scandalo sarebbe stato causato dall'errata traduzione dall'ebraico di un articolo in una delle pubblicazioni in lingua inglese, che utilizzava la parola "polacchi" con l'articolo determinativo — the poles, i polacchi — , incolpando una nazione intera invece che i singoli responsabili dei crimini.

Il direttore dell'Ufficio presidenziale polacco, Krzysztof Schersky, ha scritto su Twitter che quello che è successo era "un esempio di manipolazione giornalistica malevola". In seguito, tuttavia, il viceministro degli esteri Shimon Shinkovsky Vel Sienk ha affermato che la risposta israeliana a Varsavia è stata considerata "non abbastanza chiara" ed è in attesa di ulteriori chiarimenti.    

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Tags:
olocausto, accuse, antisemitismo, Gruppo di Visegràd, Israele, Polonia
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