19:23 20 Giugno 2019
Gli scarafaggi

Schifosi, ma utili: usare gli scarafaggi per le datazioni dell’era glaciale

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L’uomo ha da sempre convissuto con creature poco piacevoli: pidocchi, cimici, scarafaggi e altri insetti.

Come hanno evidenziato le più recenti ricerche, questi parassiti contribuiscono a rispondere alle più complicate domande dell'archeologia: quando l'Homo sapiens ha lasciato l'Africa? Chi ha cominciato a indossare vestiti? È vero che già l'uomo di Neanderthal si vestiva?

Gli scarafaggi amano il caldo

All'inizio del XIV secolo sulla Terra cominciò a fare più freddo: gli inverni si fecero più lunghi e rigidi, mentre le estati corte e grigie. Era arrivata la cosiddetta Piccola era glaciale. Non si sa esattamente quanto durò. Secondo le fonti ufficiali della NASA, la Piccola era glaciale durò dal 1550 al 1850 con qualche interruzione. Alcuni ricercatori sostengono che la "glaciazione" cominciò un po' prima e che fu provocata da eruzioni vulcaniche verificatesi a metà del XIII secolo.

"Con quali dati lavorano i geofisici e i paleoclimatologi per determinare il periodo approssimativo in cui la temperatura è cambiata? Usano il terreno, i muschi, i cerchi nei tronchi degli alberi", spiega Sergey Turov, dottore di ricerca in storia e docente della cattedra di storia nazionale presso l'Università statale di Tyumen.

"Questi cerchi concentrici possono dipendere dal microclima della data località, dalle acque freatiche, dal paesaggio e da molti altri fattori. Ma, ad esempio, per lo studio della Piccola era glaciale nella Russia asiatica la dendrocronologia non è il metodo più adatto. Infatti, il nostro clima ha una particolarità: vi sono spesso incendi boschivi, per questo è difficile trovare alberi con più di 50-60 anni. Mentre nella tundra questi cerchi concentrici sono del tutto assenti. Quanto al terreno, anche in questo caso non è facile. Infatti, dai dati forniti da pedologi dell'età cateriniana si evince che negli anni '30 del XVIII secolo nella taiga settentrionale si verificò un riscaldamento climatico globalizzato. Ma le fonti storiche riportano cose diverse. Uno dei partecipanti alla Grande spedizione del nord (1734-1738) scrive che non riuscirono ad attraversare il Golfo dell'Ob nemmeno durante l'estate per via dei ghiacci. Dunque, in tali condizioni i migliori indicatori dei cambiamenti climatici non sarebbero né gli alberi né il suolo, ma gli insetti, tanto più che abbiamo tracce storiche a sufficienza delle loro migrazioni".

Dopo aver analizzato una grande mole di dati sull'improvvisa comparsa nella Siberia occidentale degli scarafaggi rossi comuni e delle locuste, lo scienziato ha messo in correlazione questo fenomeno con le singole fasi della Piccola era glaciale e, in particolare, con la fase ascendente, ovvero quella del riscaldamento.

"Gli insetti amano il caldo. Quando le temperature medie aumentano, gli insetti si espandono in nuovi territori. Ad esempio, nel 1764 il governatore della Siberia Chicherin inviò un comunicato al Senato con cui riferiva di un'invasione di locuste nella Siberia occidentale e chiedeva di congelare i prezzi del pane e di eliminare le tasse. Si trattava di un animale gregario proveniente dal Kazakistan, cioè da sud. Poteva essere anche lo scarafaggio rosso, la cui presenza è registrata nella regione dell'Altay insieme a quella della locusta", precisa il ricercatore.

Questo approccio è definito da Turov entomologia storica. Lo scienziato ritiene che questo strumento scientifico permetterà di determinare in maniera più precisa la cronologia dei cambiamenti climatici e la correlazione tra questi e i processi storici.

Vestiti pidocchiosi

Nel 2003 i genetisti e gli antropologi dell'Istituto Max Planck di antropologia evolutiva, studiando campioni del DNA mitocondriale di due specie di pidocchi, il Pediculus humanu capitis e il Pediculus humanus corporis, hanno stabilito che queste specie si separarono 70.000 anni fa. Ma ciò significa che già allora gli uomini indossavano vestiti: infatti, il Pediculus humanus corporis vive nelle loro pieghe.

Nel 2011 alcuni scienziati americani, mettendo a confronto i genomi di queste due specie di pidocchi, hanno appurato che la suddivisione delle specie e, di conseguenze, la comparsa dei vestiti si verificò leggermente prima, circa 170.000 anni fa. Ed è altamente probabile che fu un'innovazione introdotta non da nostri antenati, ma dall'uomo di Neanderthal.

"L'Homo Sapiens al tempo non aveva ancora lasciato l'Africa ed è poco probabile che gli servisse qualcosa di più di un semplice pezzo di stoffa (ed è già tanto). Mentre l'uomo di Neanderthal visse proprio uno dei periodi climatici più rigidi di tutta la storia", scrive in un suo libro Leonid Vishnyatsky, archeologo e collaboratore dell'Istituto di Storia della cultura materiale presso l'Accademia russa delle scienze.

Un'evoluzione che parte dalle caverne

Per lo studio di queste epoche antiche ci viene in aiuto anche un altro ectoparassita, la cimice da letto. Secondo i dati di paleontologi cinesi, questo insetto si nutriva del sangue dei dinosauri. Quando questi giganti si estinsero, le cimici da letto si attaccarono ai pipistrelli e tramite loro entrarono in contatto anche con l'uomo.

Una volta lasciata l'Africa tra i 70 e i 170.000 anni fa (i dati sono discordanti e dipendono principalmente dalle datazioni degli antichi resti di Homo sapiens rinvenuti in Eurasia), i nostri antenati si insediarono nelle grotte in cui già vivevano i pipistrelli.

L'analisi del genoma di varie popolazioni della cimice da letto, Cimex lectularius, la quale si nutre del sangue di uomini e pipistrelli, ha evidenziato che, nonostante l'antenato comune, questi insetti sono molto diversi l'uno dall'altro.

La Cimex lectularius, parassita dell'uomo, è meno geneticamente varia. Di questa specie sono caratteristici gli incroci tra parenti e la resistenza alle sostanze chimiche con le quali l'uomo tenta di disinfestare la casa.

Inoltre, in laboratorio sia le cimici da letto selvatiche sia quelle "addomesticate" non danno seguito a una prole: questo potrebbe essere segno della creazione di una nuova specie.

Al momento gli scienziati stanno tentando di determinare il momento in cui le due varietà di Cimex lectularius si sono suddivise per appurare quando esattamente l'Homo sapiens è arrivato in Eurasia.

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Ricerca scientifica, Insetti
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