18:31 01 Ottobre 2020
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Le isole Solovetskiye, meglio conosciute come ‘Solovki’, sono un arcipelago al centro del Mar Bianco con una estensione territoriale modesta ma di una importanza e valore storico particolari per la Russia. Iniziamo da qui per la nuova serie di Sputnikpedia – dopo le Repubbliche della Federazione, adesso andremo sulle isole.

Centro monastico già dal XV secolo, poi principale gulag e centro smistamento prigionieri politici, dagli anni '70 riserva naturale e nuovamente luogo di culto. Nel 1992 l'arcipelago è stato inserito tra i Patrimoni dell'Umanità UNESCO ed oggi viene riscoperto dal turismo interno, ma anche internazionale, che qui trova storia, spiritualità e il fascino della natura nordica. Molti sono anche coloro che vengono in pellegrinaggio a ricordare parenti persi nei campi gulag e le prigioni.

L'isola più grande ha le dimensioni dell'isola d'Elba e le 6 isole principali, più il centinaio di isolotti e scogli che completano l'arcipelago, occupano una superficie complessiva che non supera i 350 km2. Amministrativamente l'arcipelago fa parte dell'Oblast' (regione) di Arcangelo nel Circondario Federale NordOccidentale. Sono attualmente abitate da non più di 900 persone ma molti vivono qui solo nel periodo estivo sfruttando le possibilità di pesca e turismo mentre in inverno rimangono sopratutto i monaci. Il mare mitiga il clima ma la latitudine, siamo a soli 160 km dal Circolo Polare Artico, impone comunque inverni piuttosto lunghi e rigidi. Il mese più freddo di solito è febbraio, con una media di —10°C e minime che scendono di solito non oltre —16°C. Il minino assoluto registrato è stato comunque un —32°C. Le estati sono tiepide e, grazie al mare, mai afose. Le piogge sono moderate, statisticamente intorno ai livelli della nostra costa adriatica.

Le isole sono collegate al continente sopratutto via traghetto, c'è anche un piccolo aeroporto che accoglie aeromobili di piccola stazza provenienti da Arcangelo e Petrozavodsk. Non esistono strade asfaltate. L'energia elettrica viene fornita da una stazione diesel ma, per ragioni ecologiche, si sta cercando di convertire tutto con tecnologia eolica anche se non sembra impresa facile data la forse insufficente forza dei venti sull'arcipelago.

IL MISTERO DEI LABIRINTI DI PIETRA
Sull'isola Zayatsky, grande neppure un chilometro quadrato e mezzo, si trovano i famosi labirinti delle Solovky. I locali li chiamano ‘vaviloni'. Si tratta di curiose formazioni in pietra fatte da antichi abitanti, o forse solo pescatori di passaggio nel periodo estivo, di origine probabilmente celtica. Tantissime ipotesi sono state formulate sul significato di queste pietre raccolte e poste in spirali che arrivano a diametri anche di 20 metri. Forse riti propiziatori dei druidi, i sacerdoti celti, forse facevano parte di complesse cerimonie funebri. Alcuni sono arrivati a teorizzare misteriosi legami extraterrestri come con le linee di Nazca. Il mistero è apparentemente infittito dal fatto che queste pietre hanno una origine geologica estranea alle Solovky. Provengono infatti dalla Carelia. In realtà l'intero arcipelago è caratterizzato da pietre provenienti dalla scandinavia che sembrano cadute qui dal cielo e non portate qui dall'uomo. In effetti, in un certo senso, proprio dal cielo sono cadute. Durante l'ultima glaciazione infatti, la lingua di ghiaccio estendendosi verso il Mar Bianco, ha portato con sè pietre strappate dalle montagne rocciose della Carelia, quando poi il ghiaccio si è sciolto, ecco appunto che le pietre sono ‘cadute' come dal cielo. L'erosione ha fatto poi il lavoro di smussarle. L'uomo evidentemente, è intervenuto solo in ultimo divertendosi forse anche solo a giocarci con quelle pietre. Nelle isole abitate stabilmente quelle stesse pietre vennero piuttosto impiegate per l'edilizia.

La Pietra delle Solovky
© Sputnik . Piotr Cernov
La Pietra delle Solovky
LA 'PIETRA DELLE SOLOVETSKIYE' (monumento di fronte alla Lubjanka a Mosca). Nel 1990 una di quelle pietre, presa precisamente dal porto di Tamarin dove approdavano i prigionieri politici, è stata posta nella piazza di fronte al palazzo della Lubjanka a Mosca. Oggi è il luogo di incontro a Mosca per la giornata della repressione politica che si celebra tutti gli anni il 30 ottobre ed è patrocinata sia da autorità governative che dalle opposizioni.

Quest'anno, a causa di lavori in corso alla Lubjanka, il Sindaco di Mosca aveva proposto di spostare la manifestazione al ‘Muro del Dolore', un altro importante monumento in memoria dei duri anni della repressione che si trova sul viale Sakharov, sempre in centro città. Le proteste dei sostenitori della manifestazione hanno costretto le autorità della Capitale a ritirare la proposta e confermare la Pietra delle Solovetskiye come luogo di ritrovo. D'altra parte proprio il palazzo della Lubjanka era al tempo la sede dell'NKVD dove venivano firmati i mandati di cattura per reati politici durante lo stalinismo (in epoca successiva KGB, oggi FSB). Era qui che iniziava l'incubo per milioni di persone negli anni della repressione. Tra il 1930 e il 1953 dati ufficiali attestano a quasi 4 milioni i condannati dalla Lubjanka. I fucilati, compresi i casi dagli anni 1923, si stimano 800mila. Le condanne politiche intorno al milione e mezzo. Discorso a parte poi le deportazioni etniche. Quasi tutti gli storici russi sono concordi nell'affermare che si tratta di cifre calcolate per abbondante difetto.

Laminarie giganti
© Sputnik . Ekaterina Cesnikova
Laminarie giganti
LE LAMINARIE GIGANTI
Oltre ai servizi per il turismo, alla pesca e l'allevamento, una delle attività economiche più diffuse nell'arcipelago è la raccolta delle alghe laminarie. Le acque fredde ed i fondali bassi e pietrosi permettono uno sviluppo ideale di questi vegetali marini che qui arrivano a superare i 3 metri di lunghezza. Una volta essiccate vengono vendute per uso erboristico e cosmetico oltre che alimentare.

STORIA
A parte le tracce lasciate dai popoli che si divertirono a giocare con le pietre portate dai ghiacci durante l'ultima glaciazione, sicuramente sono stati su queste isole careliani e lapponi. Il primo insediamento stabile tuttavia fu quello dei monaci German, Zosima e Savvatij che tra il 1429 e 1436 fondarono il monastero appunto Solovetskiye. Alla fine del secolo successivo il monastero venne dotato di mura di pietra e postazioni di difesa. Al tempo stesso iniziava anche ad essere utilizzato come luogo di esilio. Nel secolo XVII lo Zar Michail Romanov (Michele di Russia), intuendo l'importanza strategica della posizione delle isole, ordinò di rafforzare mura e sistemi di difesa affiancando al monastero anche una posizione militare. Va da sè che crebbe l'utilizzo delle isole anche come luogo di esilio forzato per detenzioni sopratutto politiche ma solo con l'arrivo dei boscevichi venne messa completamente fine alla funzione spirituale del monastero. Nel 1920 vennero confiscate tutte le proprietà e trasformate parte in sovchoz (azienda agricola statale), parte in prigione. Nel 1923 veniva istituito il famoso SLON —  (‘Solovetskiye Lager Osobogo Naznačenija') Campo di prigionia delle Solovetskiye per scopi speciali (l'acronimo contiene anche un gioco di parole — ‘slon' in russo signifca ‘elefante'). Questo fu prima un campo di lavori forzati per prigionieri specificatamente politici, poi prigione. Era anche centro di smistamento, da qui molti prigionieri venivano poi deportati nei campi gulag dell'estrema siberia. Nel 1939 si calcola che erano già transitati su queste isole quasi un milione di detenuti. Non esistono cifre certe del totale dei giustiziati o deceduti per stenti e malattie, lo stesso Aleksandr Solženitsyn nella sua opera ‘Arcipelago Gulag' parla molto e descrive nel dettaglio queste isole e le condizioni di vita nei campi ma nessuno è riuscito mai a realizzare una contabilità esatta. Quello che invece è certo è che oggi in Russia nessuno si nasconde questo duro passato ed anzi anche le autorità promuovono la memoria di quei difficili tempi. Dopo la morte di Stalin e, sopratutto, dopo il discorso al XX Congresso del PCUS del 1956, con il quale Nikita Krusciov prese la famosa netta posizione contro lo stalinismo, la successiva riabilitazione dei prigionieri politici e dei deportati etnici, il sistema gulag venne man mano smantellato anche se la chiusura ufficiale è datata solamente 1960. Dal 1990 le isole sono tornate ad essere luogo di spiritualità con la riapertura del monastero, due anni dopo l'UNESCO ne riconosceva il valore di patrimonio mondiale e oggi sono sempre più meta di pellegrinaggio e turismo. Attualmente il monastero è soggetto ad importanti lavori di restauro che è previsto debbano concluderi alla fine di quest'anno e porteranno le isole ad essere una meta di visita tra le più importanti della Russia.

  • Il monastero e le caratteristiche pietre glaciali delle Solovky
    Il monastero e le caratteristiche pietre glaciali delle Solovky
    © Sputnik . Aleksandr Lyskin
  • Diga di pietre sull'isola grande
    Diga di pietre sull'isola grande
    © Sputnik . Vladimir Trefilov
  • Uno dei misterosi labirinti di pietra delle Solovky
    Uno dei misterosi labirinti di pietra delle Solovky
    © Sputnik . Vladimir Trefilov
  • Raccolta della laminarie al porto di Rebolda sull'isola grande
    Raccolta della laminarie al porto di Rebolda sull'isola grande
    © Sputnik . Vladimir Trefilov
  • Vista del monastero notturna in estate
    Vista del monastero notturna in estate
    © Sputnik . Sergey Pyatakov
  • Solovky, fuori dal monastero in estate
    Solovky, fuori dal monastero in estate
    © Sputnik . Sergey Pyatakov
  • Escursioni turistiche nei laghetti interni delle isole
    Escursioni turistiche nei laghetti interni delle isole
    © Sputnik . Yurj Zaritovksy
  • Chiesa della Santissima Trinità all'Eremo dell'isola di Anzere
    Chiesa della Santissima Trinità all'Eremo dell'isola di Anzere
    © Sputnik . Sergey Kompaniycenko
  • Solovky - isolamento invernale
    Solovky - isolamento invernale
    © Sputnik . Vasiliy Batanov
  • Mar Bianco ghiacciato durante il periodo invernale
    Mar Bianco ghiacciato durante il periodo invernale
    © Sputnik . Vasiliy Batanov
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© Sputnik . Aleksandr Lyskin
Il monastero e le caratteristiche pietre glaciali delle Solovky

LINK PER APPROFONDIMENTI:

  • Monastero — ripresa aerea (drone). Video (muto).
  • TV show itinerante ("Поедем, поедим!") — puntata sulle isole Solovetskiye (lingua russa)
  • Intervista — come passano l'inverno gli abitanti delle Solovky (lingua russa)
  • Video reportage di viaggio di turisti russi (lingua russa) — monastero, prigioni, labirinti
Tema:
SPUTNIKPEDIA (33)
Tags:
Russia
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