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07:26 23 Luglio 2019
Foto dell'occhio spaziale fatta con il telescopio Hubble.

Astronomia, scoperto un nuovo pianeta "oceanico" nel sistema solare

© Foto: ESA/Hubble & NASA
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Le tracce delle eruzioni di un criovulcano su Cerere hanno aiutato gli scienziati a dimostrare che sotto la superficie di questo pianeta nano si trova un oceano. Lo riporta la rivista Geophysical Research Letters.

"I criovulcani possono essere la culla della vita nell'universo. Per questo stiamo cercando di capire come funzionano le sorgenti d'acqua che li alimentano, nascoste sotto il guscio ghiacciato dei pianeti, e come si comportano", ha detto Marc Hesse dell'Università del Texas.

Le prime immagini di Cerere scattate dalla sonda Dawn nel marzo 2015, dopo il suo arrivo sul pianeta nano, hanno rivelato due strane strutture che nessuno si aspettava di vedere: misteriose macchie bianche nel cratere di Okkator, tracce di un denso "salamoia" e il monte Ahun di 4000 metri d'altezza.

Successivamente, gli scienziati della missione Dawn scoprirono che Ahun è un antico criovulvano estinto, e le macchie bianche risultarono essere tracce di eruzioni dai suoi "fratelli". Inoltre, in altre regioni, gli scienziati hanno trovato depositi di ghiaccio "puro", indicando che la superficie di Cerere è in costante mutazione, dal momento che questi ghiacci dovrebbero essere evaporati nello spazio già da tempo.

Tali scoperte hanno portato alcuni esperti a suggerire che nelle profondità del pianeta nano potrebbe esserci un oceano subglaciale, ghiacciato o ancora liquido, pieno di una specie di "salamoia" o di acqua pura riscaldata da una fonte di calore ancora sconosciuta.

I planetologi discutono da diversi anni su come possa esistere su Cerere acqua liquida. Hesse e i suoi colleghi hanno studiato la composizione chimica delle emissioni di "magma d'acqua" del criovulcano e le loro proprietà fisiche, così come le caratteristiche della superficie di Cerere.

Gli scienziati erano interessati a capire come le grandi riserve di sali e composti di metano nel presunto oceano sottomarino e negli strati solidi delle profondità del pianeta nano sono influenzate dal modo in cui conducono il calore. Per farlo, i planetologi hanno creato modello computerizzato di Cerere ed eseguito i calcoli.

Si è scoperto che il "magma d'acqua" dei criovulcani si è indurito molto più lentamente di quanto supponessero i planetologi: è rimasto liquido per 6-10 milioni di anni dopo la sua formazione. Allo stesso tempo, la velocità del suo raffreddamento dipendeva molto dal volume di questa "salamoia": più ce n'era, più lentamente perdeva calore.

Entrambi, secondo Hesse, indicano che sotto il cratere di Okkator deve esserci un serbatoio subglaciale molto grande, situato a grande profondità dalla superficie. Non potrebbe essere stato formato dalla caduta di un asteroide, e quindi la sua formazione non può essere spiegata senza la presenza di un oceano subglaciale nel mantello di un pianeta nano.

Questo oceano, a sua volta, se l'acqua in esso ha una composizione simile, così come la "progenitrice" di macchie sulla superficie di Cerere, esisterà quasi eternamente a causa delle alte temperature e pressioni che prevalgono negli strati profondi del mantello del pianeta nano.

Gli scienziati sperano che le immagini e i dati raccolti dalla sonda Dawn negli ultimi mesi della sua vita, dopo un attento avvicinamento alla superficie di Cerere, li aiuteranno a provare questa ipotesi.    

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Acqua, Astronomia, Spazio
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