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18:23 17 Luglio 2019
Antonio Tajani

Esperto spiega la dura reazione di Croazia e Slovenia a Tajani sull’Istria italiana

© AP Photo / Jean-Francois Badias
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Lo storico serbo Cedomir Antic, in un’intervista a Sputnik, ha commentato la recente dichiarazione del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, sull'Istria e la Dalmazia italiane, che ha tanto indignato Croazia e Slovenia.

"Queste regioni sono state storicamente parte della Repubblica di Venezia e, secondo la versione dei nazionalisti italiani, anche dell'impero romano. Queste regioni in gran parte hanno ereditato la cultura urbana italiana. Tuttavia, la popolazione è sempre stata in prevalenza slava: croati, sloveni e, in alcune parti, serbi. Furono promesse all'Italia con il trattato di Londra del 1915, ma i termini di questo accordo non furono mai pienamente rispettati. L'Istria ha fatto parte del Regno d'Italia fino al 1945", spiega Antic.

Oltre all'Istria, continua l'esperto, dopo la prima guerra mondiale, l'Italia ricevette le città croate di Fiume e Zara, mentre nel 1941 l'Italia si è annessa la maggior parte della Dalmazia e la baia di Kotor (della costa montenegrina al confine con la Croazia). La disputa territoriale tra Italia e Jugoslavia fu risolta solo nel 1975, quando le parti firmarono un trattato di pace a Osimo.

Secondo Antic, in Dalmazia, Istria e sulla costa slovena, vivevano circa 300.000 italiani.

"Dopo la guerra, furono cacciati da qui come i tedeschi dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca. Attualmente, questo problema non può essere considerato politicamente rilevante: i confini in Europa sono immutabili e l'Italia è d'accordo su tutto. Tuttavia, la dichiarazione di Tajani ha infiammato l'opinione pubblica croata e slovena", osserva lo storico.

L'esperto osserva quanto sia sensibile la società croata e slovena alla questione dell'espulsione degli italiani dopo la seconda guerra mondiale, prendendo come esempio gli eventi della fine degli anni '80, quando i leader delle repubbliche jugoslave di allora appoggiavano gli albanesi del Kosovo nella loro ricerca di indipendenza dalla Serbia.

Antic ricorda che allora Dobrica Cosic (primo presidente della Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1992-1993) ha dichiarato che in questo caso varrebbe la pena discutere non solo dei confini della Serbia, ma anche di altri confini, come quelli dell'Istria e del litorale sloveno. Lubiana e Zagabria reagirono a quella dichiarazione con la stessa durezza con cui oggi hanno reagito alle affermazioni di Tajani.

"Obiettivamente, l'espulsione degli italiani è una pagina vergognosa della storia croata e slovena. Ma a causa di certe peculiarità dell'identità nazionale, l'odio per i serbi eclissò nella coscienza della società croata le contraddizioni storiche con le altre nazioni. È interessante notare che in Istria, ad esempio, il sentimento anti-italiano non ha mai prevalso, piuttosto il contrario", conclude Antic.    

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Tags:
esperto, Antonio Tajani, Croazia, Slovenia, Italia
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