01:22 16 Giugno 2019
Eventi di lutto nella città serba di Niš

Serbia: 77 anni fa la prima fuga di massa da un campo di concentramento tedesco in Europa

© Foto : Sergey Gluzhenko (centro "Memoriale")
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Oggi, 12 febbraio, si sono svolti eventi di lutto nella città serba di Niš, dedicata al 77° anniversario della rivolta nel campo di concentramento Crveni Krst, in seguito alla quale un gruppo di prigionieri riuscì a sfuggire all'inevitabile esecuzione unendosi poi ai reparti partigiani.

Il nome assegnato al campo di concentramento a Niš (Anhalter Lager des Nisch o Lager Nich) non dovrebbe trarre in inganno: è stato "battezzato" con il nome della vicina stazione ferroviaria — campo Crveni krst (Croce Rossa), ma per pietà questo posto non aveva assolutamente nulla da fare.

Inizialmente, il 9 aprile 1941, nei magazzini e nelle caserme situate nella zona industriale di Niš, i tedeschi allestirono un campo di prigionieri di guerra. Tuttavia, il flusso di prigionieri di guerra si ridusse rapidamente, non senza l'aiuto di esecuzioni punitive di massa: secondo i dati presentati nel libro di Venceslav Glisic "Il terrore e i crimini della Germania nazista in Serbia. 1941-1944" scritto nel 1970 (Teror i zločin nacističke Nemačke u Srbiji 1941-1944), i tedeschi uccisero 100 prigionieri serbi per ogni soldato della Wehrmacht ucciso e 50 per ogni uomo ferito.

Poi, dopo l'attacco all'Unione Sovietica, dalla fine di giugno del 1941, Crveni Krst si trasformò in prigione prima, e a settembre dello stesso anno in un campo di concentramento, dove venivano tenuti prigionieri ebrei, zingari e vari "nemici del Reich" come i cetnici (monarchici serbi), e partigiani (milizie comuniste serbe).

  • La mostra fotografica Volti dei campi di concentramento
    La mostra fotografica "Volti dei campi di concentramento"
    © Foto : Sergey Gluzhenko (centro "Memoriale")
  • La mostra fotografica Volti dei campi di concentramento
    La mostra fotografica "Volti dei campi di concentramento"
    © Foto : Sergey Gluzhenko (centro "Memoriale")
  • Eventi di lutto nella città serba di Niš
    Eventi di lutto nella città serba di Niš
    © Foto : Sergey Gluzhenko (centro "Memoriale")
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© Foto : Sergey Gluzhenko (centro "Memoriale")
La mostra fotografica "Volti dei campi di concentramento"

Nell'ottobre del 1944, prima della liberazione del campo, i tedeschi distrussero gli archivi e la maggior parte della documentazione del campo, quindi il numero delle vittime in diverse fonti varia considerevolmente: da 30.000 a 40.000 prigionieri passarono dal campo in 3 anni e mezzo, mentre circa 10.000 prigionieri furono fucilati sulla vicina collina di Bubanj.

Secondo i dati presentati in vari articoli e libri dello storico serbo Alexander Dindic, i prigionieri erano divisi in cinque categorie: prigionieri, ebrei, partigiani, cetnici e stranieri, e prigionieri della "prima categoria".

Il curatore del complesso museale-memoriale Nebojsa Ozimic del campo nel suo commento al portale serbo Blic nel 2016 ha notato che la "struttura" locale aveva caratteristiche specifiche. Per esempio, il campo conteneva bambini in relazione ai quali la dirigenza nazista usava una pratica piuttosto insolita: il padre poteva salvare suo figlio prendendo volontariamente il suo posto. Ha anche parlato di celle d'isolamento in cui il pavimento freddo era completamente coperto di filo spinato: i prigionieri non potevano né sedersi né sdraiarsi, ed era impossibile dormire e facendo impazzire i prigionieri a causa della deprivazione del sonno.

Nella sua monografia del 2011 "Il campo nella cresta rossa" Ozimic ha scritto che le esecuzioni di massa di prigionieri venivano svolte in base a un programma: il martedì e il venerdì. Ma il 12 febbraio 1942, un giovedì, un gruppo di prigionieri decisу di non attendere il venerdì, che sarebbe potuto essere l'ultimo per loro.

Il curatore dell'esposizione del complesso memoriale "12 febbraio" ha raccontato a Sputnik della prima fuga di massa dal campo di concentramento nazista:

"Tenendo conto del fatto che i prigionieri del campo sapevano della prossima esecuzione di massa sulla collina di Bubanj, prevista per il 13 febbraio, che doveva essere un atto di "rappresaglia" per i soldati tedeschi morti, il gruppo di prigionieri decise di fuggire. Avevano programmato di fuggire di notte alla vigilia dell'esecuzione. La sera del 12 febbraio, durante la passeggiata serale, i prigionieri si precipitarono alla porta del campo. Ma i tedeschi già sapevano del loro piano e bloccarono il cancello. Poi i prigionieri iniziarono a fuggire proprio attraverso il filo spinato. Dei 147 partecipanti alla fuga, 105 riuscirono a scappare dal campo entrando in reparti partigiani, 42 persone rimasero uccise".

Nel libro del 1984 di Miroslav Milovanovic, "Il Campo di Crveni Krst " si riporta il ricordo di un testimone oculare di quegli eventi:

"La neve in tutto il cortile era rossa di sangue. Il recinto di filo spinato a tre strati è stato reciso in diversi punti, come su un campo di battaglia. Poi hanno portato fuori un gruppo di ebrei con pale e zappe per scavare buche nelle quali i corpi dei prigionieri morti sarebbero stati sepolti dopo cena. I cittadini, che avevano qualcuno della famiglia nel campo, camminavano intorno al recinto nei giorni successivi per scoprire se i loro parenti erano vivi o no."

Secondo l'interlocutore di Sputnik, questa è stata la prima rivolta in un campo di concentramento in tutta l'Europa occupata. Il coraggio di questa gente disarmata ed emaciata che ha deciso di liberarsi a qualsiasi costo o morire costò caro agli altri prigionieri: secondo dati approssimativi, dopo la fuga di massa nel campo di Niš, furono uccisi circa 1.000 prigionieri, 100 per ogni fuggiasco.

Ozimic ricorda che il 12 febbraio a Niš si celebra per commemorare tutte le vittime innocenti del nazismo fin dal 1945. Nel 1969, il complesso commemorativo "12 febbraio" fu aperto sul sito del campo di concentramento "Crveni krst". Durante il bombardamento NATO della Repubblica Federale di Jugoslavia, il complesso museale è stato notevolmente danneggiato, ma al momento è stato quasi completamente restaurato e ha una vasta esposizione dedicata alla "vita del campo".

Quest'anno, gli eventi di lutto sono stati organizzati dal "Centro internazionale per la conservazione del patrimonio culturale e storico dell'Europa orientale", con il sostegno del Ministero della cultura della Serbia e del Municipio di Niš. Come parte degli eventi, è stata organizzata una mostra fotografica "Volti dei campi di concentramento", che è diventata parte del progetto pubblico internazionale del Museo della Vittoria sulla collina Poklonnaya di Mosca e degli "Eroi della resistenza nei campi di concentramento" della Fondazione Pechersky.

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Seconda Guerra Mondiale, campo di concentramento, Serbia, Unione Sovietica, Germania
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