10:02 19 Febbraio 2019
Insonnia

Poche ore di sonno aumentano la sensibilità al dolore

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Scienziati americani hanno appurato che a rispondere del legame tra sonno arretrato e maggiore sensibilità al dolore sarebbero non solo la corteccia somatosensoriale, ma anche altre aree del cervello: in particolare, la corteccia insulare e il nucleus accumbens che stabiliscono se scatenare o meno il dolore.

Per questo, i ricercatori hanno condotto una risonanza magnetica funzionale su soggetti che hanno passato una notte in laboratorio.

L'articolo è stato pubblicato sulla rivista The Journal of Neuroscience.

Il legame tra la carenza di sonno e una nocicezione più accentuata è stata più volte dimostrato dagli scienziati: in laboratorio sia nell'uomo sia negli animali la sensibilità agli stimoli nocicettivi aumenta in caso di carenza di sonno. Tuttavia, i meccanismi di regolazione cerebrale non sono preparati a questo: oltre alle aree somatosensoriali del cervello che si occupano dell'elaborazione dei segnali ricevuti dai ricettori cutanei, anche altre aree del cervello possono essere coinvolte nell'innalzamento della sensibilità al dolore. Inoltre, non si sa in che modo i cambiamenti della routine del sonno influiscano sulla soglia del dolore di ogni singolo soggetto.

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Di questo hanno deciso di occuparsi gli scienziati guidati da Adam Krause della UC Berkeley. Hanno condotto due studi sull'uomo: in laboratorio e tramite sondaggio online. Al primo esperimento hanno preso parte 25 volontari, ognuno dei quali ha passato due notti in laboratorio: la prima dormendo 8 ore, la seconda insonne (fra una notte e l'altra è stata fatta passare almeno una settimana).

La soglia del dolore di ogni partecipante è stata misurata tramite la percezione del calore: a questo fine, sulla pelle della loro mano sinistra è stato collocato un apposito dispositivo autoriscaldante la cui temperatura aumentava costantemente di un grado. Ai soggetti partecipanti all'esperimento è stato chiesto di indicare il momento in cui il dolore generato dallo stimolo termico raggiungeva un livello di 7/10.

La mattina dopo la nottata passata in laboratorio la soglia del dolore dei partecipanti è stata nuovamente controllata. Gli scienziati hanno appurato che la notte insonne ha diminuito sensibilmente la soglia del dolore dei partecipanti: la carenza di sonno ha fatto sì che i soggetti provassero dolore anche in presenza di temperature inferiori a quelle che prima ritenevano piacevoli.

Inoltre gli scienziati hanno effettuato una risonanza magnetica funzionale per studiare l'attività cerebrale in presenza di stimoli nocicettivi e neutrali. Come si prevedeva, temperature molto alte hanno aumentato l'attività della corteccia somatosensoriale del cervello. Una riduzione dell'attività, invece, è stata osservata nel talamo e nel nucleus accumbens, un'area cerebrale che è preposta all'individuazione della soglia del dolore (ovvero stabilisce se generare o meno lo stimolo), nonché nella corteccia insulare che, se danneggiata, può provocare disturbi nella percezione del dolore.

Al sondaggio online circa l'influenza della carenza da sonno sul dolore hanno preso parte 236 volontari i quali avevano affermato di accusare dolori di vario tipo (ad esempio, dolori cronici o in seguito a una frattura).

Ogni soggetto è stato sottoposto a due test: il mattino gli veniva chiesto come avesse dormito, mentre la sera quanto forte fosse la sua percezione del dolore durante il giorno. Gli scienziati hanno studiato la correlazione tra qualità del sonno e intensità delle percezioni nocicettive il giorno seguente: è emerso che la carenzadi sonno è legata a una maggiore percezione del dolore anche quando i ricercatori avevano tenuto conto l'intensità iniziale del dolore.

Gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che la carenza di sonno abbassa la soglia del dolore nell'uomo rendendolo più sensibile agli stimoli nocicettivi.

Questo meccanismo non si limita a un incremento della sensibilità, come si nota dall'attività della corteccia somatosensoriale, ma arriva anche a inibire altre aree del cervello che decidono se lo stimolo percepito sarà piacevole o meno.

Il dolore è una sensazione non solo fisica, ma anche psicologica: uno stimolo nocicettivo è spesso legato a una reazione emotiva negativa. Di recente gli scienziati hanno condotto un esperimento sulle cavie e hanno dimostrato che a regolare tale reazione è l'amigdala.

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ricerca, sonno
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