13:16 22 Novembre 2019
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La scienza dimostra che i migranti climatici esistono

© Sputnik . Mikhail Alaeddin
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Dopo aver analizzato le statistiche migratorie mondiali degli ultimi 10 anni, climatologi ed economisti europei e cinesi hanno dimostrato che i cambiamenti climatici stanno davvero incrementando il numero di migranti.

Le loro conclusioni sono state esposte sulla rivista Global Environmental Change.

"Il riscaldamento globale sta scatenando guerre e inducendo le persone a emigrare. Abbiamo dimostrato che bruschi cambiamenti climatici scateneranno gravi conflitti e che le ondate migratorie ad essi legate saranno dovute a una cattiva gestione statale e a una democrazia più debole", ha dichiarato Jesus Cuaresma dell'Istituto per le ricerche economiche di Vienna.

Negli ultimi anni gli scienziati si sono preoccupati seriamente riguardo a come il clima possa influenzare le migrazioni oggi e a come lo abbia fatto in passato. Ad esempio, oggi alcuni climatologi sostengono che l'attuale conflitto in Medio Oriente sia scoppiato a causa di una serie di siccità e che le guerre in America Latina in epoca precolombiana fossero legate al fenomeno climatico El-Niño e agli scarsi raccolti da esso provocati.

Un'analisi del clima del Vecchio mondo mostra che gli ultimi riscaldamenti e raffreddamenti globali furono la causa del declino di Bisanzio a cavallo tra il VII e l'VIII secolo d.C., della civiltà egizia tra il III e il IV secolo a.C. e del rallentamento dell'orda mongola verso occidente nel 1242. Altri cambiamenti climatici potrebbero essere stati responsabili di conseguenze ancora più gravi, come la distruzione della civiltà Maya e delle città-stato indiane.

Simili scoperte e le dichiarazioni politiche ad esse legate, come osserva Cuaresma, hanno generato l'ennesima querelle tra gli scienziati circa il legame tra gli attuali conflitti in Medio Oriente e le ondate migratorie dirette verso USA ed Europa da un lato e il riscaldamento globale dall'altro.

Ad esempio, molti scettici ritengono che questi problemi in larga misura siano legati non tanto al clima quanto alla demografia. La popolazione di quei Paesi da cui oggi emigrano migranti reali e fittizi è aumentata bruscamente negli ultimi anni e, di conseguenza, la qualità della vita lì è diminuita sensibilmente.

Cuaresma e i suoi colleghi hanno verificato come stessero davvero le cose analizzando le richieste di soggiorno come profugo presentate tra il 2006 e il 2015 agli enti migratori di 150 Paesi.

Parallelamente gli scienziati hanno studiato la frequenza e la posizione in cui comparivano gli hot point e i grandi conflitti armati. Hanno poi confrontato tutti questi dati con i cambiamenti climatici occorsi in queste regioni.

Per fare questo, hanno creato un complesso modello statistico che ha permesso loro di verificare quale relazione intrattenessero fra loro i seguenti criteri: la probabilità di scoppio di un conflitto in una determinata regione, il numero di migranti e le anomalie climatiche di ogni sorta.

Inoltre, il modello prende in considerazione fattori economici e politici fra cui il livello di benessere, la stabilità del governo e altri importanti parametri.

È emerso che questi tre processi dipendevano davvero l'uno dall'altro, ma tale dipendenza si riscontrava solo in Paesi con un tasso di democrazia basso o medio e con una cattiva gestione statale.

Questa dipendenza era dovuta al fatto che siccità prolungate e simili anomalie climatiche aumentavano sensibilmente la probabilità che scoppiassero nuovi conflitti per l'accesso alle risorse e diminuivano il lasso di tempo fra un conflitto e un altro.

Secondo Cuaresma e i suoi colleghi, gli esempi più lampanti di questo fenomeno sono stati gli scontri armati in Africa centrale e meridionale, la primavera araba del 2011 e 2012, nonché i recenti eventi in Siria.

Le guerre, a loro volta, hanno bruscamente incrementato il numero di persone fuggite da queste nazioni in cerca di una vita più tranquilla. In media, l'abbassamento delle precipitazioni ha portato a un aumento del flusso migratorio di circa il 3%.

Tutto ciò, secondo i ricercatori, è prova del fatto che i "migranti economici" esistono davvero e che il riscaldamento globale sta realmente accelerando le migrazioni anche se in maniera indiretta.

Tags:
Riscaldamento globale, rifugiati, Profughi
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