17:59 22 Maggio 2019
Laurent Gbagbo

Caso Gbagbo, esperto: all’Aia si tengono solo processi politici

© AP Photo / Peter Dejong, Pool
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Oggi il la Corte penale internazionale emetterà un nuovo verdetto contro l'ex presidente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo. Sputnik ha intervistato l’africanista Francois Mattei, autore del libro "Pour la vérité et la justice", che segue il caso Gbagbo da otto anni.

L'ex presidente ivoriano otto anni fa è stato condannato dalla Corte penale internazionale al carcere con l'accusa di crimini contro l'umanità. Malgrado Gbagbo sia stato prosciolto lo scorso 15 gennaio, rimane tuttora detenuto a L'Aia.

"La Corte penale internazionale è prima di tutto un tribunale politico. Per quanto riguarda l'Africa, il Tribunale dell'Aia fa' giustizia solo per i vincitori."

Il verdetto contro Gbagbo era basato su quattro accuse: la soppressione della protesta delle donne; l'attacco alla televisione ivoriana e alla compagnia radiofonica; il bombardamento del mercato e l'uso della forza militare.

"Durante il conflitto armato del 2010-2011, scoppiato dopo le elezioni presidenziali, sono morte oltre 16.000 persone. Ufficialmente sono stati segnalati solo 3.000 morti, e la Corte internazionale di giustizia documenta ‘circa 168 morti per colpa del servizio di sicurezza di Gbagbo', che, secondo l'ex presidente, garantiva l'ordine pubblico. Quando Gbagbo era presidente della repubblica, scoppiò una rivolta, iniziò un massacro civile, e quindi è difficile calcolare il numero esatto di vittime. Quando si tratta di Africa, l'Occidente non cerca di calcolare il numero esatto dei morti."

Il giorno dopo le elezioni presidenziali, Alassane Ouattara ha dichiarato di aver ottenuto il 54,10% dei voti, e questa dichiarazione è stata sostenuta dall'ONU, da molti paesi africani, dalla Francia e dagli Stati Uniti; mentre Gbagbo avrebbe vinto, ma con il 51,45% dei voti. Questa vittoria è stata riconosciuta dal Consiglio costituzionale. Gbagbo ha chiesto un nuovo conteggio dei voti e le Nazioni Unite hanno incoraggiato la loro distruzione con il pretesto della truffa.

"A Bouaké, nel nord del paese, roccaforte di Alassane Ouattara, sono stati contati 250.000 voti, quando gli aventi diritto erano 150.000. Ci sono state molte frodi nel nord, questi territori erano controllati dai ribelli, finanziati da Ouattara, che, secondo molti ribelli, ha promosso una ribellione… La Francia ha aiutato gli insorti a penetrare in Costa d'Avorio, controllando il 60% del paese. Le elezioni si sono tenute in tali difficili condizioni. In alcuni seggi Ouattare ha preso il 100% dei voti".

Nel 2011, l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy ha parlato pubblicamente a favore delle dimissioni di Gbagbo, consentendo l'adozione da parte delle Nazioni Unite della risoluzione n. 1975, che impone sanzioni a Gbagbo e alla sua intera famiglia. Nello stesso anno, per iniziativa di Sarkozy, la coalizione franco-britannica ha invaso la Libia.

"L'esercito francese ha accelerato il rovesciamento di Laurent Gbagbo nell'aprile 2011. L'esercito regolare ivoriano combatté contro i ribelli e li avrebbe sconfitti se l'esercito francese non fosse intervenuto e se l'operazione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio (ONUCI) non avesse portato i ribelli alla residenza di Gbagbo… I carri armati francesi raggiunsero la residenza di Gbagbo, sfondarono la porta principale e fecero entrare i ribelli in modo che potessero arrestarlo. Senza il sostegno dell'esercito francese, i ribelli non sarebbero stati in grado di rovesciare Gbagbo."

Nicolas Sarkozy ha probabilmente sostenuto il rovesciamento di Gbagbo a causa del bombardamento a Bouake, dove nel 2004 furono uccisi nove soldati francesi e un americano.

"L'avvocato francese Jean Balan ha cercato la verità per molti anni. È probabile che in questo caso tre primi ministri, Michele Alliot-Marie, Michel Barnier e Dominique de Villepin saranno presto ascoltati alla Cour de Justice de la République… Intanto  i piloti bielorussi colpevoli del raid sembrano essere completamente scomparsi. Per prima cosa sono stati ascoltati in Francia. I francesi li hanno filmati dopo questa tragica missione. Ci sono i video. Ma non sono stati arrestati. Sono stati inviati nel Togo. Da qui sono scomparsi e non si sa più niente di loro. I loro nomi sono noti, ma nessuno voleva ascoltarli. Forse qualcuno non voleva che fossero ascoltati, perché nascondevano qualcosa."

Dopo quello che è successo tra la Francia e la Costa d'Avorio, è difficile immaginare che Gbagbo riceverà una sentenza equa al tribunale penale internazionale.

"Gli unici bianchi in prigione all'Aia sono i serbi".

Se il primo febbraio Laurent Gbagbo dovesse essere assolto definitivamente, secondo Mattei, è possibile l'ex presidente ivoria possa riprendere l'attività politica e candidarsi alle elezioni presidenziali del 2020.    

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Tags:
assoluzione, Processo, Corte penale internazionale, laurent gbagbo, Costa d`Avorio
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