19:30 22 Febbraio 2019
Insonnia

I 5 tipi di insonnia scoperti dagli scienziati

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Se pensavate che il non riuscire a dormire di notte fosse sempre insonnia, avevate ragione solo per metà. Infatti, studiando la questione più attentamente, alcuni ricercatori olandesi sono giunti alla conclusione che esistono almeno 5 tipologie di insonnia. Quali sono? Ora ve le spieghiamo.

Gli scienziati da tempo sanno che l'insonnia colpisce circa il 10% della popolazione. Sanno anche molto bene che tra i principali sintomi dell'insonnia vi sono la fatica a prender sonno, i continui risvegli durante la notte (e in generale una cattiva qualità del sonno) e un risveglio troppo precoce.

Ma la ricerca condotta dal Netherlands Institute for Neuroscience e pubblicata su The Lancet Psychiatry, ha dimostrato che, nonostante la presenza di sintomi simili, le persone affette da insonnia possono essere anche molto diverse le une dalle altre. Secondo gli scienziati, a sostegno della teoria circa le differenti tipologie di insonnia vi è il fatto che i tentativi di trovare biomarcatori universali della condizione (ad esempio, caratteristiche simili nell'analisi del cervello umano) si siano sempre rivelati vani.

Cercando di scoprire delle sottocategorie dell'insonnia, il team di esperti ha analizzato i dati di 4000 persone (2000 di esse affette da insonnia) ottenuti durante un sondaggio online. Gli scienziati hanno prestato attenzione non solo ai sintomi legati al sonno, ma anche ad altri indicatori, come i tratti specifici di ogni persona, l'umore, le emozioni e la reazione allo stress. In tal modo è stato possibile evidenziare che gli interpellati affetti da insonnia, di norma, rientravano in una delle seguenti 5 categorie:

  • Le persone affette dainsonnia di tipo 1avevano un elevato tasso di stress (e di emozioni ad esso collegato, come ansia e preoccupazione) e si sentivano poco felici;
  • Le persone affette dainsonnia di tipo 2avevano un tasso di stress moderato e percepivano le emozioni positive in maniera relativamente normale;
  • Le persone affette dainsonnia di tipo 3avevano, anch'esse, un tasso di stress moderato, ma si sentivano poco felici e meno soddisfatte;
  • Le persone affette dainsonnia di tipo 4avevano un basso livello di stress, ma mostravano anche la tendenza ad avere episodi prolungati d'insonnia in risposta a un evento particolarmente stressante;
  • Le persone affette dainsonnia di tipo 5avevano, anch'esse, un basso livello di stress e gli eventi stressanti della loro vita non influivano in alcun modo sul loro disturbo del sonno.

È importante che queste categorie vengano verificate: dunque, 5 anni dopo il primo sondaggio gli scienziati hanno interpellato le stesse persone e i risultati sono rimasti uguali.

La ricerca, secondo gli autori, è importante anche perché persone affette da diversi tipi di insonnia possono essere distinte in base alla risposta alla cura e al rischio di depressione.

Ad esempio, nei pazienti affetti da insonnia di tipo 2 e 4 si è osservato un miglioramento dei sintomi dopo l'assunzione di tranquillizzanti, mentre i pazienti con insonnia di tipo 3 non hanno registrato miglioramenti grazie a questi farmaci. Le persone con insonnia di tipo 2 hanno reagito bene alla terapia cognitivo-comportamentale, mentre chi rientrava nella tipologia 4 no. Infine, i pazienti del primo gruppo avevano un rischio maggiore di cadere in depressione durante la loro vita.

In altre parole, quando si parla di cura della patologia, in diversi casi possono rivelarsi efficaci diversi metodi. E questo, chiaramente, ha un'enorme importanza.

Tags:
sonno, ricerca, scienza
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