19:13 10 Dicembre 2019
Starbucks Coffee

L'ex capo di Starbucks vuole diventare presidente USA

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Il magnate del caffè Howard Schultz è stato attaccato sia dai liberali che dai conservatori, tra cui Trump.

Democratici, repubblicani, centristi, miliardari e persino Whoopi Goldberg si sono opposti alla candidatura come presidente alle elezioni del 2020 dell'ex capo di Starbucks, Howard Schultz.

Schultz viene spesso chiamato il fondatore di Starbucks. Ma in realtà il magnate comprò la compagnia di Seattle nel 1987, quando Starbucks stava cercando un nuovo proprietario. Infatti l'uomo d'affari, prendendo in prestito denaro da Bill Gates, acquistò l'azienda e da allora è rimasto il suo leader.

Oggi, Starbucks possiede 28.000 cafè in 77 paesi del mondo e la capitalizzazione dell'azienda è superiore agli $80 miliardi. Per molti aspetti, ciò è stato reso possibile grazie ai talenti manageriali di Schultz. Tuttavia, ha lasciato la carica di direttore generale nel 2017 e, nell'estate 2018, ha rassegnato le dimissioni da presidente del consiglio di amministrazione. Anche allora, queste azioni sono state associate alle ambizioni politiche soprattutto perché lo stesso Schultz non lo escludeva.

Già nel 2012 e nel 2016 correvano voci di una sua possibile candidatura come presidente. Schultz è un sostenitore del partito Democratico (nelle ultime elezioni, ha sostenuto Hillary Clinton), ma le sue opinioni economiche sono più probabilmente vicine all'agenda repubblicana di destra. Pertanto, il manager considera il debito nazionale enorme come una delle maggiori minacce, si oppone al Medicare per tutti (assicurazione medica gratuita) e ad una maggiore tassazione per i più ricchi.

Il 27 gennaio, nello show 60 Minutes Schultz ha annunciato che stava "pensando seriamente" di prendere parte alla corsa presidenziale del 2020 come candidato centrista indipendente. "Mi interessa solo una cosa: fare tutto per aiutare le famiglie rimaste senza supporto, e ripristinare la dignità e l'onore dello Studio Ovale",  ha detto l'uomo d'affari. Secondo Schultz, finché i repubblicani e i democratici continueranno a combattersi l'un l'altro, sarà in grado di ottenre i voti della "maggioranza silenziosa" degli americani e quindi di "spezzare" il sistema bipartitico delle elezioni americane.

​Di solito i candidati non allineati non ottengono un grande supporto dagli americani, fungendo quindi più la funzione di togliere voti ora al partito Democratico, ora a quello Repubblicano.

Secondo i sondaggi in USA il 25% degli elettori si ritiene repubblicano, il 34% democratico, mentre il 39% si riterrebbe "indipendente". Ma, come scrive il Washington Post, i veri indipendenti in realtà non superano il 10%. Quindi in teoria la "maggioranza silenziosa" della quale parla Schultz non esiste.

Ma la partecipazione di Schultz in gara potrebbe essere un ostacolo per il partito Democratico, che spera in una rivincita nel 2020. L'uomo d'affari stesso ha ammesso che si metterà in una posizione che causerà "rabbia, astio e alienazione" da parte dei democratici. I membri di spicco del partito hanno già espresso il timore che l'emergere di un candidato indipendente porterà ad una "erosione" dei voti, e questo riguarda principalmente i voti contro il presidente in carica. Questo punto di vista è condiviso anche da Michael Bloomberg, un altro miliardario che voleva nominarsi come candidato indipendente per le elezioni del 2020 per poi cambiare idea.

Tra i repubblicani, la candidatura di Schultz è stata criticata da coloro che, essendo conservatori, non appoggiano il presidente Trump. Il consulente politico del partito Repubblicano Mike Murphy ha sottolineato su Twitter che l'erosione dei voti è solo "ciò di cui Trump ha bisogno in questo momento".

Anche il capo dello stato ha attaccato Schultz, dicendo che non aveva il "fegato" per partecipare alla corsa presidenziale. "L'ho visto ieri su 60 minutes e sono d'accordo, non è la persona più intelligente. L'America ne ha già una! Spero che Starbucks non dimentichi di pagarmi l'affitto nella Trump Tower".

Infine, il problema più evidente è che Schultz non ha esperienza nella politica e nella pubblica amministrazione. Sull'esempio di Trump, molti americani hanno già capito che avere successo negli affari non significa avere successo nella presidenza: le valutazioni dell'attuale capo dello stato stanno diminuendo, la maggioranza degli elettori non vuole votare per lui nel 2020.

Schultz non considera la mancanza di esperienza politica un ostacolo, dal suo punto di vista, dal momento che è riuscito a fornire ai dipendenti Starbucks un'assicurazione medica e concede lezioni gratuite ai college, sarà in grado di ripetere la stessa cosa in tutto il paese. Ma sembra che solo lui stesso ci creda.

"Tu-sai-chi (Trump) ha lo stesso problema: quando gestisci una tua azienda, puoi apportare le modifiche che vuoi, ma quando devi fare rapporto al Senato e al Congresso e altre 50 milioni di persone nel mezzo, la situazione prende una svolta diversa ", ha detto l'attrice Whoopi Goldberg  su Schultz.

Tuttavia, l'uomo d'affari non ascolta le critiche e sta già programmando viaggi in Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina, gli stati in cui tradizionalmente si svolgono le prime primarie. Quindi nel 2020 Trump, Schultz e un democratico saranno probabilmente presenti nelle schede elettorali.

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Tags:
politica interna, Politica, presidenziali, politica, Presidenziali USA 2020, Starbucks, Howard Schultz, USA
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