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08:49 26 Agosto 2019
Il biathlon dei carri armati

Sistemi di difesa dei carri armati contemporanei

© Sputnik . Ilya Pitalev
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Mentre a metà del secolo scorso il nemico più temibile di un carro armato era o un altro carro armato o un cannone anticarro, oggi la lista di "nemici" si è allungata parecchio. Vi sono i lanciagranate, i missili guidati anticarro (ATGM) e i proiettili guidati.

Pare che la pluriennale competizione si sia conclusa con la disfatta dei mezzi blindati, ma in aiuto ai costruttori sono giunte le tecnologie più all'avanguardia: radar, camere agli infrarossi e UV, potenti computer e laser.

Negli anni '70 gli ingegneri sovietici per primi al mondo elaborarono il cosiddetto Sistema di protezione attiva. Con l'ausilio di un radar riusciva a intercettare granate e ATGM diretti verso il carro armato. Una volta identificati questi oggetti, il sistema elettronico di calcolo inviava l'ordine di sparare. Nel 1983 il Sistema di protezione attiva Drozd fu integrato negli armamenti dell'Esercito sovietico. In seguito fu aggiunto anche il più completo Sistema Arena, ma la perestroyka e la caduta dell'URSS posero fine a questi sistemi di difesa.

Anche in altri Paesi si lavorò all'elaborazione dei sistemi di difesa e attualmente i risultati migliori li ha raggiunti Israele che produce i Sistemi di difesa attiva Trophy e Iron Fist. Dal momento che Israele da tempo non è impegnato in guerre su larga scala, la maggiore minaccia per i suoi mezzi blindati è costituita non tanto dai carri armati e dall'aviazione avversari, quanto dagli insorti armati di lanciagranate o di ATGM.

Il Sistema di difesa attiva Trophy, creato dalle società Rafael Industries e IAI, è ad oggi considerato il migliore: ha dimostrato la sua efficienza nelle operazioni militari. Integrato nell'armamento dell'esercito israeliano nel 2005, questo sistema di difesa ha partecipato a molti scontri armati e, come confermato dagli israeliani, i nemici non sono mai riusciti a distruggere un carro armato equipaggiato con Trophy. Il sistema ha avuto prestazioni così buone da essere stato integrato negli armamenti anche dell'esercito americano: al momento Trophy è equipaggiato non solo sui carri armati israeliani Merkava Mk.4M e Namer, ma anche sui carri armati statunitensi Abrams M1A2 SEPv2 e Bradley.

Nonostante i diversi approcci dei costruttori nei vari Paesi, i sistemi di difesa attiva funzionano allo stesso modo: con l'ausilio di radar viene esaminato lo spazio circostante il carro armato a partire da alcune centinaia di metri da esso fino ad alcuni chilometri. Inoltre, in alcuni sistemi di difesa attiva (ad esempio, nel russo Afganit) vengono impiegate camere a infrarossi e UV che permettono di rintracciare un missile in base all'attività del suo motore. Trovato un missile o una granata il computer calcola la loro traiettoria di volo e lancia contro di loro munizioni che nel momento giusto esplodono e distruggono l'ATGM o la granata. Il sistema di difesa attiva Afganit, inoltre, può lanciare non solo una munizione, ma un'apposita granata che, esplodendo, forma una nuvola di fumo e polvere metallica che fa perdere il bersaglio all'ATGM. L'Afganit può inibire i comandi radio del puntatore nel caso in cui l'ATGM sia guidato via radio e può accecare la testata di puntamento automatico del missile.

Tutti i sistemi di difesa attiva senza eccezioni reagiscono solamente alle granate o ai missili in avvicinamento aereo, mentre non identificano polveri, frammenti e proiettili di basso calibro. Molti sistemi, inoltre, sono in grado di intercettare la posizione di un lanciagranate o del puntatore di un ATGM e di disporre la loro distruzione. Molto più difficile è, invece, contrastare i proiettili anticarro che sono assai più veloci di ATGM e granate. Non è possibile rintracciarli in base all'attività del motore perché non ce l'hanno. Il sistema di difesa attiva Trophy non può contrastare queste munizioni e nemmeno i missili guidati. Mentre Afganit potrà distruggere sia i proiettili anticarro esistenti sia quelli futuri.

I conflitti su scala locale degli ultimi anni a cui hanno partecipato i Paesi della NATO hanno dimostrato che è praticamente impossibile che un carro armato ne incontri un altro sul campo di battaglia. Questo può accadere solamente nel caso di una guerra su larga scala dove si scontrino eserciti regolari. Oggi invece il vero problema lo costituiscono insorti, terroristi, separatisti e oppositori più o meno moderati d'ogni tipo. In generale, tutti coloro che impiegano lanciagranate e piattaforme per ATGM. Per neutralizzarli sono adatti i sistemi di difesa attiva Iron Fist e Trophy. Il primo è integrato sul carro armato britannico Challenger 2 Black Night, ma non è in grado di difendere il mezzo dai proiettili. Mentre i costruttori di Trophy hanno proposto di equipaggiare il sistema oltre che sui carri armati anche sui mezzi blindati leggeri, come le automobili. Per questo, sono nati i sistemi Trophy Light e Ultra Light.

Come sempre vi sono vantaggi e svantaggi.

In primo luogo, questi sistemi non costano poco (fino a mezzo milione di dollari): questo fa aumentare sensibilmente il costo del carro armato e degli altri mezzi blindati. In secondo luogo, alcuni sistemi di difesa attiva pesano alcune centinaia di chilogrammi e occupano molto spazio all'interno dello scafo o della torretta in cui si sta già abbastanza stretti. Questo è un grande problema per i mezzi più vecchi che, a differenza del carro armato russo T-14 Armata o del sudcoreano K2 Black Panther, non sono stati costruiti tenendo conto dell'aggiunta di un sistema del genere. In terzo luogo, in combattimento le munizioni del sistema di difesa possono essere pericolose sia per la fanteria che accompagna il carro armato sia per gli altri mezzi blindati leggeri. Alcuni anni fa in un veicolo blindato israeliano sono finiti i proiettili del sistema Trophy del carro armato Merkava che si trovava troppo vicino mentre cercava di distruggere un ATGM in avvicinamento.

Ma ad ogni modo tutti questi svantaggi non indurranno i militari a rinunciare ai sistemi di difesa attiva. Dopotutto questi sistemi permettono non solo di difendere mezzi blindati molto costosi, ma anche di ridurre al minimo le perdite umane. Questo è particolarmente vero in Israele in cui la morte di pochi soldati è considerata una tragedia nazionale. Sfortunatamente, sebbene l'URSS fu uno dei pionieri nella creazione di tali sistemi, nessun carro armato russo ne è equipaggiato.

L'Afganit è presente solo sull'Armata, ma questo carro non è ancora stato integrato negli armamenti. Quando e se verrà integrato, di certo non diventerà il carro di punta dell'esercito. Per questo, tra i carri armati dell'esercito i cavalli di battaglia saranno ancora per molti anni i T-72, i T-80 e i T-90 i quali non disponevano e non dispongono di sistemi di difesa attiva.     

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Tags:
Armi, missile, Difesa, Carro armato T-72, carro armato T-14 "Armata", NATO, Israele, URSS, USA, Russia
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