09:12 21 Maggio 2019
Bill Gates, co-chair of the Bill and Melinda Gates Foundation and founder of Microsoft, participates in the Financial Inclusion Forum at the Treasury Department in Washington, DC, December 1, 2015.

Il settore del nucleare negli USA e il ruolo di Rosatom

© AFP 2019 / Saul Loeb
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Il miliardario Bill Gates ha invitato la Casa Bianca a concentrarsi sullo sviluppo del nucleare, la miglior sorgente di riscaldamento al mondo. Il creatore di Microsoft è convinto che gli USA possano diventare leader in questo settore grazie “agli scienziati, agli imprenditori e al capitale investito”.

Sputnik vi spiega perché Gates si sbaglia e come gli americani hanno messo in ginocchio la propria industria nucleare con l'aiuto di Rosatom.

A caccia del risparmio

Il 31 dicembre 2018 il filantropo e miliardario Bill Gates ha pubblicato sul proprio sito una lettera circa i problemi che lo preoccupano. Uno di questi è il riscaldamento globale. Secondo lui l'energia nucleare sarebbe in grado di far fronte a questa sfida.

"L'energia nucleare è un'alternativa ottima per combattere i cambiamenti climatici, poiché è l'unica fonte di energia dosabile, accessibile 24 ore al giorno e che non produce gas a effetto serra", spiega il fondatore di Microsoft. "I problemi dei reattori contemporanei, come il rischio di guasti, possono essere risolti completamente con l'ausilio di sistemi innovativi".

Il miliardario ritiene che saranno proprio gli USA a raggiungere traguardi degni di nota in questo settore "grazie ai propri scienziati, ai propri imprenditori e al capitale investito di alto livello". Gates, però, si sbaglia: negli ultimi 20 anni l'industria del nucleare negli USA si è ridotta al minimo. E in tal senso il ruolo principale l'ha svolto Rosatom.

Tutto cominciò già alla fine degli anni '80. L'URSS era ritenuta di diritto leader mondiale nelle tecniche di arricchimento dell'uranio mediante centrifughe. Negli USA si impiegavano per la produzione di energia nucleare tecniche costose e poco efficaci. Basti dire che una tecnica del genere richiede 50 volte più energia elettrica rispetto all'arricchimento mediante centrifughe.

Per questo, subito dopo la fine della Guerra fredda gli americani cominciarono a comprare l'uranio arricchito russo per le centrali nucleari: infatti, costava circa 12 volte meno. Le forniture effettuate dalla società sovietica Tekhsnabexport cominciarono nel 1987 e continuarono ad aumentare.

Le eccedenze di uranio sovietico debolmente arricchito ben presto finirono, ma grazie alla riduzione dell'arsenale nucleare bellico della Russia si ottennero 500 tonnellate di uranio altamente arricchito preso dalle testate nucleari smontate. Esperti di entrambi i Paesi ventilarono l'idea di "diluirlo" per renderlo carburante impiegabile nelle centrali americane.

Nel 1994 venne firmato un contratto secondo il quale la Russia prestava agli USA servizi per la trasformazione di 500 tonnellate di uranio in carburante per le centrali elettriche (la tecnica richiesta fu messa a punto dagli esperti del Centro studi di elettrochimica degli Urali, UEKhK). La società americana United States Enrichment Corporation (USEC) si mise a vendere il carburante nucleare sul mercato interno trasferendo i guadagni a Tekhsnabexport.

Nel maggio 1995 dal porto marittimo di San Pietroburgo salparono per l'oceano le prime 24 tonnellate di uranio nell'ambito dell'accordo VOU-NOU (uranio altamente arricchito - uranio debolmente arricchito), anche chiamato Megatons to Megawatts Program.

Chi vince prende tutto

Nel novembre 2013 lungo lo stesso percorso navigarono le ultime 60 tonnellate di uranio. Ma al tempo Tekhsnabeksport (che era ormai entrata a far parte di Rosatom) e USEC avevano già concluso un nuovo contratto a lungo termine per l'arricchimento dell'uranio destinato alle centrali nucleari americane.

Le forniture di uranio naturale statunitense verso la Russia continuavano ad essere vietate, per questo gli americani trovarono un modo per aggirare il problema. Rosatom con il supporto di Washington acquistò la società canadese Uranium One che si occupava dell'esportazione della materia prima visto che le esportazioni di uranio naturale dagli USA al Canada erano consentite.

Da notare è il fatto che questa società non era per niente marginale. Uranium One possedeva alcune miniere di uranio negli USA, in Australia, in Canada, in Kazakistan, in Sudafrica e in Tanzania. Dunque, Rosatom non solo ebbe l'opportunità di rispettare le condizioni del contratto concluso con gli americani, ma ebbe a disposizione un importante deposito di materia prima per soddisfare le proprie necessità.

Per l'industria russa del nucleare le forniture di uranio verso gli USA nell'ambito dell'accordo VOU-NOU furono un'ancora di salvataggio durante il periodo di rivolgimento economico degli anni '90. In seguito, la Russia conservò e moltiplicò i volumi di arricchimento dell'uranio, rafforzò il potenziale del personale di settore, finanziò nuove ricerche nell'ambito del nucleare impiegato per usi civili e militari.

Per gli USA, invece, i risultati della ventennale collaborazione con la Russia nel settore del nucleare non sono così lineari. Da un lato, le società americane dell'energia hanno risparmiato miliardi di dollari comprando l'uranio russo. Dall'altro, poiché la parte del leone nelle forniture di uranio arricchito alle centrali americane l'ha fatta Tekhsnabeksport, gli americani in pratica hanno perso totalmente le loro competenze in questo settore.

A riprova di questo vi è il tentativo fallito della società Centrus (ex USEC) di costruire il primo stabilimento americano per l'arricchimento dell'uranio mediante centrifughe.

Nel febbraio 2006 dichiararono ufficialmente l'interruzione dei lavori sul progetto.

Al momento la maggior parte dell'uranio americano continua ad essere arricchito con la solita costosa tecnica nella città di Piketon, Ohio. Secondo le stime della World nuclear association, gli USA occupano il quinto posto al mondo per capacità di arricchimento superati da Francia e Cina (che ne producono il doppio) e dal consorzio Urenco (che ne produce il triplo). La Russia conserva la sua indiscussa supremazia a livello mondiale superando di due volte Urenco e di sei volte gli USA.

Inoltre, gli americani dipendono interamente dall'importazione di uranio naturale: secondo i dati della U.S. Energy Information Administration (EIA), i giacimenti degli Stati Uniti soddisfano solamente l'11% del fabbisogno attuale di nucleare.

Dunque, i sogni di Bill Gates circa una supremazia mondiale degli USA nel settore del nucleare rimangono sogni.

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Tags:
nucleare, arricchimento uranio, Uranio, USEC, Microsoft, Bill Gates, Russia, USA
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