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14:43 16 Settembre 2019
I carri armati sovietici KV-1 (foto d'archivio)

Mostri blindati: i carri armati russi più temuti dai tedeschi

© Sputnik . Samarij Gurarij
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Durante la Grande guerra patriottica i carri armati pesanti sovietici erano usati come avanguardia nelle incursioni, facevano breccia nelle aree fortificate, coprivano la fanteria e aprivano il fuoco per supportarla.

La fucina principale dei blindati pesanti in URSS fu per molti anni lo stabilimento N°100. Il suo progettista principale era l'ingegnere-colonnello Afanasy Ermolaev, 2 volte vincitore del Premio Stalin, che il 19 gennaio scorso avrebbe compiuto 115 anni. Sputnik passa in rassegna i mezzi usciti dalla sua fucina.

KV-1S

Il carro armato pesante KV-1S (Klim Voroshilov) è stato costruito tra il maggio e il luglio del 1942 dopo le lamentele riguardanti la mobilità ridotta della versione base del KV-1. Tra l'estate e l'autunno del 1941 questi carri armati e i T-34 sorpresero i tedeschi per la solidità della loro blindatura. Praticamente nessun'arma anticarro del Wehrmacht riuscì a fare breccia nella loro corazza da medie o lunghe distanze. Per contro, il goffo KV-1 divenne un facile bersaglio per l'aviazione nemica ed ebbe un margine di manovra relativamente limitato.

I carri armati KV-1S
© Sputnik . Ivan Shagin
I carri armati KV-1S

Il KV-1S si distingueva per dimensioni inferiori e una corazzatura di bordo meno pesante: grazie alla massa inferiore e al nuovo cambio di velocità, il mezzo raggiungeva su strada i 42 km/h (rispetto ai 34 del KV-1), mentre su terreni accidentati i 10-15 (contro i 7-10 del KV-1). Gli armamenti a bordo rimasero uguali ai precedenti, ma la loro efficacia aumentò poiché la postazione del comandante venne equipaggiata con una torretta d'osservazione che migliorò la visuale. In verità, dopo che il Wehrmacht inserì nel proprio esercito i Tiger, il KV-1 e il KV-1S vennero considerati obsoleti. Il che, però, non pose fine alla carriera dei KV.

KV-85

Il carro armato KV-85 fu creato nello stabilimento N°100 tra il maggio e il luglio 1943 appositamente per contrastare i Tiger. Il mezzo venne equipaggiato con il nuovo cannone D-5T da 85 mm, in seguito adattato per i carri armati T-34-85. I test al poligono di Kubinka evidenziarono che in caso di tiro a puntamento diretto da chilometri di distanza l'arma perforava la corazzatura frontale del Tiger preda di guerra. Vennero replicati il telaio del KV-1S e la torretta dell'IS (Iosif Stalin).

Il carro armato KV-85
© Sputnik . В. Хоменко
Il carro armato KV-85

Il nuovo Voroshilov ebbe fortuna alterna in combattimento: da un lato, il suo cannone non permetteva che i soldati tedeschi si sentissero sicuri; dall'altro, però, il mezzo sovietico non era sufficientemente corazzato. Nel gennaio 1944 tre KV-85 sostenuti da due semoventi Su-122 da e talune compagnie di fanteria distrussero senza subire perdite 5 carri armati tedeschi (fra cui 3 Tiger) nei prezzi del sovkoz Telman nella regione di Leningrado.

Tuttavia sempre più spesso i nuovi mezzi venivano impiegati come mezzo per fare breccia nella difesa avversaria. Di conseguenza, dei 100 carri armati costruiti a partire dal 1943 nell'autunno del 1944 i superstiti si contavano sulle dita di una mano.

KV-8

Il carro armato pesante KV-8, messo in circolazione su scala limitata tra il 1942 e il 1943, fa parte della piccola famiglia di carri lanciafiamme. Nella torretta del KV-1 al posto della mitragliatrice venne installato un lanciafiamme a stantuffo. Tuttavia, questo era troppo ingombrante e non si confaceva alle dimensioni dell'arma originaria da 76 mm. Per questo, si decise di sostituirlo con un cannone da 45 mm coprendolo con un sottile involucro. In tutto nel 1943 si riuscirono a costruire circa 140 carri armati KV-8 e KV-8S (basati sul modello del KV-1S). Con questi vennero formati singoli battaglioni di carri lanciafiamme che hanno combattuto nei pressi di Stalingrado, Rostov sul Don e Donbass.

Il carro lanciafiamme emetteva getti di fiamme fino a 130 m, bruciando tutto nell'area colpita. Era in grado di emettere 18 getti al minuto. Il fuoco era non solo un efficace mezzo di combattimento con la fanteria e i mezzi leggeri blindati avversari, ma anche un potente deterrente. Varie volte fu sufficiente che un KV-85 comparisse nei pressi delle posizioni nemiche perché i tedeschi scappassero a gambe levate. In determinate condizioni il KV-85 riuscì a scontrarsi anche con altri carri armati. Stando alle memorie del maresciallo Vasily Chuykov, a Stalingrado un "Drago", così le truppe avevano soprannominato questi mezzi, riuscì in una volta a incendiare tre Pantser tedeschi.

IS-1 e IS-2

IS-1 (anche chiamato IS-85 per il calibro della sua arma principale) è in sostanza una versione ammodernata dei carri armati pesanti KV-1 e KV-1S praticamente impenetrabile per l'artiglieria tedesca all'inizio della guerra. I test sul mezzo si tennero tra il 22 marzo e il 19 aprile del 1943 e si conclusero positivamente. La Commissione giunse alla conclusione che i carri armati IS-1 grazie alla loro massa inferiore superavano di gran lunga i loro predecessori in quanto a blindatura e velocità. Come arma principale del carro venne scelto il cannone D-5T da 85 mm. Tra il gennaio e il marzo del 1944 questa stessa arma venne applicata anche sui carri medi di serie T-34-85 riconosciuti in seguito dagli esperti come i migliori carri armati della Seconda guerra mondiale.

Il carro armato IS-1
© Sputnik . Mikhail Filimonov
Il carro armato IS-1

Va detto che, sebbene gli IS-1 furono i capostipiti dei nuovi mezzi corazzati sovietici, non furono impiegati in maniera massiccia dalle truppe. In tutto furono prodotti circa 130 carri armati, la maggior parte dei quali prese parte ai combattimenti per la liberazione dell'Ucraina tra l'inverno e la primavera del 1944. Gli IS-1 resistevano ai colpi dei cannoni da 88 mm dei Tiger e riuscivano a infliggere gravi danni all'avversario. Tuttavia, la blindatura e la potenza di fuoco non erano sufficienti. Dunque, parallelamente agli IS-1 in campo cominciarono a scendere anche gli IS-2 con un D-25T da 122 mm. Questo carro armato si scontrò alla pari con i Tiger-II e superò di gran lunga gli altri carri armati di simili dimensioni appartenenti ai Paesi della coalizione antihitleriana.

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carro armato, Carri armati, Seconda Guerra Mondiale, URSS, Germania
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