23:22 13 Novembre 2019
Zucchero

La verità scientifica sullo zucchero e i suoi sostituti

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È stato proposto di dividere i golosi (come se fossero drogati) in base al loro grado di dipendenza e curarli. Alcuni dati rivelano che persino i comuni sostituti dello zucchero contribuiscono all'insorgenza di depressione e allergie. Sputnik vi spiega come combattere la dipendenza dai dolci e quali sono le alternative allo zucchero.

Dipendenza o disturbo?

Secondo uno studio scientifico condotto in Australia, l'amore per i dolci è comparabile alla dipendenza da tabacco e da droghe. Come la cocaina, lo zucchero innalza nell'organismo il livello della dopamina, l'"ormone della felicità", e migliora l'umore. Col tempo l'effetto si attenua e, per raggiungere la concentrazione di dopamina necessaria e non cadere in depressione, la persona aumenta continuamente la "dose" di dolce. Rinunciare improvvisamente ai dessert può scatenare una vera e propria crisi di astinenza. Per questo, gli scienziati propongono di curare i golosi con la vareniclina, un farmaco per la dipendenza da nicotina.

I test sugli animali confermano questi dati. Le cavie, sottoposte per lungo tempo a diete ad alto contenuto di zucchero, hanno manifestato tutti i sintomi della tossicodipendenza, fra cui le crisi di astinenza e le ricadute. Inoltre, hanno dimostrato una tendenza all'alcolismo e diventavano più facilmente dipendenti da oppiacei rispetto alle cavie del gruppo di controllo per cui la dieta non era cambiata. Le cavie che avevano provato sia lo zucchero sia la droga, potendo scegliere uno dei due, prediligevano con maggiore frequenza il cibo dolce.

Tuttavia, secondo gli scienziati del consorzio internazionale NeuroFAST impegnati nello studio di varie tipologie di disturbi alimentari, la dipendenza dallo zucchero è spesso un fenomeno psicologico: va curata non con i farmaci, ma cambiando il proprio approccio al cibo.

La dolce trappola

Molti sono gli studi a sottolineare quanto sia dannosa per la salute una eccessiva predilezione per il dolce. In un esperimento di esperti danesi 12 ragazzi hanno mangiato per 2 settimane 225 grammi di zucchero al giorno e alla fine hanno presentato problemi ai vasi sanguigni: il livello di irrorazione sanguigna delle gambe è calato del 17% come accade ai sessantacinquenni. Secondo gli scienziati l'insufficienza di sangue potrebbe colpire anche gli organi interni, in particolare cuore e cervello.

I biologi dell'Università di Yale hanno scoperto che lo zucchero blocca l'attività della proteina necessaria alla riproduzione della microflora intestinale e che col tempo porta a varie complicanze, fra cui l'obesità. Secondo un altro studio, il consumo eccessivo di zucchero contribuisce all'insorgenza del cancro al retto, al seno e alla vescica.

"Lo zucchero è un carboidrato semplice. È composto da due sole molecole, dunque viene assorbito velocemente e finisce nel sangue. Tuttavia, purtroppo, i carboidrati a rapido assorbimento sono calorie vuote. Hanno un certo valore energetico, ma non possiedono altre caratteristiche di cui l'organismo ha bisogno. Mentre per persone sane o relativamente tali il consumo eccessivo di calorie porta a un aumento di massa corporea, per i pazienti che soffrono di diabete mellito e che non sono in grado di assorbire correttamente questo prodotto lo zucchero è invece totalmente controindicato", spiega a Sputnik Yurgita Varaeva, medico endocrinologo presso la Clinica di medicina alimentare dell'Istituto di ricerca alimentare e ricercatrice in scienze mediche.

Sostituti naturali e meno naturali

La principale alternativa allo zucchero sono i vari suoi sostituti. Il primo in assoluto, la saccarina, fu scoperto nel 1879 dal chimico Constantin Fahlberg e venne quasi subito prodotto a livello industriale. Il prodotto divenne presto famoso: veniva prescritto per il male di testa, l'obesità e la nausea e dal 1907 anche per il diabete.

Oggi sono note alcune centinaia di composti simili. I sostituti naturali dello zucchero più richiesti sono fruttosio, sorbitolo e stevia. Il fruttosio è contenuto in frutta, verdura e miele; il sorbitolo si può trovare nelle mele, nelle bacche selvatiche e nelle albicocche; la stevia si ottiene dalle foglie della pianta omonima.

"Lo stevioside è un composto unico. La sua molecola non è un carboidrato, ma è 300 volte più dolce dello zucchero. È praticamente priva di calorie e non influenza assolutamente il contenuto di glucosio nel sangue. Ad oggi è il sostituto ideale per i pazienti affetti da diabete mellito. In verità, a causa del suo caratteristico retrogusto erbaceo non tutti riescono a passare dallo zucchero alla stevia. Chi non ci riesce ha comunque a disposizione vari sostituti artificiali, anch'essi privi di calorie e senza effetti sul tasso di zucchero nel sangue", spiega Varaeva.

Cosa fa male e cosa no

Le controversie scientifiche riguardo ai sostituti artificiali dello zucchero continuano da più di 20 anni. I primi dati circa la possibile cancerogenicità dell'aspartame (contenuto nella maggior parte dei prodotti dietetici dell'industria alimentare) furono pubblicati nel 1996. Allora gli scienziati americani ipotizzavano che il consumo eccessivo di questo sostituto sintetico dello zucchero fosse legato ad alcune tipologie di tumore del cervello.

Nel 2006 e nel 2007 ricercatori italiani dimostrarono con test di laboratorio che l'aggiunta dell'aspartame nel cibo delle cavie aveva portato all'insorgenza di leucemia e alla formazione di linfomi.

Tuttavia, i test degli italiani furono accolti in maniera controversa dalla comunità scientifica.

Molti esperti li criticarono per l'insufficienza di informazioni e per la campionatura eccessivamente ridotta. Un po' di tempo dopo alcuni scienziati americani, dopo aver studiato i dati di mezzo milione di persone, affermarono che il consumo di sostituti sintetici dello zucchero non è legato all'insorgenza di patologie oncologiche.

Un punto fermo alle controversie lo posero gli esperti britannici. Una volta studiati i dati raccolti dagli istituti di sanità di diversi Paesi e i risultati di test su cavie, gli scienziati non trovarono alcuna conferma del fatto che i sostituti artificiali dello zucchero siano dannosi per la salute.

"Ad oggi non vi sono dati che confermino la cancerogenicità dei sostituti artificiali dello zucchero. Vi sono studi che li legano al mal di testa e alla depressione. Alcuni di questi prodotti scatenano reazioni allergiche. Ma nella maggior parte dei casi tutti questi effetti dipendono dalle dosi assunte. In pratica per ogni sostituto sintetico viene determinata una dose giornaliera massima che è piuttosto elevata. Ad esempio, per l'aspartame è di circa 2 grammi al giorno. Per raggiungere questa dose, bisogna essere un grande amante delle bibite dietetiche gassate e aggiungere ovunque l'aspartame al posto dello zucchero", spiega Varaeva.

Secondo la dottoressa, in dosi controllate i sostituti artificiali dello zucchero sono sicuri tanto quanto quelli naturali. Ma la soluzione ideale sarebbe evitarli del tutto e limitare il consumo di zuccheri semplici a 50 grammi al giorno come raccomanda l'Organizzazione mondiale della sanità.

"Ma questi 50 grammi non includono solo lo zucchero che aggiungete col cucchiaino al caffè o al tè. Includono anche lo zucchero contenuto in tutti gli altri prodotti della vostra dieta. Se siete grandi amanti del dolce e non riuscite in alcun modo a ridurre la quantità di zuccheri semplici assunti, allora dovreste assolutamente usare i sostituti dello zucchero. Il migliore è la stevia. Potete utilizzare anche i sostituti artificiali, ma con moderazione", conclude l'esperta.    

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Tags:
zucchero, Ricerca scientifica, studio, Salute, Australia
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