02:01 27 Maggio 2019
Donna camerunese al lavoro in una cava

Donne camerunesi costrette a spaccare pietre in cava per guadagnarsi da vivere

© Sputnik . Anicet Simo
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La regione di confine più a nord del Camerun, dove spadroneggiano i fondamentalisti islamici di Boko Haram, è la più povera del Paese.

Anche prima dell'inizio del terrore, il 74% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà. Ora gli attacchi terroristici si verificano molto meno frequentemente e la vita sta gradualmente migliorando.

Ma per sopravvivere le donne sono costrette a lavorare nelle cave in condizioni difficili.

Sul ciglio di una polverosa strada di montagna, dozzine di donne con mazze fatte in casa schiacciano pietre tutto il giorno sotto il sole cocente. Siamo a Missenglio I, alla periferia di Maroua, il capoluogo della regione nord-orientale del Camerun, colpita duramente dalle scorribande degli islamisti di Boko Haram. Le donne spaccano le pietre, che poi vengono vendute per lavori di costruzione. Marie, cinquantasette anni e madre di cinque figli e lasciata dal marito, da cinque anni fa questo duro lavoro per dare da mangiare alla sua famiglia.

"Da quando mio marito mi ha lasciato, mi prendo cura dei bambini da sola. Non ho trovato un lavoro migliore. Come vede, schiaccio pietre e le vendo per guadagnare un po' di soldi", racconta Marie mentre continua a spaccare le pietre.

Marie, con la testa appena coperta per ripararsi dal sole cocente, trova un po' di ombra sotto un piccolo albero. Raramente riesce a sfamare la sua famiglia con questo duro lavoro.

"A volte guadagno 2.000 franchi al giorno (3 euro), quando i figli mi aiutano posso guadagnare persino 3.000 o 4.000 franchi al giorno (6 euro, ndr). Ma è difficile: la sera torno a casa con i calli nelle mani e il mal di schiena".

Non lontano da Marie, vicino ad un altro cumulo di sassolini, si trova la 18enne Djamilatou con suo fratello piccolo; lavorano senza sosta. La ragazza ha lasciato la scuola 4 anni fa, in quanto la famiglia è povera.

"Ho dovuto lasciare la scuola al quinto anno perché non mancavano i soldi. I miei genitori sono molto poveri e io e mio fratello guadagniamo rompendo le pietre per aiutarli", afferma Djamilatou.

Adjawa, trentacinque anni, questo duro lavoro da otto anni.

"Ho quattro figli, per me questo è l'unico modo per dare loro da mangiare. Il loro padre non lavora, non posso sedermi e vederli morire di fame", racconta Adjawa.

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Terrorismo, Lavoro, Donna, Società, Economia, Boko Haram, Camerun, Africa
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