16:50 22 Maggio 2019
Il lancio del nuovo missile russo Avangard

Minacce del XXI secolo: perché al Senato USA si vuole investire nel progresso militare?

© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation
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La senatrice americana Joni Ernst ha invitato il Congresso degli USA a investire di più nel progresso militare per non perdere la “supremazia tecnologica”.

Ernst ritiene che gli Stati Uniti siano "minacciati" dai traguardi di Russia e Cina nel settore delle tecnologie all'avanguardia, in particolare quanto alle armi ad ultrasuoni e al potenziale spaziale. Secondo lei, questi Paesi non solo stanno ammodernando i loro armamenti, ma stanno anche prendendo parte a "un'aggressione destabilizzante senza precedenti". Dal canto loro, gli esperti ritengono che la politica stia difendendo gli interessi del settore dell'ingegneria militare e l'espediente della "minaccia russa" sarebbe stato usato per l'ennesima volta con l'intento di richiedere maggiori finanziamenti. I politologi hanno osservato che gli USA sono rimasti davvero indietro rispetto alla Russia nella creazione di diverse armi, sebbene il budget da loro destinato alla difesa superi di alcune volte quello russo.

Il Congresso degli USA deve investire nel progresso militare per "non perdere la propria supremazia tecnologia". Questa la dichiarazione resa durante una seduta della camera alta di quest'organo legislativo dalla senatrice dell'Ohio Joni Ernst.

Stando alla sua dichiarazione, Washington sarebbe "minacciato" dai traguardi raggiunti da Russia e Cina nel settore delle tecnologie all'avanguardia. In particolare, si fa riferimento alle armi ad ultrasuoni, all'intelligenza artificiale, al potenziale spaziale, nonché all'informatica quantistica e alle armi ad energia diretta.

"Per la mancanza di ingenti risorse e di sufficiente attenzione stiamo perdendo la nostra supremazia tecnologica in determinati settori, il che rappresenta un grave pericolo sia per la sicurezza nazionale degli USA sia per l'ordine mondiale. Prendendo spunto dai traguardi da noi raggiunti negli ultimi due anni, il Congresso e il potere esecutivo devono continuare ad investire nella ricerca, nella realizzazione e nello sfruttamento di quel potenziale che ci permette di resistere di fronte alle minacce del XXI secolo", ha affermato la senatrice.

In passato, della necessità di sviluppare il settore della difesa ha parlato Howard Thompson, ex generale maggiore americano. Secondo lui, Mosca e Pechino stanno sviluppando armi ad ultrasuoni che permettono di "limitare il margine decisionale" dell'avversario e di colpire obiettivi anche a grande distanza.

Gli armamenti russo e cinese sono stati apprezzati dalla Corte dei conti USA. Gli analisti hanno dichiarato che al momento Washington non è in grado di contrastare armi ad ultrasuoni. La Corte dei conti statunitense ha identificato il potenziale degli armamenti supersonici di Russia e Cina come una delle maggiori minacce per la sicurezza nazionale USA nei prossimi 5 anni.

Il mega-budget non aiuta

Il budget militare USA è il maggiore al mondo. Secondo il Ministero della Difesa russo, nel 2019 Washington spenderà nella difesa 15 volte tanto la Russia. Ad agosto Donald Trump ha approvato un budget militare USA per il 2019 pari a circa 716 miliardi di dollari.

Tuttavia, secondo l'esperto militare Ivan Konovalov, nonostante gli ingenti investimenti, gli USA rimangono indietro rispetto alla Russia nella creazione di diverse tipologie di armi.

"Gli USA sono rimasti parecchio indietro nella creazione di armi ad ultrasuoni, di mezzi per la guerra elettronica, di carri armati e di sistemi di difesa antiaereo e antimissilistica. Inoltre, noi abbiamo il missile nuovo di zecca Sarmat e i motoalianti supersonici Avangard. Gli americani non ce li hanno", ha spiegato Konovalov in un'intervista.

Le forze armate russe riceveranno i nuovi motoalianti supersonici Avangard quest'anno. Hanno già superato con successo i test. In futuro il missile balistico Sarmat potrà essere usato per trasportare gli Avangard.

Come ha osservato Vladimir Putin, Avangard è invulnerabile agli attacchi di qualunque sistema di difesa antiaerea e antimissilistica esistente.

Gli Stati Uniti hanno speso trilioni di dollari per rafforzare la loro sicurezza nazionale e non hanno raggiunto il risultato sperato.

Caos e discordia

La senatrice Ernst è convinta che la Russia sia intenzionata a "seminare caos e discordia" nei rapporti tra gli USA e i loro partner. A tal fine il governo russo avrebbe diffuso menzogne e calunnie, organizzato attacchi informatici alle istituzioni democratiche occidentali, si sarebbe introdotto nello spazio informatico e avrebbe "annesso" la Crimea.

"Nazioni come Cina e Russia hanno profuso enormi sforzi per ammodernare le proprie forze armate partecipando al tempo stesso a un'aggressione destabilizzante senza precedenti", ha dichiarato la senatrice.

Mosca ha più volte respinto queste accuse mosse dall'Occidente. Gli alti funzionari russi hanno sottolineato che gli USA e altri Paesi non hanno presentato le prove del presunto coinvolgimento della Federazione Russa agli eventi sopraccitati.

Quanto allo status della Crimea, per la Russia la questione è chiusa. A tal proposito in passato si è espresso il presidente Vladimir Putin. Ricordiamo che la penisola è diventata una regione russa in seguito a un referendum durante il quale la maggior parte degli abitanti ha votato per passare alla Russia.

"Pensiamo di aver condotto un referendum seguendo i rigidi requisiti del diritto internazionale e dello Statuto delle Nazioni Unite. Per noi, per la Federazione Russa è una questione chiusa", ha sottolineato il leader russo.

Secondo Ivan Konovalov, la senatrice americana nel suo intervento starebbe promuovendo gli interessi dell'ingegneria militare. Utilizza il pretesto della "minaccia russa" per chiedere ulteriori finanziamenti provenienti dal bilancio statale.

"È una comunicazione di servizio. I politici sono in parte legati alla lobby delle armi. Con il loro aiuto l'ingegneria militare alimenta la tensione e le paure: a sentir loro parrebbe che i russi lavorino per investire nelle armi", ha affermato l'esperto.

Va detto che le autorità statunitensi ultimamente hanno avviato nel settore delle tecnologie dell'informazione una lotta non solo con la Russia, ma anche con la Cina. Infatti, a inizio dicembre in Canada su richiesta di Washington è stata fermata la direttrice finanziaria di Huawei Meng Wanzhou sospettata di aver infranto le sanzioni commerciali degli USA contro l'Iran.

A fine dicembre, inoltre, è stato reso noto che il pubblico ministero americano ha mosso contro due cittadini cinesi l'accusa di aver effettuato attacchi cibernetici che si sarebbero protratti per almeno 12 anni su ordine del Ministero cinese della sicurezza nazionale.

Oltre le proprie possibilità

Nel suo intervento Ernst ha inoltre sottolineato che gli alleati americani sono tenuti a contribuire finanziariamente al mantenimento della sicurezza internazionale. A differenza di Russia e Cina, i partner degli USA "difendono la libertà e i valori democratici", ha sottolineato la senatrice.

"Dobbiamo insistere sul pagamento da parte dei nostri partner di contributi proporzionali nell'ambito della sicurezza internazionale. Inoltre, dobbiamo fare in modo che i nostri partner e alleati investano fondi in armamenti che siano compatibili con i nostri e che li usino per contrastare gli avversari comuni", ha affermato Ernst.

A esprimere malcontento circa la suddivisione dei contributi degli alleati in seno alla NATO vi è stato anche Trump.

"Gli USA spendono molto di più di qualsiasi altra nazione per la difesa comune. Questo è ingiusto nei confronti dei contribuenti americani. Inoltre, il volume dei nostri scambi con l'UE è pari a 151 miliardi di dollari. Ma loro ci prendono maggiori dazi (e creano barriere)", ha dichiarato il presidente americano.

I Paesi della NATO sono tenuti a investire nell'organizzazione il 2% del proprio PIL. Questo impegno è mantenuto solamente da 4 dei 29 Stati membri. Fra i "trasgressori" vi sono Francia, Germania e Italia che spendono per la difesa collettiva rispettivamente l'1,81%, l'1,24% e l'1,15% del PIL.

Washington aveva criticato gli europei per i loro insufficienti contributi in seno alla NATO già durante la presidenza di Barack Obama. Ma adesso le critiche si sono fatte più aggressive. A rispondere alle critiche sono stati solamente la Polonia e i Paesi baltici, come spiega il politologo Vladimir Batyuk. Gli Stati membri dell'UE non sono pronti a sostenere maggiori spese per la difesa.

"In Francia la situazione socioeconomica è instabile, mentre in Germania le autorità non sono in grado di garantire la prontezza nemmeno delle proprie forze armate. Secondo alcune stime, l'esercito tedesco disporrebbe di soli 100 carri armati funzionanti. In tali condizioni investire in armi ad ultrasuoni è chiaramente oltre le possibilità degli alleati europei degli USA", ha concluso l'esperto.

Tags:
Tecnica militare, Relazioni Russia-USA, Congresso, USA
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