20:12 22 Febbraio 2019
Paolo Venturini

Paolo Venturini racconta come correre nel gelo siberiano a 50° sottozero

© Foto : Matteo Menapace
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Il poliziotto italiano Paolo Venturini, che ha portato a termine l'impresa di correre per 39 chilometri a 52° sottozero in Siberia, ha raccontato a Sputnik che durante la sua performance non si è mai fermato, ma al traguardo ha trovato ghiacciato il quarto strato della sua tuta speciale.

Il poliziotto padovano, che all'attivo ha più di 20 ultra maratone in condizioni estreme, si è allenato per 1 anno prima di compiere questa impresa. Prima recarsi in Jacuzia, aveva rivelato al corrispondente di Sputnik di prevedere dalle 4 alle 5 ore di corsa per percorrere il tragitto da Tomtor ad Oymyakon.

Ieri Paolo Venturini ci ha messo 3 ore e 54 minuti.

"Tutto è andato come volevamo. E' stato complicato, molto difficile. Ho ancora la voce bassa, perché l'aria gelida è entrata nelle vie respiratorie nonostante la maschera, e gli occhi infiammati dal momento che mi è toccato correre senza occhiali", — ha riferito l'atleta.

Paolo Venturini
© Foto : Matteo Menapace
Paolo Venturini

Secondo quanto raccontato da Venturini, è rimasto colpito dall'attenzione con cui le autorità jacute hanno reagito alla sua iniziativa e dall'ospitalità con cui gli abitanti del posto lo hanno accolto.

"Dopo la corsa, hanno organizzato una festa con i costumi e la musica tradizionale, ma ho avuto bisogno di un'ora per eseguire i test e recuperare al caldo", ha aggiunto Venturini.

Il poliziotto padovano era accompagnato da un kamaz (camion) appositamente allestito del ministero delle Situazioni di Emergenza della Jacuzia, in cui si trovava la sua squadra. A dicembre Venturini non aveva escluso che avrebbe dovuto riscaldarsi e cambiare il vestiario e l'equipaggiamento ghiacciato, ma alla fine è riuscito a farne a meno, probabilmente perchè la temperatura dell'aria era 10°C più alta di quanto aveva previsto durante la preparazione.

"Non mi sono fermato nemmeno una volta, è stato un azzardo; solo tre o quattro volte ho rallentato per bere. Per questo occorreva lasciare un piccolo foro nella maschera, in modo da poter bere", — racconta l'atleta.

Al 33° chilometro Paolo non si è sentito a suo agio, ma solo dopo aver raggiunto il traguardo ha notato che sotto il quarto di sei strati del suo equipaggiamento termoisolante si era formato del ghiaccio.

"Oggi abbiamo incontrato un gruppo di turisti cinesi che hanno fatto fotografie e mi hanno applaudito, non credevano che avessi così pochi vestiti", ammette l'ultra maratoneta.

Ora il team di Venturini attende un lungo ritorno in patria. Per raggiungere il capoluogo regionale di Yakutsk da Oymyakon ci vorranno 20 ore.

In precedenza in un'intervista con Sputnik l'italiano ha affermato di credere che una persona non conosce i propri limiti, ma con l'allenamento, la motivazione e le moderne tecnologie a sostegno può fare cose che vanno oltre le proprie possibilità.

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Società, Sport, Paolo Venturini, Jacuzia, Italia, Russia
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