06:45 20 Febbraio 2019
Invecchiamento

Un nuovo metodo per prevedere la morte di una persona

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Scienziati statunitensi e britannici hanno elaborato un metodo per determinare l’età biologica dell’uomo grazie alla microflora intestinale. I dati sull'età biologica possono essere impiegati per scongiurare una morte prematura del soggetto nel caso in cui durante le analisi vengano evidenziati segnali d'allerta.

Nell'intestino umano vivono colonie di batteri al cui interno le cellule raggiungono anche i 1014, ovvero circa tante quante le cellule dell'intero organismo. La microflora svolge un ruolo importante per garantire l'immunità dell'organismo, produce sostanze fondamentali per il sistema nervoso e influisce sul processo di invecchiamento. Poiché la composizione del microbioma intestinale con il tempo si modifica, è difficile determinare esattamente quali batteri siano legati al rischio di insorgenza di determinate malattie o dell'invecchiamento.

Al nuovo studio hanno preso parte 1.165 persone di età compresa tra i 20 e i 90 anni dalle quali sono stati prelevati 3.663 campioni di microbioma intestinale. I biologi hanno determinato la composizione della microflora di ogni campione e l'hanno messa in correlazione con l'età dei soggetti. I dati ottenuti sono stati impiegati per studiare in modo più approfondito la rete neuronale composta da 3 strati nascosti di 512 gangli l'uno atti a elaborare le informazioni in entrata. Il 90% dei campioni è stato utilizzato come materiale di studio, il resto per i controlli.

Come hanno dimostrato i test, la rete neuronale studiata in base alla microflora del paziente suggeriva la sua età con un margine di errore di 3,94 anni. Analisi ulteriori hanno dimostrato che l'età biologica del soggetto è determinata da 39 taxa di microrganismi.

È risultato che l'invecchiamento è poco legato alla presenza nell'intestino di batteri utili o dannosi. Ad esempio, il numero di cellule del microorganismo patogeno Campylobacter jejuni, che provoca la diarrea, è diminuito con l'età, mentre le specie di Eubacterium, utile per l'organismo, sono aumentate. Inoltre, i microrganismi caratteristici degli anziani non contribuiscono necessariamente all'invecchiamento e allo sviluppo di patologie legate all'età.    

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Tags:
biologia, reti neurali, esperimento, ricerca, Gran Bretagna, USA
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